02 gen 2009

Facebook (già, ci sono arrivato anch'io)

Iniziamo a fare outing, in questo periodo, gli ultimi due mesi diciamo, sono stato un po' meno presente perchè .... ho frequentato un po' di più Facebook. Ecco l'ho detto.
Mi ero creato un profilo un annetto fa, ma poi non lo avevo mai utilizzato. Per colpa di qualche vecchio amico, all'inizio dell'estate sono ritornato su quell'applicazione e col tempo ho scoperto che si era creata una certa massa critica di informazioni tale da rendere interessante interagire un po'. Da li e' per me iniziato il fenomeno.
Lo so, questa attività è dai più deprecata. In particolare, per una serie di validi motivi che non voglio mettere adesso in discussione, tutta l'Intellighenzia Internettiana disprezza un po' la corazzata generalista del Social Networking di Facebook. I migliori gli preferiscono infatti strumenti "social" più specializzati e raffinati.

Fatto sta che questa frequentazione mi ha permesso di sperimentare alcune cosucce.
Innanzitutto Facebook stessa è un'ottima applicazione Web, ben fatta, semplice e abbastanza robusta. Non stupisce il successo planetario ormai inarrestabile. E questo in virtù del fatto che il prezzo di entrata è molto basso.

Mi spiego meglio, ognuno di questi strumenti "Sociali", Linkedin per non far nomi, richiede che l'utente inserisca tutta una serie di dati per popolare il proprio profilo. Questa attività è lunga e quindi "costosa" in termini di tempo. Su Facebook le cose funzionano in modo differente, lo sforzo per attivarsi (il costo d'ingresso) è minimo. Basta al limite inserire il proprio nick e si è dentro.
Poi a quel punto, e' la propria rete di contatti, con la sua attività che crea e aggiunge le informazioni che finiscono poi per essere collegate anche al proprio profilo.
Insomma, rispetto ad altri strumenti, si fa poco sforzo per entrare e il ritorno in termini di divertimento è molto rapido. Da questo, ecco spiegato il successo esplosivo.
E non è tutto. Facebook ha il vantaggio di concentrare in se una serie di applicazioni che generalmente troviamo separate. C'e' il sistema per uploadare foto e taggarle con informazioni (a la Flickr), lo wall per il microblogging ( stile Twitter ) oppure i postare link ad altri documenti (stile Tumblr) oppure riferire interventi più lunghi e anche la possibilità di andare in chat con gli "amici" presenti in linea (come un qualunque IM).
Tutto questo rende possibile concentrare in questo spazio una serie di azioni e operazioni a che generalmente tendono ad essere disperse in rete. E questo rende Facebook un "Luogo". Ovverosia uno spazio in cui è possibile eseguire una serie di attività ma in cui siamo anche esposti all'evento fortuito o all'incontro casuale. Molto spesso è possibile gironzolare senza un'idea precisa di quello che potrebbe capitare, ma semplicemente aspettando che qualcosa accada. E le azioni sono tante, è possible girare per i profili conosciuti, guardare le foto condivise, commentarle, arricchirle di informazioni, etrare in chat con un "amico" in linea, mandare messaggi, commentare post. Tutto in un unico ambiente abitato da persone che conosciamo.

Oltre a questo si aggiunga anche il Tam Tam dei mezzi di informazione tradizionali che hanno scelto di dipingere FB, non come una super chat abitata da adolescenti brufolosi, ma come un luogo pruriginoso dove si rovinano famiglie e si intrecciano chissà quali legami. E questo ha donato all'ambiente quel fascino irresistibile dato dal sapore del trasgressivo e del peccaminoso.

Al di la dell'applicazione il vero spasso è offerte dalle persone che sono presenti. Nell'ultimo periodo di accesso massiccio, un notevole bestiario umano è passato in parata, e per puro diletto mi va di divertirmi a descrivervi qualche profilo.

* Utente esperto Disincantato (Blasé). L'atteggiamento è questo: "Sono qua ma solo per farvi vedere che in realtà vivo altrove. Passo di qua ma faccio altre cose, non scocciatemi più di tanto. Mi sono fatto il profilo solo per consuetudine sociale, e voi siete solo un branco di sfigati. E comunque non volevo iscrivermi. "La scusa più divertente l'ho raccolta qualche tempo fa da una conoscente: "Sono qua solo per lavoro, in realtà non volevo iscrivermi per niente, anzi non ci tengo e non taggarmi nelle foto che sono timida". Da li poi è stato un continuo upload di foto e interventi a destra e a manca. Credo che adesso abbia superato i 500 contatti. L'ho decisamente abbassate nel news feed per spam eccessivo.

* Neofita. Sono su Facebook perché ci sono tutti i miei amici. Non so in realtà che cosa ci sto a fare, ma se mi scrivete sullo Wall mi arrabbio perché è una violazione della privacy. Intanto ho messo su il mio indirizzo, numero di casa, codice fiscale e numero di piede.

* Social competitivo. Non ti conosco, ma aggiungimi ai tuoi amici. Ho fatto a gara con i miei per raggiungere il numero più alto di collegamenti in meno di un mese. Dai unisciti anche tu.

* Turista per caso.
Foto del profilo irriconoscibile, tipo con Burqa se soggetto femminile o con una kefia e caftano se maschile. Non c'e' molto se non una serie di album fotografici su tutti i viaggi fatti nei luoghi più improbabili del mondo, dal Gobi alla Patagonia. E' chiaro il pensiero della persona: Se Marco Polo ( o Indiana Jones) avesse avuto una pagina su Facebook sarebbe stata così. Insomma la fiera delle vanità.

*Nostalgico.
Link e foto rigorosamente taggate e scattate dagli anni 60-70-80 (dipende dall'età) che riprendono il soggetto in tenera età con i compagni di asilo/scuole elementari/medie/liceo. I collegamenti riguardano per lo più vecchi compagni persi di vista e poi ritrovati dopo venti trent'anni. I Post sul Wall ricordano un po' i ritrovi degli scampati a qualche immane tragedia: Anche a distanza di anni, felici di essere sopravvisuti, ma tutt'ora provati. Complessivamente traspare un'impressione generale da Grande Freddo, ma senza le scene di sesso.

* Compulsivo. Ogni sessanta secondi aggiorno lo status descrivendo quello che sto facendo. Se guardo le nuvole fuori dalla finestra scrivo: "Pinco Pallino guarda le nuvole dalla finestra". Se sto scolando la pasta, mi fermo e scrivo: "Pinco Pallino scola la pasta". Pericolossimo inloopparsi. Mario Rossi ha iniziato ad aggiornare a Ottobre 2008 lo status scrivendo: "Mario Rossi aggiorna lo status su Facebook" e da li ha continuato imperterrito ogni sessanta secondi. I medici vogliono staccare l'alimentazione ma i comitati pro vita si oppongono sostenendo che anche quella, per quanto vegetativa, sia vita.

* Ludico-Compulsivo. Sono i peggiori. Passano tutto il tempo a fare quiz sulla personalità, sui gusti, sugli amici, oppure a giocare a guerre di Bande o di Vampiri o di qualunque altra stupidaggine la mente umana possa vomitare pur di rubarti l'accesso alle tue informazioni personali. Ma questi continuano imperterriti. La cosa pegggiore è che ti tempestano di inviti per unirli un questa insana attività. Bandire.

* Trend follower. Tutti sono su Facebook quindi perchè io no. Della serie, lo faccio solo per farmi un po' di buona pubblicità. Mi sono aperto il sito. Ho aggiunto la foto più bella che avevo (manco sembro io). Ho compilato tutti i campi giudiziosamente. Ho aggiunto tre o quattro booklet, viaggi, cene e amici vari. Poi è inutile che mi cerchiate la, che tanto non lo guardo. Se mi volete, mandatemi un'email.

Ma alla fine? Il limite principale di Facebook è in fondo la sua forza. Facebook non è l'Internet, si propone invece uno Walled Garden. Una versione più controllata della Grande Rete, un ambito più piccolo, dove puoi scambiare le informazioni con i tuoi amici selezionati. Alemno così era fino a qualche mese fa. Sicuramente adesso non lo è più, con oltre 140 Milioni di utenti attivi FB sta pervadendo Internet o per lo meno. Adesso inizia ad essere difficile capire chi sia effettivamente quell'amico del tuo amico e se la richiesta ti stia arrivando da un essere umano o da un (ro)Bot.
Non voglio azzardare previsioni, ma qua mi vengono in mente due scenari possibili.

1) Facebook diventerà l'Internet. Un po' come adesso associamo l'Internet al WWW, in futuro assoceremo la presenza su internet all'interazione con Facebook. Facebook quindi come applicazione prevasiva della grande rete. Questo è lo scenario a mio avviso più improbabile e pericoloso. FB è una tecnologia proprietaria per quanto aperta. E in quasi casi ci si fa la domanda su chi "controlli i guardiani?".

2) Facebook non crescerà più di tanto e le tecnologie e le applicazioni fuggiranno al di fuori. Il futuro vedrà applicazioni federate con sistemi per lo scambio e il mantenimento dei profili. Non avrà senso chiudere le applicazioni in un recinto chiuso, quando questo recinto ha dimensioni paragonabili al mondo stesso. Quindi FB si dovrà aprire il più possibile e si porrà unicamente come piattaforma di mediation, sempre più indipendente dalle parti di frontend.

La boccia di cristallo, l'ho presa all'Ikea e sta sulla mia scrivania da quasi tre anni. Vi confesso però che non ha mai funzionato. L'unica possibilità è stare a vedere cosa accadrà. Per il resto, tutto questo, è un vero spasso.

(Ma tutta questa tirata a quale categoria mi fa appartenere? Mah!)

30 dic 2008

Siparietto Governativo

Ore 20:05 Tiggi su Canale 5.
L'Economia è in difficoltà e adesso come "Consigli su come affrontare la crisi Economica" vi proponiamo un'intervista con Francesco Alberoni (!). Ma non era un sociologo? Boh.
Apre il servizio. Alberoni diafano come sempre. Ambiente neutro, bassorilievo simil Canova sullo sfondo.
Intervistatore: "Allora Alberoni ci parli della situazione economica, come va?"
Albertoni" Va tutto bene. Noi italiani siamo in gamba. Dobbiamo solo fare quello che ci viene meglio, e vedrete che andrà tutto bene".
I: Grazie.
A: Prego.
E adesso passiamo ad un guerra estera, ma lontana lontana... (servizio sul medio oriente)

Quasi non ci credevo.