09 gen 2010

Dalla menzogna alla realtà.

Mi è capitato tra le mani questo bel libro di Errico Buonanno: "Sarà Vero", edito da Einaudi (ISBN 978880619730) .
Il libro riepiloga le maggiori menzogne storiche e ne costruisce una squisita trattazione esaustiva, ricca di passaggi e riferimento. Nel far questo, racconta come le credenze mosse da una serie di menzogne artefatte, sia poi diventate e abbiano rappresentato un motore importante nelle motivazioni degli eventi storici.
La tesi soggiacente è che le menzogne, per tutta una serie di meccanismi umani, tendono a crearsi spontanemente. "Queste, una volta che iniziano ad esistere nell'humus culturale umano, prendono forma e vita propria in modo indipendente da chi le ha originariamente create e da quel momento in poi mutano e si evolvono in funzione dei tempi.
Il titolo privo di punto interrogativo sta proprio a rappresentare l'affermazione che le menzogne, desiderate e credute, dopo un po' divengono verità.
L'autore apre il proprio racconto con La Donazione di Costantino, prosegue con la storia del "Prete Gianni" (Presbiter Johannes) per poi addentrarsi nella storia reale dei Massoni, dei Rosacroce e degli Illuminati di Praga fino ad arrivare alle misteriose macchinazioni dei Gesuiti.
Nel fare questo si racconta il divenire del kilt, del supremo bardo Ossian , del culto dei templari e altre bizzarrie che per noi "moderni" risultano ormai appartenere definitivamente tanto al reale quanto all'immaginario collettivo .
Le vicende raccontate in modo vivo finiscono per strappare una sorriso al lettore moderno, quando pero' l'esposizione si avvicina ad temi più vicini alla nostra era quali i famigerati "Protocolli dei Savi di Sion", il sorriso lascia spazio al ghigno di sgomento.
La menzogna, come la calunnia, è inizialmente un venticello, ma poi puo' trasformarsi in tifone, dato che una mistificazione come quella dei "Protocolli" ha dato sicuramente una mano ai pogrom Russi e alle persecuzioni antiebraiche di Hitleriana memoria oltre a sopravvivere negli odierni deliri dei negazionisti.
Per merito dello stile piacevolissimo dell'autore la lettura scorre senza in modo molto fluido e divertente. Un plauso va dunque all'autore solo per il fatto di essere riuscito a narrare con grazia e un pizzico di umorismo argomenti che facilmente si presterebbero ad uno stile pedante o sopra le righe.
Un plauso dunque all'autore e una raccomandazione.