05 giu 2008

I saved the world today

Guardate il volto di quest'uomo a sinistra. Guardatelo bene.
Quest'uomo si chiama Stanislav Petrov e ha salvato il mondo.
Se qualcuno volesse sapere che volto ha un eroe eccolo qua.
Questi i fatti.
Nel 1983 i rapporti tra USA e USSR non andavano un granchè bene.

Un jumbo koreano con 269 persone a bordo, colpevole di essere fuori rotta sulla penisola di Sakhalin viene abbattuto dai caccia Sovietici. Non vi fu nessun superstite.
Gli Stati Uniti, guidati da Reagan dichiarano l'impegno per il programma "Guerre Stellari" di realizzare un'efficace difesa antimissili
La NATO inizia una serie di manovre ed esercitazioni in Europa che prevedono anchel'uso di armi nucleari tattiche.
L'URSS si era alla fine convinta che gli USA fossero pronti a scatenare il primo attacco.

Questa la storia.
La mezzanotte del 26 Settembre 1983 (ora di Mosca) il luogotenete Stanislav Petrov è l'ufficiale di servizio presso il bunker Serpukhov-15. Lui con il suo staff di 200 persone hanno il compito di presidiare, raccogliere le segnalazioni dei satelliti relative ad un attacco nucleare e informare i superiori di quello che sta avvenendo.
E' un computo delicato, in caso di avvisaglie, lo stato maggiore Sovietico ha solo pochi minuti per ordinare una rappresaglia.

In questa notte che sembra uguale a tutte le altre avviene qualcosa che sarà ricordato da tutti.

Poco dopo la mezzanotte l'allarme inizia a suonare. Il sistema dei satelliti OKO, in particolare il Cosmos 1382 segnala il lancio di un missile balistico intercontinentale (ICBM) dalla base Maelstrom dell' USAF in Montana .
Petrov sa che il sistema di primo allarme sovietivo è poco affidabile. In particolare è improbabile che gli USA lancino un primo attacco nucleare composto da un singolo missile.
Tutti si aspettano un primo attacco massiccio, un attacco in grado di azzerare al primo colpo tutte le risorse dell'avversario.
Invece nel cuore di quella notte, il sistema segnala un singolo lancio. Una cosa che non ha molto senso.
Petrov decide che si tratta di un falso allarme e di non allertare i suoi superiori.
Però dopo qualche minuto la console si illumina nuovamente: è stato lanciato un secondo missile.
La segnalazione è seguita poi da quella relativa ad un terzo lancio, poi un quarto. e infine un quinto.
A questo punto la situazione si mette veramente male.
Secondo il sistema satellitare gli USA hanno lanciato 5 missili. L'allarme suona come impazzito, è necessario prendere una decisione. Se non è l'inizio della Terza Guerra Mondiale, gli somiglia molto da vicino. Il sistema segnala 5 missili in volo e probabilmente un'orda di vettori sta per seguirli nel lancio. Sull'Unione Sovietica sta per scatenarsi un olocausto nucleare.
Nonostante questo Petrov continua a non fidarsi del sistema di allarme.
Sa che se avvisasse i superiori questi potrebbero preferire lanciare una rappresaglia alla cieca che attendere di avere più informazioni.
A questo punto sceglie di attendere ulteriormente. Se gli USA hanno realmente lanciato un attacco, i missili superata la circonferenza terrestre, in fase di rientro dovrebbero diventare visibili anche per i radar di terra.
Non ha altri modi di sapere che cosa stia realmente accadendo, un ICBM diventa rilevabile dai radar di terra solo 15 minuti prima dell'impatto , circa 15 minuti dopo il lancio.
Il problema è che a quel punto rimarrebbe veramente poco tempo per avvisare i comandi centrali e scatenare una rappresaglia.
Se i radar di terra confermassero il lancio dei missili avversari, lu Stanislav Petrov, finirebbe per essere ricordato dai Russi superstiti, come la nemesi di Alexander Nevsky. Esecrato nei secoli per aver non aver vegliato sulla patria consegnandola, di fatto inerme, alla distruzione.
Aspettano, aspettano. Passano 5 minuti, poi altri 10, e alla fine trascorrono tutti quei fatidici 15.
A questo punto nel bunker si festeggia. La fine del mondo è rimandata.

Epilogo
Nonostante l'istinto avesse guidato correttamente la scelta di Stanislav, questo fatto non fu apprezzato dai superiori. Petrov venne trasferito ad una unità non operativa e dopo qualche anno andò in pensione.
I Russi negarono sempre che l'errore di un singolo uomo potesse scatenare una guerra nucleare, ma dall'83 le procedure di controllo e di lancio delle armi nucleari vennero profondamente riviste.
Nel 2006 Petrov venne invitato negli Stati Uniti presso le Nazioni Unite e gli fu assegnato il premio dell'Association World Citizen.
Il giornalista Walter Cronkite cercherà di realizzare un film sulla vicenda,

A chi vuole documentarsi, posso consigliare questo link, o questo che è anche interessante dal punto di vista tecnologico, oltre alla solita e ottima Wikipedia.
Che cosa aveva visto il Cosmos 1382? Probabilmente i raggi del sole che sorgeva sull'orizzone terrestre.

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