02 ott 2010

21st century war toy.

Symantec ha rilasciato in questi giorni un bel documento di analisi sul funzionamento del virus Stuxnet. Il documento di 48 pagine è corposo, ma fornisce un'idea abbastanza precisa del livello di sofisticazione a cui possono arrivare i virus moderni. La differenza rispetto a roba del secolo scorso come lo Yankee Doodle è notevole. (Il documento lo trovate qua).
Ultimamente l'analisi di questo virus ha attirato moltissimo interesse. Infatti chi lo ha scritto ha potuto accedere ad una serie di certificati leggimi di produttori hardware, con cui riesce ad ingannare il sistema operativo e ad installarsi, oltre a questo chi lo ha scritto, conosceva in anticipo alcune debolezze non documentate dei sistemi operativi microsoft.
Delle conoscenze non esattamente alla portata del primo hacker da strada.
Oltre a questo il virus sembra essere ingegnerizzato per attaccare i server che controllano gli impianti industriali, in particolare aggredisce i PC con installati ad alcuni PLC della Siemens.
oltre a questo il virus è in circolazione, dalle versioni più rozze fino all'attuale da circa due anni. Chiaramente dietro c'e' stato uno sviluppo che ha richiesto del tempo, piuttosto che qualche fine settimana di qualche oscuro cracker.
Tutto fa pensare che dietro questo ci sia un'organizzazione molto tempo, ottime menti e notevoli risorse, sia finanziarie sia di intelligence. Insomma non una azienda o una corporation ma uno stato sovrano.
A questo si aggiunga il fatto che, secondo le statistiche della Symantec, il 67 % degli host infettati si trova in Iran e questa storia di colpo inizia ad avere dei contorni molto più definiti.
Se questa fosse una spy story, probabilmente inizierebbe a Tel Aviv almeno due anni fa.
Partirebbe come primo atto da una riunione di analisti Israeliani , molto preoccupati della volontà iraniana di salire a livello di prima potenza mediorientale.
Il ragionamento di quegli analisti potrebbe essere che l'Iran ha sicuramente è sicuramente una grande potenza energetica e demografica della zona, ma dipende fortemente dalle tecnologie del primo mondo: Software, elettronica, macchinari tutto arriva da fuori e ha bisogno del supporto degli stati esteri per poter continuare a funzionare.
Ora questa storia per poter andare avanti ha necessità di un altro evento. Una fuga di notizie, magari qualcuno che ha scoperto che una grossa fornitura di valvole, necessaria per il funzionamento dell'oleodotto che s'inabissa sotto il Mar Caspio, sarebbe stata fabbricata in Germania e avrebbe avuto un tipo particolare di PLC della Siemens.

Qua la trama diventa ancora più ipotetica ma l'autore ha la possibilità di far entrare in gioco alcuni personaggi più interessanti. Per esempio un ipotetico team di Tel Aviv composto da ricercatori o hacker informatici o entrambe le cose. Un team messo insieme da qualche mese, una di quelle cose che si devono fare perché: "La cyberguerra è la guerra del XXI secolo", ma che effettivamente dalla costituzione non ha fatto niente di utile se con redigere advisory e raccogliere le vulnerabilità emerse.
A questo punto serve una figura di primo spicco, magari un generale ambizioso passato da poco da ruoli operativi in Tsahal ai servizi informativi dell'esercito, l'Aman .
Supponiamo che questa persona si presenti al nostro team e gli chieda di elaborare un'arma in grado di mettere ko o creare gravi danni alle esportazioni di greggio Iraniane. Questi forse gli eventi che fanno allo sviluppo e al rilascio di quel virus.
Qua finisce la storia che possiamo ipotizzare.
E ci sarebbe da capire come abbiano fatto, per esempio, ad infettare nei primi mesi, solo i computer iraniani. Ci sono nuove tecniche di cyber unzione? Sono stati usati degli agenti infiltrati che chiavetta dopo chiavetta hanno infettato più computer possibili?
Qua siamo veramente nel campo delle supposizioni.

Non so se le cose siano effettivamente andate così e se quest'estate un oleodotto Iraniano abbia avuto gravi problemi. Se fosse avvenuto, probabilmente nessuna notizia sarebbe trapelata all'estero, magari tra qualche anno, ne potremo sapere qualche cosa di più.
Credo però che, l'infiltrazione nelle infrastrutture dell'avversario per mezzo di virus informatici, che mentre fino a ieri poteva essere una vaga possibilità a metà tra il teorico e il fantascientifico, adesso stia per diventare qualche cosa di decisamente più concreto .
Detto tra noi, la teoria delle nuove cyberarmi mi ha sempre lasciato perplesso. Però lo ammetto, dopo tutto questo, sto pensando a ricredermi.

Premetto, volevo chiamare questo post "Kuang grade mark eleven", come il virus militare cinese immaginato da Gibson nel suo Neuromante(1984), ma poi ho scoperto che questo pregevole blogger, mi aveva già anticipato con l'idea.

25 lug 2010

Strano come in estate non si parli di ciò di cui si potrebbe parlare.

E' veramente buffo che in questo periodo estivo in cui i telegiornali si affannano a ricordarci come "d'estate faccia caldo e che quindi convenga bere e non esporsi al sole nelle ore più calde", insomma riversano generici consigli non richiesti, ecco è buffo che nessuno parli di una cosa gigantesca come il "Fallimento dei Viaggi del Ventaglio".
Un crack clamoroso che ha lasciato 400 milioni di eu di buco (tra debiti deficit e quant'altro) e probabilmente centinaia di migliaia di persone a casa gabbate dei soldi faticosamente messi da parte per le vacanze.
Però non se ne parla. Paura di scatenare il panico, proprio adesso che la gente stava per andare in vacanza, dimenticandosi per un po' delle nostre beghe?
Mistero.

24 lug 2010

Rivelazioni estive.

Panorama ha scoperto che esistono preti gay e che alcuni di questi non sono neanche troppo casti. Incredibile
In mancanza del solito servizio sulla pedofilia nella chiesa non resta che aggrapparsi a servizi simili.
Al di la dell'interesse che può avere la Chiesa Romana, mi sfugge invece di comprendere la rilevanza di un fenomeno simile per noi privati cittadini. Da rubricare sotto "Costume e Trend Estivi"? Mah.

08 lug 2010

Bigini di Economia. (Noise From Amerika)

Il problema in questo periodo della Sinistra e anche della Destra (quella di Fini per intenderci) cioè i partiti veri, con gente con un minimo di spessore politico, non il ciarpame polulista che vi sta nel mezzo, dicevo il problema è che in questi due gruppi, non c'è nessuno che ne capisca una beneamatissma mazza di economia e quando aprono bocca è facile rendersene subito conto.
Bisognerebbe studiare e formarci un po' tutti sulla questione. Così tanto per avere qualche idea nuova e magari anche pure intelligente invece di sorbirci la solita aria fritta e stantia.

Per questo inizio a lincare questo bell'articolo del think tank di noise from Amerika. Se anche voi avete i brividi quando qualcuno propone di impiegare finanziamenti pubblici per far ripartire l'economia, ecco allora ve ne consiglio la lettura. Preparatevi che è lungo, ma d'altra parte, voi preferite capirle le cose e non farvi raccontare balle dai Tiggi, vero?

Invece, consigliato a chi crede che il deficit pubblico si possa ridurre combattendo l'evasione, invece che eseguendo tagli: Tre cose ovvie sull'evasione fiscale.


28 giu 2010

Una precisazione

Stamattina in auto, radio Lifegate, discussione sui diamanti, sul valore intrinseco dei diamanti e sulla possibilità dei creare diamanti artificiali. Perchè a Lifegate si parla di diamanti alle 9:10 del mattino? Non ci dovrebbe essere Magic Bus, Boh? Chissà, questa è roba che potrebbe stare su Radio24 nella sezione "fonti alternative d'investimento".
Insomma, si parla di diamanti, non che me ne freghi qualche cosa, ascolto oziosamente più che altro per la pigrizia di muovere un dito e cambiare stazione dai comandi sul voltante.
Ad un tratto un'affermazione richiama la mia attenzione: "Certo se potessero creare dei diamanti artificiali uguali a quelli naturali, il prezzo dei diamanti crollerebbe", "E' già, si perchè i diamanti in ogni caso si creano in natura, mentre invece per esempio la quantità d'oro è costante".
"Giusto" ribatte uno dei due partecipanti alla discussione, "L'oro non si crea e ne si trasforma, come invece volevano fare gli alchimisti".
Mmm non li ascolto più, sto ragionando e cercando di ricordare, l'oro non si crea, mmm eppure eppure mi pare di ricordare qualche cosa di diverso.
Beh! Una ricerchina veloce su Wikipedia fatta stasera e posso contraddire i nostri due amici di Lifegate, effettivamente l'oro si puo' creare.
Gli Alchimisti sbagliavano solo(!) per un dettaglio, l'oro non si trasmuta dal piombo, bensì dal mercurio. Vedi qua.
Diciamo che il processo è un pochino antieconomico, ma se il prezzo per oncia continua a salire magari tra un po' potrebbe valerne la pena.
Mi vengono due considerazioni:
1) Sono un pignolo pedante. Che ci posso fare, dovrò contenermi per il futuro.
2) Ho il dubbio che che qualche anno fa la possibilità di trasmutare l'oro da altri elementi sarebbe stata immaginata più plausibile di quanto lo si ritenga adesso.

22 giu 2010

Allucinazioni consensuali.

Mi spiace per Gianfranco ma credo che abbia torto: La padania esiste. E' uno strano fenomeno, ma quando una gran quantità di persone inizia a credere in qualcosa, questo qualcosa più uscire dalle nebbie dell'inesistente per finire di approdare alle spiagge del reale.
Avviene così per le religioni, le ideologie, i santoni e anche per i brand pubblicitari. Sono li perché c'e' gente insiste a credere che esistano e che corrispondano effettivamente oggetti reali.
Ora mi spiace anche smentire il Senatur, ma credo che anche per lui richieda un belo sforzo di fantasia immagina che ci siano ben 10 milioni d'italiani(Umberto mica avrai contato per te tutti i voti presi insieme a Forza Italia , vero?) disposti a credere alle balle dei celti, del dio Eridano e tutto il parafernalia immaginativo sui cui la lega ha cercato, in questi anni, di crearsi un'identità.
Sia ben chiaro infatti, anche se la padania può ipoteticamente esistere e forse ancor di più in futuro, una cosa è certa, in passato non è mai esistita. Quelle genti la non si sono mai sentite parte di un'entità sovranazionale comune che abbracciava la pianura dal Piemonte al Veneto, non hanno mai parlato una lingua comune. Non è mai esistita qualche cosa di simile. Solo uno sforzo ideologico sovrano può partorire da una visione, se così semplicista e riduttiva quale la padania è.
La parte più divertente è quando questi signori qua riescono a farsi dare dei soldi per mantenere vive le tradizioni, tipo il dialetto. Quale dialetto? Quello Milanese (che assomiglia al Francese), il Lodigiano, il Bergamasco e via così in una miriade frammentata che non ha un'identità comune a livello regionale o macroregionale che si voglia.
Non so se la padania effettivamente esista, per certo non è mai esistita, forse potrà esistere in futuro se una classe dirigente povera di idee continuerà a propagandare una soluzione facile da raccontare, semplice (ma inevitabilmente errata, si veda Bloch legge di: ) a problemi molto complessi.

06 mar 2010

Non capisco.

Mi chiedo se ad essere escluse fossero state le liste di partiti minori ci sarebbe stata questa confusione, questo sollevarsi di lamenti in nome della democrazia. Si, va bene sono state escluse liste che raccolgo circa il 30%- 40% dei voti (sicuramente non il 60%), e pappapero pappappa' il diritto alla democrazia.
Come se il valore della scelta democratica fosse di scegliere un nome in barba a qualunque regola democraticamente stabilita.
Come elettore vorrei poter scegliere tra candidati in grado di guidare una regione e viene da chiedersi come certe compagini che non riescono a presentare una lista in tempo o che scendono ai dubbi mezzi di falsificare le firme, possano con serenità guidare la prima o la quarta regione Italiana.
Non è democratico votare senza di loro? Invece deve essere molto democratico, infilare a forza gli esclusi unicamente perché appartenenti alla compagine di governo. Tutti poi a gridare al complotto rosso o radicale. Un po' di onesta intellettuale per chiamare i buffoni "buffoni" non avrebbe guastato.
E comunque, bene, il partito degli azzeccagarbugli ha vinto un'altra volta. Non c'è nessuna regola che non si possa mettere a posto per tempo. Finché le leggi erano ad personam si poteva credere che fossero necessarie unicamente per far si che il danno legato allo stato giuridico di Berlusconi non trascinasse al disastro il governo intero della Repubblica.
Ma adesso è chiaro qual'e' la visione del governo: Non c'e' nessun problema legale, degli amici o dei sodali degli amici, che non possa essere messo a posto e risolto con qualche ritocco ad hoc.
La legge, le regole, non hanno alcun valore in se, alla fine sono unicamente dei trucchi messi su per far si che chi ha una posizione di vantaggio possa mantenerla, no? Almeno questo è l'unico insegnamento che riesco a percepire da questa storia.

06 feb 2010

Vita da Gargoyle.

Riprendo questo video dal blog di Luigi Giubertoni, guardatelo, ne vale la pena. Si tratta di un video prodotto da un giovane artista londinese, Keiichi Matsuda che rappresenta 2 minuti di vita in augmented reality. Il video si svolge nella cucina del protagonista mostrandocelo mentre preparara del the , prima di correre in bagno. Naturalmente si tratta di un'esperimento di fantasia, nel senso che al momento non esiste nessun sistema indossabile così completo e pervasivo da poter "aumentare" la realtà come il video mostra.

Augmented (hyper)Reality: Domestic Robocop from Keiichi Matsuda on Vimeo.

Il video è girato all'insegna dell'ironia, ma riesce comunque a dare un assaggio realistico degli effetti di un'applicazione pervasiva di augmented reality.

E da questo possono nascere varie riflessioni. Dal punto di vista marketing, per esempio, mettere le mani sugli spazi di un'applicazione AR può rappresentare il sogno di un pubblicitario.

Oppure sul livello di consapevolezza che è possibile raggiungere una volta sottoposti ad un bombardamento d'informazioni simile. Difficilmente si tratterà di illuminante da quel punto di vista.

Se qualcuno è interessato a capire la possibilità attuale dell'AR dia un'occhiata all'applicazione consumer AvatariTag della Mattel e collegata al film di Cameron Avatar per vedere le "figurine del 21esimo secolo". Il bambino che è in me sta provando un po' di invidia per questa generazione. Temo però che il set di figurine non sia stato commercializzato in Italia e adesso sto facendo una pensata se acquistare il tutto su Amazon.

31 gen 2010

A proposito...

Ma l'H1N1 non doveva essere una pandemia?

30 gen 2010

Il Presidente ha deciso: il futuro che non ci sarà.

La notizia è ancora non ufficiale, ma è quasi certo che Obama abbia scelto di cancellare il progetto Constellation. Constellation era il progetto voluto da W. Bush nel 2004 per riportare l'uomo sulla luna e "oltre".
Dopo 5 miliardi di dollari spesi in proposte e progettazione, il programma era desolatamente in ritardo rispetto alle previsioni. Il lanciatore Ares I, in grado di rimpiazzare l'ormai anziana flotta di Space Shuttle, avrebbe dovuto fare il primo volo nel 2011. Quella data avrebbe permesso nel 2010 di mettere in naftalina gli Shuttle, permettendo di dirottare ingenti risorse economiche dal mantenimento della costosa flotta ai programmi di ritorno alla Luna e (forse) Marte.

La triste verità è che i finanziamenti più anemici del previsto, i problemi tecnici, non avrebbero permesso di lanciare il primo Ares I prima del 2014. E chi avrebbe portato gli astronauti sulla ISS nel periodo dal 2010 al 2014? La NASA si sarebbe trovata ad affittare qualche passaggio dai Russi?

Alla fine sembra essere giunta la decizione (articolo dell'Orlando Sentinel) che molti si aspettavano: programma Constellation cancellato, qualche anno in piu' sui voli degli Shuttle, così da permettere il mantenimento dell'ISS e per finire, incentivi per i privati per "appaltare" il trasferimento di astronauti verso la ISS.
La decisione per quanto attesa, sta suscitando un vepaio di preoccupazioni e di polemiche. Preoccupazioni (qua per esempio ) per il destino della forza lavoro e degli appaltatori che lavorano e hanno lavorato sui progetti cancellati. Le polemiche sono purtroppo inevitabili su un programma che ha assorbito per anni ingenti risorse e che alla fine rischia di mostrare il vuoto politico presente dietro ad una visione dell'esplorazione spaziale che sembra appartiene più che altro al secolo scorso. Le reazioni dei supporters dell'esplorazione umana dello spazio, sono decisamente scioccate.

Detto tra noi, non è così automatico che la decisione presa sia disastrosa per l'esplorazione umana dello spazio. A detta dei più il vero disastro era già nelle premesse del programma ESAS, alla base di Constellation, lanciato da W. Bush. Troppo ambizioso come obiettivo per i fondi che avrebbe potuto ricevere ma contemporaeamente troppo poco ambizioso, dal punto di vista tecnologico. Molti lo ritenevano , a distanza di 50 anni, solo una vuota riprosizione del programma Apollo. Qualcuno ha scritto che l'unica Luna perduta, a questo giro, è solo una Luna di carta.
Un'analisi più lucida delle possibili implicazioni della decisione di Obama è analizzata qua, su Space Politics.

09 gen 2010

Dalla menzogna alla realtà.

Mi è capitato tra le mani questo bel libro di Errico Buonanno: "Sarà Vero", edito da Einaudi (ISBN 978880619730) .
Il libro riepiloga le maggiori menzogne storiche e ne costruisce una squisita trattazione esaustiva, ricca di passaggi e riferimento. Nel far questo, racconta come le credenze mosse da una serie di menzogne artefatte, sia poi diventate e abbiano rappresentato un motore importante nelle motivazioni degli eventi storici.
La tesi soggiacente è che le menzogne, per tutta una serie di meccanismi umani, tendono a crearsi spontanemente. "Queste, una volta che iniziano ad esistere nell'humus culturale umano, prendono forma e vita propria in modo indipendente da chi le ha originariamente create e da quel momento in poi mutano e si evolvono in funzione dei tempi.
Il titolo privo di punto interrogativo sta proprio a rappresentare l'affermazione che le menzogne, desiderate e credute, dopo un po' divengono verità.
L'autore apre il proprio racconto con La Donazione di Costantino, prosegue con la storia del "Prete Gianni" (Presbiter Johannes) per poi addentrarsi nella storia reale dei Massoni, dei Rosacroce e degli Illuminati di Praga fino ad arrivare alle misteriose macchinazioni dei Gesuiti.
Nel fare questo si racconta il divenire del kilt, del supremo bardo Ossian , del culto dei templari e altre bizzarrie che per noi "moderni" risultano ormai appartenere definitivamente tanto al reale quanto all'immaginario collettivo .
Le vicende raccontate in modo vivo finiscono per strappare una sorriso al lettore moderno, quando pero' l'esposizione si avvicina ad temi più vicini alla nostra era quali i famigerati "Protocolli dei Savi di Sion", il sorriso lascia spazio al ghigno di sgomento.
La menzogna, come la calunnia, è inizialmente un venticello, ma poi puo' trasformarsi in tifone, dato che una mistificazione come quella dei "Protocolli" ha dato sicuramente una mano ai pogrom Russi e alle persecuzioni antiebraiche di Hitleriana memoria oltre a sopravvivere negli odierni deliri dei negazionisti.
Per merito dello stile piacevolissimo dell'autore la lettura scorre senza in modo molto fluido e divertente. Un plauso va dunque all'autore solo per il fatto di essere riuscito a narrare con grazia e un pizzico di umorismo argomenti che facilmente si presterebbero ad uno stile pedante o sopra le righe.
Un plauso dunque all'autore e una raccomandazione.