9 giu 2008

Una zaffata di Napoli...

Articolino del NY Times sui rifiuti europei. D'obbligo il raffronto tra Napoli e Amburgo con Napoli che naturalmente, non esce benissimo dal confronto.
Naturalmetne Napoli sta ad Italia intera. Qua non c'e' spazio per i distinguo.
Dall'articolo escono delle informazioni interessanti. Per esempio il fatto che l'UK sia probabilmente messa peggio dell'Italia ("U.K. as the dustbin of Europe").
Divertentissima la job description di Bertolaso "Italy’s new trash chief", a volte oltre oceano, per spiegare e' meglio semplicare alcune sottigliezze nostrane.
Altrimenti come tradurre "Commissario Straordinario All'Emergenza rifiuty"? Forse con: "Trash Emergency Temporary Deputy Supervisor?" Lasciamo stare..

Mi fanno notare dalla regia che Bertolaso è un sottosegretario ministeriale, vabbè, se qualcuno si vuole esercitare con una traduzione maccheronica, è il benvenuto.....

A propo..
Visto oggi (23/6) su Euronews
Bertolaso: Undersecretary of refuse emergency. (mah!?) Perché no allora Unterstaatssekretär Notfall-Abfälle...

5 giu 2008

I saved the world today

Guardate il volto di quest'uomo a sinistra. Guardatelo bene.
Quest'uomo si chiama Stanislav Petrov e ha salvato il mondo.
Se qualcuno volesse sapere che volto ha un eroe eccolo qua.
Questi i fatti.
Nel 1983 i rapporti tra USA e USSR non andavano un granchè bene.

Un jumbo koreano con 269 persone a bordo, colpevole di essere fuori rotta sulla penisola di Sakhalin viene abbattuto dai caccia Sovietici. Non vi fu nessun superstite.
Gli Stati Uniti, guidati da Reagan dichiarano l'impegno per il programma "Guerre Stellari" di realizzare un'efficace difesa antimissili
La NATO inizia una serie di manovre ed esercitazioni in Europa che prevedono anchel'uso di armi nucleari tattiche.
L'URSS si era alla fine convinta che gli USA fossero pronti a scatenare il primo attacco.

Questa la storia.
La mezzanotte del 26 Settembre 1983 (ora di Mosca) il luogotenete Stanislav Petrov è l'ufficiale di servizio presso il bunker Serpukhov-15. Lui con il suo staff di 200 persone hanno il compito di presidiare, raccogliere le segnalazioni dei satelliti relative ad un attacco nucleare e informare i superiori di quello che sta avvenendo.
E' un computo delicato, in caso di avvisaglie, lo stato maggiore Sovietico ha solo pochi minuti per ordinare una rappresaglia.

In questa notte che sembra uguale a tutte le altre avviene qualcosa che sarà ricordato da tutti.

Poco dopo la mezzanotte l'allarme inizia a suonare. Il sistema dei satelliti OKO, in particolare il Cosmos 1382 segnala il lancio di un missile balistico intercontinentale (ICBM) dalla base Maelstrom dell' USAF in Montana .
Petrov sa che il sistema di primo allarme sovietivo è poco affidabile. In particolare è improbabile che gli USA lancino un primo attacco nucleare composto da un singolo missile.
Tutti si aspettano un primo attacco massiccio, un attacco in grado di azzerare al primo colpo tutte le risorse dell'avversario.
Invece nel cuore di quella notte, il sistema segnala un singolo lancio. Una cosa che non ha molto senso.
Petrov decide che si tratta di un falso allarme e di non allertare i suoi superiori.
Però dopo qualche minuto la console si illumina nuovamente: è stato lanciato un secondo missile.
La segnalazione è seguita poi da quella relativa ad un terzo lancio, poi un quarto. e infine un quinto.
A questo punto la situazione si mette veramente male.
Secondo il sistema satellitare gli USA hanno lanciato 5 missili. L'allarme suona come impazzito, è necessario prendere una decisione. Se non è l'inizio della Terza Guerra Mondiale, gli somiglia molto da vicino. Il sistema segnala 5 missili in volo e probabilmente un'orda di vettori sta per seguirli nel lancio. Sull'Unione Sovietica sta per scatenarsi un olocausto nucleare.
Nonostante questo Petrov continua a non fidarsi del sistema di allarme.
Sa che se avvisasse i superiori questi potrebbero preferire lanciare una rappresaglia alla cieca che attendere di avere più informazioni.
A questo punto sceglie di attendere ulteriormente. Se gli USA hanno realmente lanciato un attacco, i missili superata la circonferenza terrestre, in fase di rientro dovrebbero diventare visibili anche per i radar di terra.
Non ha altri modi di sapere che cosa stia realmente accadendo, un ICBM diventa rilevabile dai radar di terra solo 15 minuti prima dell'impatto , circa 15 minuti dopo il lancio.
Il problema è che a quel punto rimarrebbe veramente poco tempo per avvisare i comandi centrali e scatenare una rappresaglia.
Se i radar di terra confermassero il lancio dei missili avversari, lu Stanislav Petrov, finirebbe per essere ricordato dai Russi superstiti, come la nemesi di Alexander Nevsky. Esecrato nei secoli per aver non aver vegliato sulla patria consegnandola, di fatto inerme, alla distruzione.
Aspettano, aspettano. Passano 5 minuti, poi altri 10, e alla fine trascorrono tutti quei fatidici 15.
A questo punto nel bunker si festeggia. La fine del mondo è rimandata.

Epilogo
Nonostante l'istinto avesse guidato correttamente la scelta di Stanislav, questo fatto non fu apprezzato dai superiori. Petrov venne trasferito ad una unità non operativa e dopo qualche anno andò in pensione.
I Russi negarono sempre che l'errore di un singolo uomo potesse scatenare una guerra nucleare, ma dall'83 le procedure di controllo e di lancio delle armi nucleari vennero profondamente riviste.
Nel 2006 Petrov venne invitato negli Stati Uniti presso le Nazioni Unite e gli fu assegnato il premio dell'Association World Citizen.
Il giornalista Walter Cronkite cercherà di realizzare un film sulla vicenda,

A chi vuole documentarsi, posso consigliare questo link, o questo che è anche interessante dal punto di vista tecnologico, oltre alla solita e ottima Wikipedia.
Che cosa aveva visto il Cosmos 1382? Probabilmente i raggi del sole che sorgeva sull'orizzone terrestre.

2 giu 2008

Fusione fredda, altri dettagli

Ho scovato un po di informazioni ulteriori sull'esperimento condotto da Arata a cui avevo accennato in un precedente post.
Potete guardare un pò di dettagli qua e qua.
Arata ha provato ad inserire deuterio in una "spugna" di palladio e ossido di zirconio riuscendo a far salire la temperatura del contenitore a 70 C.
Poi l'esperimento è stato ripetuto con idrogeno al posto del deuterio e successivamente senza zirconio-palladio, in entrambi i casi senza ottenere generazione di calore, come a dire che a quanto pare i tre elementi servono proprio tutti perchè la reazione possa avvenire.
Da quello che leggo le dimensioni dei granuli di ossido di zirconio sono fondamentali per il successo dell'esperimento.
Non ho chiaro come sia stata effettuata la misurazione dell'Elio-4 (vulgaris) che a detta di Arata sarebbe un sottoprodotto della reazione.
Aspettiamo speranzosi per vedere se qualcuno riuscirà a ripetere l'impresa.

Il mio primo post sull'esperimento di Arata.

1 giu 2008

Questo non lo vedrete in prima serata.

Proprio adesso che si parla in modo vago di cambiare le regole di ingaggio in Afganistan, mi è venuta voglia di cercare un filmato che avevo visto di sfuggita passare su RAI 3. Il servizio è dell'ottimo Sigfrido Ranucci.
Avevano provato a proporlo alle Iene ma dato il contenuto, era arrivato il veto alla trasmissione.
Per cui in pochi hanno avuto la possibilità di vederlo. Ed è un vero peccato.
Il filmato è stato ripreso dai nostri stessi militari e documenta alcune fasi della battaglia dei Ponti di Nassirya nell'Agosto del 2004.
Ve lo faccio vedere senza secondi fini.
Penso che questo filmato avrebbe dovuto essere guardato, rimuginato e digerito.
Da allora ho un senso di fastidio che mi accompagna tutte le volte che vedo un servizio sui nostri militari all'estero. Il fastidio che quella che viene raccontata sia una storia di comodo, pura propaganda.
Mi spiego meglio, trovo encomiabile il comportamento dei soldati italiani, sarà la complicità della telecamera ma quello che vedo sono dei militari che sotto il fuoco nemico sono attenti ad eliminare l'avversario senza lasciarsi prendere la mano.
Niente fuoco di saturazione, il tiro è sempre diretto ad un obiettivo una volta che questo è stato riconosciuto ("Luca, annichiliscilo Porcozzio!", non c'e' gente che spara a casaccio, si fa attenzione a non colpirsi vicendevolmente, e così si combatte per due giorni, continuativi.
Questo conferma il livello di addestramento, l' attenzione e la professionalità dei nostri soldati, casomai ve ne fosse bisogno.





Ma, eppure di questo non si è potuto parlare e non si parla.
Si preferisce lo stereotipo in cui i nostri vanno o sono andati (nel caso dell'Iraq) costruire ospedali e ponti e magari per questo si sono fatti anche ammazzare.
Costruendo così quel bozzetto pietistico/martirologico delle nostre missioni all'estero buono per essere spolverato tutte le volte che qualche cosa va storta.
A questo punto, mi voglio risparmiare la tirata su Nassirya, farò solo un accenno.
Dopo la strage, i mezzi di informazione (tranne alcuni quali il solito Report) si sono concentrati completamente sugli aspetti più emotivi e strazianti della vicenda, sulle vittime, sui rapporti con gli iracheni poco invece ho visto, sul fronte del capire e comprendere invece se e dove erano stati fatti errori, nella gestione della situazione.
Non so se se all'interno del nostro Esercito, al sicuro da occhi profani indiscreti, vi sia stata una riflessione sulla vicenda.
Fatto sta che quella è stata la strage peggiore di un contingente dispiegato in Iraq, sicuramente non un grande successo, qualcosa , possibilmente da evitare in futuro.
In questo contesto, però si parla di martiri.
Questo è quello che si preferisce raccontare.
La realtà nel bene e nel male è diversa. Raccontare che queste non sono missioni di guerra, è probabilmente la via più comoda.
E non per evitare la domanda etica sul ripudio della "guerra come strumento per risolvere le questioni internazionali" in questo scorcio di 21esimo secolo, ormai questa è una barzelletta.
D'altra parte un esercito ce lo abbiamo, se l'articolo 11 fosse da prendere sul serio, avremmo solamente una magra difesa territoriale, invece no, abbiamo forze militari con tutti i crismi, per quanto finanziate in modo abbastanza "magro".
Il problema, scottante che vedo, è che se la guerra come diceva von Clausewitz è solo la continuazione della politica con altri mezzi, allora qual è qua la politica che sta dietro a queste missioni?

Abbiamo una politica comune con i nostri alleati o stiamo solo facendo il nostro bravo dovere di Ascari al servizio di qualcun altro?.
Perchè siamo andati in Iraq e che ci facciamo in Afghanistan?
Ma la politica tace e preferisce raccontarci degli ospedali degli acquedotti eludendo la questione.
Tra parentesi, ma su questo vorrei documentarmi, ho sentito dire che anche la sfortunata missione dell'ARMIR,venne giustificata con motivi legati alla stabilizzazione del territorio Russo, dopo l'invasione tedesca.
Neanche loro, insomma, erano in missione di Guerra.
Certo che in questo paese non cambia mai niente.

31 mag 2008

Tnx Darwin!

Ringrazio Darwin (si, l'ho scoperto adesso...) che qualche giorno fa ha lincato questo bellissimo mashup di Google Earth capace di visualizzare le mappe della Raccolta di Mappe Storiche di David Rumsey.
Questa è la Toscana .
Fichissimo

26 mag 2008

Stasera su RAI 2 (3)

Nuovamente su Voyager, in prima serata.
Stasera scopriamo che i teschi di Cristallo di Rocca posseggono mirabolanti capacità divinatorie, superiori a quelle di una comune boccia di cristallo. Tipo quella che ho sulla scrivania.
I Maya lo sapevano e infatti erano grandi patiti dei teschi di Cristallo.
Alla fine però non erano riusciti a prevedere o a evitare il collasso della propria civiltà.

Sull'arca dell'alleanza, invece resto un po' deluso, lo sa mezzo mondo che l'arca non è più gerusalemme ma bensì ad Axum, guardata a vista dai discendenti dei Falascià

Poi tocca alla numerologia, 666 numero della bestia, 23 gli illuminati, 77 le gambacce e 90 la paura, ah! no quella e' la tombola.

E forse non sapevate che il primo incidente automobilistico avvenne il Venerdì 13.
E anche agli astronauti dell'Apollo 13 gli è andata di lusso. Era meglio chiamarlo Apollo 12 bis.
Coincidenza o il 13 porta sfiga?
Con questo bel dilemma ci vediamo alla prossima puntata.
Certo è che alla fine, dico dico, ma non me ne perdo una di puntate di Voyager.
E bravo Giacobbo!

24 mag 2008

Ma guarda tu i casi..

Proprio nel momento in cui l'Italia si vota alla fissione nucleare per ampliare il proprio mix energetico, colgo questa news da slashdot.
Il post e' un po' sospetto detto tra noi. Un blog americano linka un autorevole giornale finanziario italiano, che riporta la notizia secondo cui uno scienziato giapponese è riuscito ad eseguire un balzo prodigioso nella ricerca di base energetica.
Il professor Yoshiaki Arata ha infatti perfezionato unprocesso di fusione fredda basato sull'utilizzo del palladio, simile ,quindi, a quello famigerato di Fleishmann e Pons.
La differenza è che il professor Arata a detta del Sole 24 ha organizzato una dimostrazione con tanto di reattore a fusione fredda e motore di Stirling, dimostrando il ciclo completo di generazione dell'energia.
Se la notizia fosse confermata si tratterebbe effettivamente di una scoperta fondamentale.
Vediamo che accade nei prossimi giorni.
I ricercatori Giapponesi sono ahimè famosi per la non replicabilità di alcuni esperimenti. Non ho idea di che pasta sia fatto il prof. Arata.
La scoperta ha anche un risvolto nazional popolare di quelli che fanno sempre un pò sorridere. Sembra infatti che il processo originario sia stato ideato da un ricercatore italiano dell'INFN di Frascati. Ah! L'italico ingegno!

Aggiunta successiva
Dato il successo (!) di questo post mi permetto anche di lincare questo mio scritto nell'estate del 2007 sullo stato della fusione calda.

21 mag 2008

Pensieri sparsi su Tremonti, Econimia, Globalizzazione e Protezionismo e perchè no, la Germania...

A volte penso che questo tutto sbandierare e strapparsi le vesti sulla globalizzazione sia solo una gran manfrina. Una manfrina buona per gli apocalittici custodi di un protezionismo tardo ottocentesco, quelli come Tremonti per esempio.
Oppure penso anche che sia una gran manfrina ideologica per spiegare la situazione fallimentare di alcune realtà.
Oppure anche in generale sia una visione conforme al desiderio di adeguarsi allo spirito dei tempi e priva di fantasia.
La realtà come al solito è molto più complessa. Tanto per portare un esempio, mi viene in mente la realtà della cantieristica italiana, demolita e lasciata decadere anni fa. All'epoca sembrava un settore improduttivo, roba da terzo mondo, le navi le farnno solo in Korea se va bene o in Congo.
La realtà e' ben diversa adesso nel 2008, l'industria nazionale è sparita, di converso c'e' una richiesta paurosa di ordinativi e paesi come la Turchia hanno il funnel pieno per i prossimi 5 anni.

E' per questo, giusto per pesarla un pò fuori dagli schemi soliti, che linko con piacere questo bel pezzettino di Darwin sulla Germania .

5 mag 2008

Stasera su RAI 2 (2)

Stasera il nostro Giacobbo è a corto d'idee. Dopo l'inizio di puntata sulla realtà fisica dei Giganti, il "pathos" si e' purtroppo tremendamente sgonfiato sulla sindrome degli antenati.
Non so voi ma la famiglia sfigata, in cui ogni componente, per sette generazioni ha un piccolo incidente il primo giorni di scuola, mi annoia un po'. Avranno rotto uno specchio? Machissene, anzi come direbbero a Roma 'sti ca', ma si vede che in redazione erano a corto di idee.
Hanno tirato in ballo Freud, Jung, Einstein e Heisenberg (la fisica quantistica torna sempre utile) e l'Andrea Doria (ve lo giuro sul canguro!)

Il tutto finisce in una bella domanda:
"Come puo' la nostra anima viaggiare nel tempo e nello spazio?"
Non lo so, ma il mio corpo fa tutte le mattine fa 60 Km di spazio in un ora di tempo per ricongiungersi con la mia anima che lo aspetta in ufficio.
Ciao Giacobbo. L'unica cosa incredibile e' che l'etere costi cosi' poco che te ne affidino una fettina anche solo per un'oretta.

Poi la puntata e' proseguita con i vampiri e Dracula. Per chi non l'avesse capito in alto a sinistra sul cinescopio adesso campeggia la scritta "assetati di sangue".
Ah! Rivoglio Herzog e Nosferatu in prima serata!

4 mag 2008

Grazie a Repubblica: Modì e le teste del centenario, una storia livornese....

Grazie agli archivi di Repubblica, aperti sullo Web da poco, è possibile fare ricerche cercare tra gli articoli pubblicati da Repubblica dal 1984 ad oggi.
Il 1984 fu un anno interessante per noi livornesi. Quell'anno la nostra sonnacchiosa città, dimenticata un pò da tutti, balzò alla cronaca per la storia delle teste di Modigliani (Modì).
Da quel momento in poi i livornesi si guadagnarono la fama di popolo burlesco e irriverente. Fu, per quello che mi ricordo, la prima caratterizzazione a livello nazionale della mia città natale.
Grazie a Repubblica, posso integrare i miei ricordi e ricostruire tutta la storia.
Ma andiamo con ordine...

11 Luglio '84
A Livorno, all'inizio di Luglio, la stagione balneare e' pienamente iniziata. Le scuole sono chiuse e la gente ha ormai preso il ritmo estivo. Anche chi lavora non disdegna di andare al mare in pausa pranzo. Si fa tardi la sera e chi puo', si alza tardi anche la mattina.
In città quest'anno, per il centenario della nascita, è stata organizzata una mostra antologica su Amedeo Modigliani riguardante la sua attività di scultore.
Alla mostra sono però anche esposti dei quadri e proprio su uno di questi troviamo il primo articolo di Repubblica. Sembra che infatti uno dei quadri esposti non abbia un'attribuzione precisa, qualcuno parla di "falso". Qua compare il nome della sfortunata direttrice: Vera Durbè, che in questa storia avrà una parte molto difficile.
17 Luglio '84
Un altro pezzettino scritto da Mario (del) Tredici, storico cronista del Tirreno, descrive il tentativo di recuperare dai fossi le statue che Modigliani vi avrebbe buttato in un momento di stizza. La cosa ha un po' il sapore della leggenda, ma in quel periodo, visto l'interesse che Modigliani suscita, si tenta il tutto per tutto e fatta venire una draga si inizia a cercare.
25 Luglio '84
La perseveranza è premiata, dall'acqua spuntano due teste. Si grida al miracolo. Chi le ha cercate e desiderate a lungo non crede a quello che sta avvenendo. DUe Modigliani autentici, due uniche opere perdute di un periodo giovanile. Due opere che potranno rimanere a Livorno. La possiblità anche di creare un museo permanente e fama ed onori imperituri per chi non si è dato per sconfitto ma ha cercato fino all'ultimo questi oggetti. Capirete bene l'importanza del ritrovamento. Nonostante questo il giornalista mette in guardia che potrebbe trattarsi di falsi.

26 Luglio '84
Altro articolo sulle reazioni al Museo Progressivo di Arte Moderna. Il ritrovamento, per la direttrice Verà Durbè, è il coronamento di anni di speranze e di ostinazione. Per organizzare quel dragaggio è stato necessario smuovere mari e monti e solo con il supporto del fratello Dario, Direttore dalla Galleria Nazionale d'arte Moderna. Da Parigi la figlia di Modigliani, Jeanne, raccomanda il massimo rigore nell'atttribuzione.
28 Luglio '84
Lettere. La mostra viene criticata per la scarsa sostanza a livello di opere.
Poi Pisa e Livorno iniziano ad accapigliarsi per chi debba mantenere le opere, che i più ritengono realmente di Modigliani. Livorno è il luogo del ritrovamente oltre ad essere la città natale dell'artista, ma a Pisa c'è la soprintendenza alle Belle Arti. La zuffa dura per un pò, ma alla fine le teste , rimangono a Livorno con buona pace campanilistica.
29 Luglio '84
Muore a Parigi Jeanne Modigliani, la figlia dell'artista.
04 Agosto '84
Viene pubblicata postuma una lettera di critica della figlia di Modigliani. Oltre ad una critica sulla leggerezza della catalogazione, questa si lamenta per essere stata esclusa dall'organizzazione della mostra.
10 Agosto '84
Dai fossi emerge una terza testa.
2 Settembre '84
Esce in fretta il volume "Due pietre ritrovate" dove si magnificano le opere ritrovate. Arrivano anche due telefonate anonime, una alla Nazione e l'altra al Tirreno. Le telefonate guidano ad un cestono della carta straccia in cui sono trovati i negativi di una testa molto simile a quelle rinvenute. I negativi sono accompagnati da una scritta: "Testa ripescata nel 54"
4 Settembre '84
Escono allo scoperto i veri autori delle "teste" . Inizialmente nessuno li prende sul serio.Francesco Ferrucci, Pietro Luridiana e Michele Ghelarducci vanno da Panorama e vuotano il sacco.
Speravano che qualcuno smascherasse il falso, ma si erano resi conto che le cose non stavano esattamente prendendo quella direzione.
Tutti volevano trovare quelle teste e una volta che queste sono saltate fuori, nessuno era in grado di fare un passo indietro.
Nel momento in cui si rendono conto di questo meccanismo perverso, decidono di uscire allo scoperto per cercare di fermare tutto.
Ma c'e' un mistero nel mistero. I ragazzi rivendicano la produzione di una testa, e le altre due, chi le avrà fatte? Oltre a questo c'e' qualcun altro che rimanendo sconosciuto, afferma con lettere anonime di essere in possesso della "testa" recuperata nel '54, quella dei negativi.
6 Settembre '84
Intervista a Dario Durbè, questi preferisce credere ad un ipotesi di complotto a danno suo e di sua sorella e continua ad asserire che le statue sono autentiche.
Però poi ad un certo punto, salta fuori anche un quarto autore.
7 Settembre '84
Il fronte si spacca, i galleristi dubitano delle statue mentre i critici continuano "granitici" a ritenere l'attribuzione autentica.
8 Settembre '84
Un vero 8 Settembre, la polizia interviene e mette i sigilli alla testa "ritrovata" esposta alla mostra. Il Modì 2. Si tratta di una soluzione politica: si e' cercato a tutti i costi di evitare un sequestro.
11 Settembre '84

Anche l'11 Settembre non va meglio, ormai tutti riconoscono l'entità della cantonata e la disfatta e' totale , qua si mette alla berlina il critico della soprintendenza, che ha scambiato un Black and Decker per un ugnetto, manipolato con la massima precisione .
Nella migliore delle tradizioni Italiche non si crede allo scherzo, ma si preferisce costruire fantasiose ipotesi a base di complotti.
12 Settembre '84
Alla Vera Durbè deve sembrar di essere finita in un incubo, nonostante tutto non molla. E' l'ultima, contra omnes, che continua ad asserire l'autenticità dei pezzi trovati.
14 Settembre '84
Alla fine salta fuori anche l'autore delle altre due teste: Modì 1 e Modì 2. Si tratta di Angelo Froglia. Froglia ha qualche anno in più rispetto agli altri ragazzi, è ormai sulla 30, con un passato un pò agitato alle spalle. Si è fatto 3 anni di carcere per un attentato. Adesso fa l'artista e la creazione delle due teste rappresenta per lui un'azione artistica concettuale. Froglia morirà a Roma nel '97.
Ottobre '84
Purtroppo lo "scherzo" inizia a fare delle vittime. Dapprima viene destituito Dario Durbè, poi tocca anche la sorella Vera. Alla fine in Febbraio anche la Procura di Livorno si mette ad indagare e spedisce avvisi di garanzia ad un pò di persone.
Alla fine Dario verrà riabilitato vincendo la causa con il ministero e tornando al suo posto.
Si deve però aspettare il '91 perchè anche l'inchiesta della Procura si chiuda con un bel: "non luogo a procedere".

18 Settembre '91
A Settembre di quell'anno, tal Salvatore di Livorno tramite Giuseppe Saracino, noto stilista Livornese, afferma di essere in possesso di tre statue originali scolpite da Modigliani.
Dice di esserne in possesso sin dal 43, quando le ha recuperate dallo scantinato dello Zio che le aveva avute in dono da Modigliani stesso prima di partire per Parigi.
Salvatore voleva uscire allo scoperto nell'84 ma tutto il can can nato sulle statue "false" gli aveva suggerito di mantenere un basso profilo.
Saracino ha il senso delle spettacolo, afferma di volere qualche milione di vecchie lire e una trasmissione in prima serata su RAI o Finnivest per potersi confrontare lui e Salvatore contro i "Critici".
Ma la discrezione di Salvatore dura poco. Il giorno successivo il 19 accetta di essere intervistato aggiungendo un pò di particolari sul ritrovamento delle teste. Si scopre che Salvatore si chiama Pietro ed è il cugino di Saracino.
Settembre '92
Carboni continua a perorare l'autenticità delle proprie teste. E' chiaro che qua i critici dopo essersi scottati ci vanno con i piedi veramente di piombo prima di esporsi al rischio di una falsa attribuzione. Nessuno parla o si espone e Carboni periodicamente si fa sentire.


'96
Alla sembra che il sodalizio tra Carboni e Saracino si spezzi. Carboni accusa Saracino di avergli fatto sparire una testa e fa anche denuncia alla Polizia.

Settembre 2003
A Fauglia, muore Vera Durbè. All'epoca avevo letto la notizia, e mii aveva colpito quanto tempo fosse passato da allora. Mi venne da pensare che valesse la pena di mettere insieme i fatti e le idee su tutta questa storia.


Alla fine ci sono voluti quattro anni e gli archivi di Repubblica,ma ditemi almeno se questa storiella, di una calda estate livornese di tanti anni fa, vi sia un po' piaciuta.