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24 mar 2014

Uscire dall'Euro si puo'.

E' ufficiale, ormai mi sono scocciato di provare ad instillare del buonsenso nella testa delle persone che mi circondano. Ho capito che ormai la moda della stagione è l'atteggiamento anti- in particolare anti-euro o anti-europa.
Con questi qua è inutile anche cercare di spiegare che le ragioni che aveano portato l'Italia ad essere prima uno stato fondatore dell'Unione e poi  ad entrare nel progetto Euro, sono tutt'ora pienamente valide.

Stanco di cercare di spiegare che i benefici che l'Italia ha tratto dal fatto di essere nell'area Euro con una moneta forte e stabile , sono stati enormi, incolmabili. Ma è inutile, chi preferisce le spiegazioni semplici (e sbagliate ) a problemi complessi è affascinato dall'idea di poter uscire dell'Euro e di permettere quindi al paese di scrollarsi i propri problemi di dosso. Come se i  problemi dell'Italia fossero legati ad una politica monetaria non adeguata e non ad altre questioni più profonde e complesse.

Ma insisto, è inutile.
In particolare ho sempre pensato che uscire dall'Euro rappresentase di per se una mossa para-suicida, con scenari da Corralito o da fine dell'Unione Sovietica.
In realtà pensandoci un po' piu' con attenzione , uscire dall'Euro è possiible e probabilemente lo si puo' fare in modo graduale senza traumi.
Per allinearmi al nuovo Zeitgeist ho deciso di indicare così la via ai fautori anti euro per poter uscire in tutta sicurezza ed evitare un tracollo stile argentino. Magari nel frattempo qualcuno cambia idea.

Vediamo un attimo come l'operazione potrebbe essere condotta.
Dato che un tempo esisteva questa Lira che aveva un certo range d'oscillazione nello SME, l'idea potrebbe essere quella di ricreare una moneta, chiamiamola NeoLira che ha esattamente queste caratteristiche. Quindi una moneta con un peg-flottante nei confronti dell'Euro. Il modello potrebbe essere quello della Corona Danese che oscilla nell'ambito dell'ERM .
Lo stato Italiano  potrebbe qindi "creare" una moneta nell'ERM e iniziare a stampare moneta emettendo BTP per finanziarsi. Naturalmente i tassi di questi BTP , beh , andrebbero visti.  Ma se il progetto piace tanto alla gente, magari gli Italiani non avranno problemi ad acquistare i BTP per finanziare il progetto.
Emessi i BTP, la nuova moneta avrebbe corso legale . E il governo potrebbe emetterne quel tanto che basta epr evitare crolli inflazionistici.
A questo punto la nuova moneta permettebbe al governo di implementare quella politica monetaria che molti richiedono come cura alla situazione attuale.
Si potrebbe anche implementare una politica di investimenti Keynesiani, che sempre ha i suoi entusiasti.
Costruire dighe, autostrade, o forse resaturare cappelle barocche o pale medievali.
La nuova moneta potrebbe essere utilizzata lentamente per pagare una frazione di stipendio dei dipendenti pubblici, magari degli aumenti di contratto e dare quindi uno stimolo all'economia.
Lo stato ne garantirebbe la convertibilità e darebbe quindi corso legale a questa moneta.
D'altra parte lo stock di euro dello stato e dei cittadini non si esaurirebbe "istantanemente". Certo la faccenda sarà un po' complicata quando cercheremo di comprare le materie prime, con questa nuova moneta. Ma come scrivono gli euro scettici, con le nostre esportazioni, non dovrebbe essere difficile avere una contropartita  di valuta pregiata..
Insomma si puo' fare?
Si credo che alla fine si possa fare.

La vera questione è se ne valga la pena.
Sinceramente credo proprio di no e persone molto piu' preparate di me hanno cercato di spiegare il perchè.
Personalmente, per dare una risposta breve, credo che la riccezza di una nazione stia nel suo lavoro e non nella sua moneta. Avere una moneta stabile , rispetto ad una che puo' essere spazzata via in un pomeriggio da un Soros qualunque , credo sia molto meglio.

Alla fine però, mi sto un pò scocciando della situazione Italiana in cui Soloni improvvisati vanno in giro magnificando le meraviglie della sovranità monetaria e  a questo punto mi piacerebbe proprio che i miei concittadini ne bevessero un po' di questo calice. Bevendone potrbbero anche capire che forse conviene indirizzare gli sforzi a rendere questo paese un paese più "normale", invece cercare sempre una scorciatoia: l'uomo della provvidenza, il complotto Europeo, il signoraggio e la sovranità monetaria.

Magari dopo aver scoperto che una decina d'anni di Neo Lira agganciata piu' o meno strettamente all'Euro non è stata in grado di dare tutti questi mirabolanti benefici ;  potrebbero anche cambiare idea e tornare indietro.
Chissà.. Provare, no?


25 set 2011

Una modesta proposta.

Non riesco sinceramente a comprendere se il nostro presidente del Consiglio quando afferma che la crisi è ormai archiviata con questa manovra, sia effettivamente convinto di quello che dice o stia cercando di convincere gli elettori.
La verità è che questa manovra è uno sbuffo ( per usare un termine presentabile) rispetto alla montagna di debito che il paese ha sulle spalle. Parliamo infatti di 54 Mld di eu, auspicati, contro oltre 1800 Mld, e passa,di eu di debito. L'aleatorietà di alcune misure (il getti previstoto, potrebbe anche essere inferiore), l'aumento dello spread, temo faranno si che ben presto sarà necessario rimetter mano alle finanze dello stato.
Non c'e' da illudersi, non c'è grande spazio per la crescita per un paese come il nostro, se fossimo un paese molto competitivo potremmo riuscire a fare come la Germania, quasi un 2% l'anno. Ma non siamo un paese competitivo e di riforme strutturali per diventarlo non ve ne è traccia.
Non ci sono neanche riforme strutturali per come vengono spesi i soldi pubblici, la previdenza da sola  assorbe una parte considerevole del nostro budget. Il resto andrà a pagare sanità ed interessi sul debito.
A questo punto infatti un qualunque governo non ha molte possibilità. Impossibile aumentare le tasse, impossibile tagliare la previdenza senza scatenare una rivolta sociale (o in modo meno drammatico, perdere il consenso di cui il governo stesso ha necessità di godere). Quindi lo scenario, come possiamo immaginarlo prevede che nei prossimi anni, non ci sia ne crescita ne investimenti, difficile farne con le casse vuote, e quindi?
Quindi continueremo così, in questo eterno inverno, senza redenzione.
A questo punto mi chiedo, ma se invece di cercare di speremere l'acqua dalle pietre, e se facessimo un bel default?
Non sarebbe meglio,  invece di questa agonia senza soluzione, un bel default subito,  i 4-5 anni di sofferenze e e poi riniziare da  iniziare da capo, ma senza fardelli insopportabili, magari poveri, ma padroni del nostro destino?

19 mar 2011

Almeno una buona notizia...

Ci sono momenti in cui fa comodo trovare una qualche buona notizia. Il paese è in mano ad un governo che non governa, in zone remote del mondo si contano i danni dopo uno spaventevole cataclisma tettonico e si lotta per evitarne uno nucleare, in compenso il paese partecipa ad un'avventura militare di cui non sono chiari i contorni ma che sicuramente non mostra alcun lato positivo ne dal punto di vista umanitario ne da quello grettamente utilitaristico.

Con tutto questo al contorno. alla ricerca di una qualche notizia un po' meno deprimente,, ho notato come sul sito di terna Terna siano stati pubblicati i dati provvisori dei consumi e della produzione di energia elettrica del 2010 e leggendo questi ho trovato qualcosa di cui rallegrarmi.
Per chi ha fretta, la sintesi della mia prolusione è sintetizzata nell'immagine sotto.


Insomma nell'ultimo anno gli apporti alla produzione di energia elettrica dell'eolico e del fotovoltaico messi assieme hanno praticamente uguagliato quello dal petrolio. A chi scrive questo dato non sembra per niente scontato, anzi devo dire che mi ha colto abbastanza di sorpresa.
Una delle critiche mosse alle fonti "alternative" è la loro presunta "aleatorietà", ovverosia l'incostanza di generazione. Inutile mettere chilometri di pale eoliche in un territorio dove non c'e' vento, così come è inutile montare panneli fotovoltaici come quelli che vedo installati qua attorno (ci sarebbe da scriverci un post ad hoc).
Generalmente gli articoli di cronaca riportano la capacità massima degli impianti installati (i benedetti chilo o megawatt di picco)- La realtà naturalmente è che quello che conta è la produzione totale di energia , non il picco teorico che probabilmente viene raggiunto solo in momenti molto particolari.
Ecco, queste statistiche dimostrano che questi impianti possono produrre energia elettrica "vera", energia utilizzabile dagli utenti finali.
Al momento solo 3 watt di una lampadina da 100 watt che avete in casa sono prodotti solo da vento e sole e questo numero è destinato da aumentare sempre di più in futuro.
A chi scrive, leggere quel rapporto, ha causato un moto d'incredulità, un'escalamazione interiore del tipo: "Ma allora tutto questo funziona!" Dopo tanta propaganda un po' di dati solidi su cui fondare un'opinione.
Certo, i prodotti petroliferi hanno una voce abbastanza marginale nella produzione di energia elettrica italiana, se volete fare un bagno di realismo guardate le crifre del "Leone" cioè il "Gas Naturale". Calcolando che eolico e fotovoltaico sono cresciuti di oltre il 30% nell'ultimo anno, se continuasse questa crescita sfrenata, entro 12 anni avremmo praticamente raggiunto la sostenibilità e l'autosufficienza per quanto riguarda la produzione elettrica.
Certo diranno i soliti detrattori: "Aspetta la bolletta del prossimo anno per vedere quanto ci costeranno tutti gli incentivi di questo rinnovabile".
Verissimo, sicuramente pagheremo qualcosa per avere pero' una fonte di energia:
  • Sicura. (avete mai visto un pannelo fotovoltaico rompesi e rovesciare tonnellate di silicio in mare? No, non può accadere. O una pala eolica fondere per mancanza di refrigerazione? )
  • Stabile da non risentire quasi del prezzo delle materie prime (vedi le voci: Piattaforme petrolifere con problemi intestinali e dittatori traballanti)

Vi sembra poco?

14 set 2009

Incipit de Lapalisse.

RAI2 , Miss Italia.
Studio: "- la nostra inviata a Salsomaggiore porrà alcune domande alla presentatrice, partiamo col collegamento.."
Inviata (domanda alla Carlucci) "Quest'anno abbiamo assistito ad un miss Italia al femminile...."

Svegliatemi per la prossima edizione al maschile.

17 mar 2009

Papa: Non servono i preservativi.

Il Papa in Africa, relativamente all'epidemia di AIDS "..non si può superare con la distribuzione dei preservativi .." .
E con questo sono pienamente d'accordo con il Santo Padre. L'AIDS non si vince con le buone parole e neanche con i preservativi. Semmai, con i preservativi lo si tiene a bada, evitando cosi' che la tragedia africana, diventi giorno per giorno sempre più catastrofica.
Il rischio reale qua, è di veder sparire un'intera generazione di giovani africani.
Propagandare un'ipotetica crociata di moralizzazione, come soluzione, è solamente da irresponsabili. A meno che non si voglia far si che alla fine sia il signore a "riconoscere i suoi"("caedite eos. Novit enim Dominus qui sunt eius").
Tornando all'AIDS lo vincerà con la ricerca e con l'accesso alle medicine.
Almeno, io non vedo altre strade, e voi?

(Al di la di tutto delle dichiarazioni di principi e delle pie illusioni, nella chiesa ci sono persone realiste e concrete. Trovato tramite il blog di Sofri)

5 mar 2009

Adesso lo sappiamo tutti.

Oggi, alla fine, anche Tremonti si è reso conto che il 2009 sarà peggio del 2008.
Buongiorno.