Ieri Bernard Madoff è stato condannato a 150 anni di carcere per la gigantesca truffa portata avanti in questi anni attraverso il suo fondo.
Non voglio entrare nel merito del fallimento clamoroso dei controlli da parte della SEC, neanche del fatto che la truffa fosse stata già precedentemente denunciata come tale da un altro finanziere.
Da un certo punto di vista queste sono somiglianze con il caso Parmalat.
C'è pero' un aspetto che denuncia a gran voce uno dei problemi principali di questo paese, uno dei problemi che nessuno, ne da dentro la magistratura ne fuori, sembra essere realmente a risolvere.
Mi spiego meglio:
Caso Madoff:
Dicembre 2008, emergono le prime avvisaglie di problemi.
11 Dicembre 2008. Madoff viene arrestato.
11 Marzo 2009. Madoff si dichiara colpevole.
29 Giugno 2009. Il processo si conclude con una pena esemplare di 150 anni. Madoff potrà fare ricorso solo se emergeranno elementi che possano provare il mancato rispetto dei suoi diritti costituzionali, altrimenti la storia si chiude qui.
Caso Parmalat
15 Dicembre 2003 Il CDA Parmalat si dimette.
22 Dicembre 2003 Tanzi viene iscritto al registro degli indagati.
1 Marzo 2004 Parte il primo processo di Milano
29 Marzo 2004 Tanzi è riinviato a giudizio.
18 Dicembre 2008 Viene emessa la sentenza. Molti i prosciolti, Tanzi ottiene una pena definita lieve: 10 anni. Dato che si tratta del primo grado di giudizio, Tanzi potrà ricorrere ancora due volte prima di approdare ad una sentenza definitiva. Tanzi ha già 71 anni, e data l'età è incompatibile con la detenzione in un istituto di pena. Ovverosia non si farà neanche un giorno di carcere (tranne quelli che si è fatto quando era sotto custodia cautelare).
Per carità, non credo di essere un giustizialista, uno di quelli che prova un particolare piacere a sentire il tintinnio delle manette, ma sono l'unico a vedere un problema?
30-giu-2009
24-giu-2009
Memorie di Clemente.
Piccola confessione, mia moglie credeva la prendessi in giro e non riusciva a capacitarsi che lo stessi facendo sul serio.Alla fine sono uscito dalla libreria con un'espressione soddisfatta e sottobraccio l'ultima fatica editoriale di Clemente Mastella:"Non sarò Clemente, memorie dell'ultimo democristiano".
Perché lo ho fatto?
Perché ho comprato l'opera di un politico così lontano dalle mie corde e dalla mia esperienza personale?
Non lo so, ho cercato di darmi delle risposte sul perché mi sentissi così attratto.
La migliore che ho trovato e che si è attratti da ciò che non si conosce e non si comprende.
Ho l'impressione che sulla figura di Mastella ci sia sempre stato dell'understatement. Voglio dire una persona che riesce a passare a seconda dei casi da una schieramento all'altro, un paio di volte in una decina d'anni, e che contemporaneamente riesce ad evitare di fare la fine di Capezzone. Intendo dire a finire a fare i lavoro sporco, il peone, costretto a recitare in prima serata, a sacrificare la faccia, recitando la pravda del berlusconismo. Invece no, il candidato storico di Ceppaloni, si muove tra uno schieramento all'altro e quando si candida per le Europee prende 111 mila preferenze e passa!
Ebbene quest'uomo non è la mezza calzetta che ci hanno raccontato, quest'uomo e' un genio!
Ho ritenuto quindi la cosa meritoria di approfondimento. Oltre a questo, il nome di Mastella evoca generalmente una rabbia e un risentimento superiore a quello scatenato da un Casini o un Maroni, oppure un Formigoni. Perchè tanto odio nei confronti dell'ex Democristiano di Ceppaloni? Perchè una maggiore acquiescenza nei confronti degli altri?
Deve esserci qualche cosa che mi sfugge.
Per ora sono appena agli inizi. La lettura è godibile e fluida, merito probabilmente anche di un'ottima revisione. La tesi del libro, che è nelle intenzioni agiografico è di mostrare come il nostro non sia peggiore di altri politici. Nel far questo racconta i peccatucci propri e le malefatte altrui.
Mastella non si nasconde dietro un dito, parla con la massima trasparenza e mostra il suo punto di vista. E' vero, ammette, lui fa favori. Anzi non riesce a rifiutarsi. Il clientelismo non è quel fenomeno degenere che tutti immaginiamo. Anzi il clientelismo tiene l'uomo politico in contatto con la gente. Gli dona un ruolo di mediazione. Permette alla gente di interagire con le strutture statali usando il politico come intermediatore.
Quando il clientelismo viene interrotto, il primo a subire degli svantaggi è l'elettore stesso che messo direttamente a contatto con le strutture delle banche, della sanità e della pubblica amministrazione, è obbligato a lottare contro i loro difetti congeniti.
Questa è una delle basi del Mastella-pensiero. Ripensateci, la prossima volta che impazzirete ad un help desk comunale: "Avessi un referente".
Oltre a questo Clemente puntualizza, favori sempre, tangenti e bustarelle mai! Una bella differenza rispetto a chi intascava per il partito. E' evidente che qua non c'è del vuoto opportunismo, ma bensì una visione del mondo nettamente differente e originale
Clemente non fa mistero e racconta con dovizia di particolari anche i meccanismi della lottizzazione, in RAI per esempio.
In RAI vige (vigeva) la regola del sette, ogni sette posti questa era l'assegnazione:
- 3 democristiani.
- 2 socialisti.
- 1 comunista.
- 1 meritevole.
Sicuramente emerge un altro tratto preponderante del nostro. La simpatia. Mastella di persona deve essere, come ho sentito dire, un piacione irresistibilmente simpatico.
La cosa traspare nei fatterelli qua e la nella narrazione. La nascita per esempio dei Mastellini, tanto vituperati da Grillo. I famosi torroncini che ormai sono diventati quasi un dono proverbiale. Il primo a riceverli fu Moro.
Esemplare del carattere e della spregiudicatezza di Clemente, è l'episodio in cui colse in flagrante Beppe Pisanu a truccare una votazione interna alla DC. Pisanu stava inserendo delle schede votate sfruttando i candidati assenti.
A quel punto invece di denunciare il broglio Mastella affrontò da Pisanu e gli propose un arrangiamento: "Una a me e tre a te". Un colpo da maestro.
Cos'è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità di esecuzione!
Capito il concetto?
Il libro poi riesce a dare uno spaccato estremamente interessante delle dinamiche della politica dalla prima alla seconda repubblica. E' pieno di fatterelli, vissuti in prima persona e non. Come non citare la scena di una seduta della parlamento presieduta da Andreotti Si discuteva della fammosa "legge truffa", e in aula volavano penne e fascicoli. In quell'occasione Andreotti continuo' a presiedere impertubabile la seduta, con in testa un cestino della carta straccia, a mo' di elmo da guerriero samurai. Imperdibile!
Incredibilmente anche Mastella è concorde nel definire Cossiga come l'uomo più intelligente dei potenti democristiani.
Insomma il libro sembra valere ben più dei 18 eu del prezzo di copertina. Lato mio, prometto di tenervi aggiornati su tutte le perle che troverò.
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Italia
9-giu-2009
Indovina chi viene in tenda....
* Le ingenti partecipazioni di Gheddafi nel capitale Fiat fin dagli anni 80. Quale paese permetterebbe un controllo simile da parte di uno stato ostile?
* Il permesso dato ai Mig Libici per andare ad eseguire il "tagliando" nell'allora Repubblica Jugoslava durante tutti gli anni 70-80, sfruttando un provvidenziale "buco" della difesa radar.
* L'avviso dato, nell'86, al Colonnello da parte dei governanti Italiani relativamente agli imminenti bombardamenti americani .
Quasi fosse quell"amico da sopportare obtorto collo. Quello che devi ingraziare perché ha l'auto per uscire la sera.
E così per anni ci è stata fisegnata la situazione con la Libia. "Sapete, loro hanno il petrolio", dobbiamo comportarci bene con loro. Quasi che questa fosse una scelta imposta dalla Libia e non cercata dall'Italia.
E tutto questo è molto buffo se pensare che per un certo periodo siamo stati amici degli Americani, ma anche ottimi alleati della Libia, che con gli USA aveva per usare un eufemismo, delle relazione un po' tese.
Ho l'impressione che con la storia delle "difficili" relazioni tra Roma e Tripoli, entrambi i paesi abbiano potuto negoziare e organizzarsi sottobanco per anni.
Se la politica è l'arte del possibile, allora la politica estera italiana in questi anni, è riuscita magistralmente ha coniugare anche l'impossibile.
E adesso, è arrivato il momento di venire allo scoperto. Ora, personalmente, io apprezzerei solo che alla RAI non si prendesse gioco della nostra capacità di comprensione, ma se le notizie e i fatti non si possono dichiarare, l'unica possibilità che ci rimane è di interpretarle.
Detto tra noi, riuscirei a sopportare meglio questa manfrina se Gheddafi fosse il rappresentante regolarmente eletto di uno stato sovrano. Ma dato che si tratta di un dittatorucolo che ha una gestione ricca di prosopopea e familistica di un intero popolo, rimango molto perplesso.
P.S.
Note per chi non se ne fosse accorto: la crisi è finita. Guardate il grafico del prezzo del barile in basso a destra. Adesso siamo tornati alla nostra solita gracile economia.
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Pontificazioni
27-mag-2009
Cara Giulia (da Pisa..)
Ormai lo spot di Giulia da Pisa sta diventando un tormentone.
Digressione:
Sono un paio di settimane che la premiata casa di bibite di Atlanta, creatrice del Natale così come lo conosciamo, ci martella con questo tormentone:
In questi giorni, su YouTube, è comparso invece il filmato qua sotto, prodotto da questi bravi Adbusters (non saprei definirli in altro modo).
Con la capacità di Youtube di passare da un filmato all'altro per mezzo della funzionalità ".. filmato in risposta ..", la contrapposizione è veramente esilarante.
Stavo riflettendo che una situazione simile, nel periodo pre Internet, parlo degli anni 90, sarebbe sembrata assolutamente impossibile.
Il fatto che una grande multinazionale lanci una campagna pubblicitaria e un gruppo di persone, probabilmente da un garage, con mezzi limitati, possa prendersi la libertà di sbeffeggiarla, ecco, tutto questo sembrava impossibile.
Godiamoci questa libertà finché dura. Prima che qualche onesto legislatore, pensi, per il nostro bene, a sanare questo Far West. Tanto la locuzione usata è sempre quella: Far West.
Tra parentesi, lo spot originale della CocaCola ha fatto tuonare qualche albergatore.
Inneggiare pubblicamente a vacanze sotto tono presso la propria nonna, invece che a soggiorni in prestigiosi resort, danneggia l'economia, è stato detto. E in questi tempi di crisi è da irresponsabili.
Certo al mondo d'oggi non ti puoi veramente muovere senza scontentare qualche lobby.
Digressione:
Sono un paio di settimane che la premiata casa di bibite di Atlanta, creatrice del Natale così come lo conosciamo, ci martella con questo tormentone:
In questi giorni, su YouTube, è comparso invece il filmato qua sotto, prodotto da questi bravi Adbusters (non saprei definirli in altro modo).
Con la capacità di Youtube di passare da un filmato all'altro per mezzo della funzionalità ".. filmato in risposta ..", la contrapposizione è veramente esilarante.
Stavo riflettendo che una situazione simile, nel periodo pre Internet, parlo degli anni 90, sarebbe sembrata assolutamente impossibile.
Il fatto che una grande multinazionale lanci una campagna pubblicitaria e un gruppo di persone, probabilmente da un garage, con mezzi limitati, possa prendersi la libertà di sbeffeggiarla, ecco, tutto questo sembrava impossibile.
Godiamoci questa libertà finché dura. Prima che qualche onesto legislatore, pensi, per il nostro bene, a sanare questo Far West. Tanto la locuzione usata è sempre quella: Far West.
Tra parentesi, lo spot originale della CocaCola ha fatto tuonare qualche albergatore.
Inneggiare pubblicamente a vacanze sotto tono presso la propria nonna, invece che a soggiorni in prestigiosi resort, danneggia l'economia, è stato detto. E in questi tempi di crisi è da irresponsabili.
Certo al mondo d'oggi non ti puoi veramente muovere senza scontentare qualche lobby.
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18-mag-2009
To wear that ball and chain...
C'è qualcuno qua che si ricorda del motto dell'Alfieri? "Volli, sempre volli, fortissimamente volli"?Ecco mi è tornato in mente guardando questo gadget qua"La Study Ball". Una bella palla di ferro da 9 kg, che una volta chiusa la catena, non si apre prima dello scadere del timer.
Per ragioni di sicurezza il timer non può essere impostato oltre le 4 ore e viene fornita una chiave di sicurezza, non sia mai vada a fuoco la casa...
L'oggetto è consigliato a studenti che devono affrontare prove impegnative d'esame e che temono di non avere sufficiente forza di volontà.
I produttori, in modo un po' subdolo, la consigliano anche ai genitori di ragazzi con problemi di concentrazione.
Non ho chiarissime le implicazioni etiche di questo consiglio, anche se il sequestro di persona è reato e l'apologia di reato è reato anch'essa.
Comunque il Telegraph su questo fronte ci va a nozze, e calcando la mano sulla connotazione ironica, parla del prodotto.
In questi tempi di revisionismo barbarico, in cui non ci si fa alcuna remora a prescrivere psicofarmaci per i deficit di attenzione, non escludo che questo l'oggetto possa avere ben presto estimatori anche in Italia. Non so perché ma il pensiero che qualcuno possa prendere sul serio questo scherzo non mi pare del tutto inverosimile. E questo, detto tra noi, mi crea un vago un senso di inquietudine e di tristezza, forse perché, ci fosse stata ai miei tempi, sento che sarei sicuramente finito nella categoria dei "convitti" con una bella sfera al piede.
Comunque "la palla" deve aver avuto un successone dato che già ad ora su Curiosite risulta già "Not available".
Cose serie: E' passato il DDL sicurezza. Non ho ancora razionalizzato la cosa. Una mia parte del cervello crede che si tratti di uno scherzo/buffonata, della serie, tra un mese ci faremo tutti una grande risata. L'altra parte non ne vuol più sapere e temo sia andata in vacanza.
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1-mag-2009
Diamole un po' di visibilità, cribbio.
Credo che alla performance della Gabriella Carlucci non sia stata data tutta la doverosa visibilità necessaria, per cui ve la ripresento.
Se qualcuno cercasse una spiegazione del perché i nostri politici abbiano sempre quell'aria stralunata e fuori dal tempo, questo video potrebbe offrire una risposta: Non leggono, non frequentano Internet, non stanno tra la gente.
Probabilmente passano il tempo ad assorbire solo news dai Tiggi' delle reti generaliste. Quello deve essere l'unico collegamento che hanno con mondo.
E i risultati si vedono, eccome.
Se qualcuno cercasse una spiegazione del perché i nostri politici abbiano sempre quell'aria stralunata e fuori dal tempo, questo video potrebbe offrire una risposta: Non leggono, non frequentano Internet, non stanno tra la gente.
Probabilmente passano il tempo ad assorbire solo news dai Tiggi' delle reti generaliste. Quello deve essere l'unico collegamento che hanno con mondo.
E i risultati si vedono, eccome.
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28-apr-2009
Un attimo di calma, please.
A differenza di quella nostrana, la stampa anglosasssone mostra un deciso aplomb. Sarà una direttiva governativa per non generare panico, sarà un tentativo di distinguersi dalla stampa scandalistica, ma le testate "nobili" americane sono decisamente compassate.Lo sono ancora di più se le si valuta relativamente agli umori da fine del mondo titillati dai nostri cronisti. Non so perchè ma in Italia, complice lo stile nazionale, non si riesce ad affrontare le situazioni con un minimo di calma e razionalità. In compenso abbiamo una scorta di Tamiflu da far paura. Spero solo non vada a male. Fatemi un attimo ricordare chi produce il Tamiflu sarà mica la Roche, che non sta per niente andando male?
Il NYTimes ci fa sapere che ogni anno negli states per la comune influenza vengono ospedalizzate 200.000 persone e di questi 36.000 muoiono. Generalmente si tratta di persone debilitate o anziane, ma a volte anche qualche baldo giovane debilitato puo' lasciarci le penne.
Sulla questione del nome dei questa influenza è sorto un mini incidente internazionale. Ci sono infatti paesi che preferiscono non chiamarla "Influenza suina" (gli israeliani e gli islamici per esempio) che hanno scelto di chiamarla Influenza Messicana. Naturalmente i messicani non sono d'accordo, dato che negano oltretutto di essere loro il punto zero di questa epidemia. La World Organization for Animal Health ha proposto il salomonico nome di Influenza Nord Americana in modo da non scontentare nessuno.
La questione, seppur secondaria è tutt'ora aperta. Continuando cosi', se non ci pensa il virus, ci ammazzeremo sicuramente di risate sulla faccenda.
Addirittura c'è chi cerca di prendere la cosa con solida ironia lanciando un bel sondaggio tra i lettori su come si stiano preparando per l'influenza.
Chi è interessato ad informazioni statistiche di prima mano posso consigliare pandemicflu.gov, c'è poco da dire, ma il governo federale, per capacità di stare in rete, non è secondo a nessuno..
Repubblica nelle utlime ora sta comunque smorzando i toni, ricordando che per ora i decessi ufficialmente attibuiti alla "suina" sono 7 su 152. Gli altri 145 decessi?
Mah, sarà colpa delle influenze.
Riprendo dal buon Elaborando la mappa di Google con visualizzati i casi accertati e non. Ed effettivamente c'è una discreta dispersione.
Se fossi Maurizio Costanzo a questo punto potrei augurare una buona pandemia a tutti, ma preferisco stare zitto.
27-apr-2009
In arrivo la Pandemia.
Speranza per la RAI che conta di battere lo share del Terremoto.
Comunque mi pare che i newspaper esteri la stiano prendendo con molta più calma rispetto a quelli nostrani. Repubblica ha in prima pagina un bel crescendo: "..l'Oms alza il livello di allerta. Quasi 150 morti in Messico, primi casi in Europa". Stiamo a vedere.
Comunque mi pare che i newspaper esteri la stiano prendendo con molta più calma rispetto a quelli nostrani. Repubblica ha in prima pagina un bel crescendo: "..l'Oms alza il livello di allerta. Quasi 150 morti in Messico, primi casi in Europa". Stiamo a vedere.
21-apr-2009
Perchè non dirlo...
Capita ogni reset del calendario Maya, ma una volta tanto sono d'accordo con la decisione del nostro ministero degli esteri. Perché non scriverlo?
Mi riferisco all'abbandono anticipato, da parte dell'Italia, della conferenza sul razzismo tenutasi a Ginevra. Quella nominata Durban II.
Credo che la scelta di non partecipare sia stata la scelta giusta.
Alla fine, quello che è accaduto dopo, l'abbandono degli altri paesi EU , il discorso del leader Iraniano e la critica di Ban Ki-moon, altro non ha fatto che dare ragione ai paesi che erano sulle posizioni Italiane.
Anzi a posteriori, probabilmente la scelta migliore sarebbe stata quella di sabotare da subito il meeting. Si sarebbe così evitato di dare risalto alle chiassate di Ahmadinejad.
A differenza di quello che hanno detto altri commentatori, credo che su certe tematiche convenga avere un atteggiamento netto piuttosto che esporsi al rischio che i distinguo e le differenze di opinioni, esposte in certi consessi, non vengano percepiti così nettamente da chi sta fuori.
Al di la di tutto, pensando a governi e paesi segregazionisti, mi vengono in mente come prime candidate le monarchie e i principati della penisola arabica. Ma immagino che sia solo un modo di vedere le cose.
Mi riferisco all'abbandono anticipato, da parte dell'Italia, della conferenza sul razzismo tenutasi a Ginevra. Quella nominata Durban II.
Credo che la scelta di non partecipare sia stata la scelta giusta.
Alla fine, quello che è accaduto dopo, l'abbandono degli altri paesi EU , il discorso del leader Iraniano e la critica di Ban Ki-moon, altro non ha fatto che dare ragione ai paesi che erano sulle posizioni Italiane.
Anzi a posteriori, probabilmente la scelta migliore sarebbe stata quella di sabotare da subito il meeting. Si sarebbe così evitato di dare risalto alle chiassate di Ahmadinejad.
A differenza di quello che hanno detto altri commentatori, credo che su certe tematiche convenga avere un atteggiamento netto piuttosto che esporsi al rischio che i distinguo e le differenze di opinioni, esposte in certi consessi, non vengano percepiti così nettamente da chi sta fuori.
Al di la di tutto, pensando a governi e paesi segregazionisti, mi vengono in mente come prime candidate le monarchie e i principati della penisola arabica. Ma immagino che sia solo un modo di vedere le cose.
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