01 nov 2008

La parte più difficile del cielo.

In libreria qualche giorno fa ho adocchiato un libro di una celebre giornalista italiana. Il libro, è un libro inchiesta sulla situazione delle donne in Italia. In questo l'autrice porta in evidenza i casi di successo nel nostro paese. Il fatto che "l'altra metà del cielo" stia piano piano diventando "la parte più importante di esso".

Le donne, com'era inevitabile, grazie alle loro capacità e al loro impegno si sono fatte strada nelle stanze dei bottoni dell'Italia. E' questa la tesi del libro: In questo periodo di stasi e immobilismo, rappresentano sicuramente la parte più vivace e attiva del paese.
In una riga: "Se da queste parti qualche cosa si muove è merito delle donne".

Fin qua niente di strano, ritengo personalmente le donne, in media più stabili, più intelligenti e più determinate degli uomini. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, come per esempio nelle graduatorie dei risultati degli esami scolastici.
Appartengo ormai ad una generazione che non ha mai visto niente di bizzarro o anomalo in questo fenomeno.

Dunque ero in libreria e stavo guardando il risvolto di questo libro, mentre mentalmente cercavo di visualizzare il volto della famosa giornalista.

Ora caso vuole, che proprio questa abbia iniziato recentemente a condurre una trasmissione in prima serata su un'emittente nazionale e che questo mi abbia permesso di rivederla in volto, dopo un lungo periodo in cui è stata assente dalla vista delle telecamere.

A quel punto mi sono ricordato come la prima impressione che ho avuto, dopo averla appena rivista, è stata:"Chi è questa? il volto è familiare, sono sicuro di averla già vista prima ma non riesco a riconoscerla. Perché?".
Sono stato a guardare il promo della trasmissione per un po' prima di prima di comprenderne la causa e riconoscere la persona. Il volto che avevo sullo schermo, mi riusciva solo parzialmente familiare perché reduce da una serie di interventi di chirurgia plastica.
Labbra a canotto, punturine di botox e forse anche un rinforzo degli zigomi, avevano modificato la fisionomia e l'espressività di un volto che conoscevo fino a rendermelo estraneo.
Un viso che la presenza in prima serata mi aveva reso praticamente familiare.
Intendiamoci, il risultato di questo intervento non era niente di postumano o paragonabile alle cose agghiaccianti che purtroppo si vedono. Mi viene in mente, per esempio, un esperimento mal riuscito fatto dalla sorella di un noto stilista. Ma, in questo caso, la differenza somatica tra il "prima" e il "dopo" era comunque notevole.

L'intervento ha trasformato, quel volto familiare da cinquantenne che ha vissuto e combattuto, in un volto ingraziosito e lisciato, più aderente ad un canone di "bellezza" comune e stereotipato, degno di essere mutuato direttamente da un serial TV.

Quali sono gli elementi sociale, personali che obbligano una donna affermata, con un successo incredibile, bella e intelligente ad andare sotto i ferri per farsi "sistemare" così

Quali sono i meccanismi perversi che non permettono ad una donna, che ha pieno successo nella vita, di accettarsi e di farsi accettare per com'è e per com'è diventata?

Quel libro stavo quasi per comprarlo. Ma poi l'ho lasciato giù. Ho percepito la verità che conteneva ed ero incuriosito dalle storie che narrava. Ma, allo stesso tempo, ho anche sentito che al di la dei trionfalismi c'è ancora molto da raccontare sulle donne.
E quello è un libro ancora da scrivere.

P.S.
A posteriori temo che questo POST grondi comunque di moralismo. Ottica che lo scrivente intendeva assolutamente evitare.
Però,alla fine, mettersi sul pulpito e fare la predica "agli altri" o "alle altre",, è proprio becero moralismo.
Non ho purtroppo ideato un modo più elegante per raccontarvi il pensiero che ho avuto guardando la copertina di quel libro.
Ci ho messo due settimane a partorire 'sto post. Scusate ma meglio di così non mi è venuto.

1 commento:

Miranda ha detto...

Hai ragione: c'è ancora molto da scrivere, da indagare, da capire sulla vita delle donne. Così forti, preparate, determinate e avvezze a tutto eppure così fragili, così insicure...
A quarant'anni (o quasi) ho scoperto che c'è qualcosa di peggio dell'essere considerata un OGGETTO SESSUALE. Sì! Il NON esser più considerata un oggetto sessuale...
Per quanta strada ha fatto, per quanti successi ha ottenuto, prove superate, sogni inseguiti e raggiunti, una donna finisce sempre per misurare il suo valore nell'occhio dell'uomo che la guarda... Cultura, educazione, natura, da cosa dipenda non so..Sto esagerando? si ma non troppo...Da parte mia cerco di affrancarmi da tutto questo al riparo della mia intelligenza (ops...volevo dire paura degli aghi e del bisturi...), forte di quanto diceva Solone: "Invecchio e molte cose imparo", massima che mi ricorda che ciò che dà senso alla mia vita è conoscere e capire il mondo e non SEDURLO! (ma me la devo ripetere spesso però...)

PS: chiedo scusa a tutte le donne per aver banalmente generalizzato, operazione che ritengo sempre scorretta e riduttiva, anche in questo caso. Soprattutto in questo caso.