16 apr 2009

Metti una sera, l'impepata di cozze...

Ho fatto un sogno
O forse era un incubo. Mi trovavo in terreno agricolo di quelli a maggese in aperta campagna. L'impressione era di essere solo, come si è soli nei sogni.

Mi sono guardato attorno, poi mi volto. Dietro di me a 5 -6 metri c'è un signore anziano.
Media statura, capelli bianchi, occhiali tondi, cerchiati neri. Indossa un completo, l'atteggiamento del corpo e' rilassato, mi guarda. Mi ricorda qualcuno.

Ha un'aria, come dire, da maestrino. Ma potrebbe anche essere un'aria da furbetto. Da maestrino/furbetto.
Lo riguardo.

D'un tratto mi parla: "Cosa fa lei qua? Guavdi che tutti gli altri sono già andati."

Ecco chi mi ricorda. No, chi è! Oh Gesù! Che ci fa TREMONTI nel mio sogno?

Mi guardo attorno. Nessuno. "Scusi, andati dove?"

"Di la A spalave, a scavave, ad aiutave i teVVemotati o a muoveVe l'econonia. Insomma si dia da fare anche lei invece di vimaneVe li con le mani in mano."
"Ma ma io un lavoro c'e' l'ho."
"E' sicuvo? Con questa congiuntuVa? Quadvi che se la rifiuta potVebbe non ricapitaVle. Pvenda quella pala e mi segua". Indica con il braccio teso una pala per terra.
Il sole è basso sull'orizzonte e lo sguardo rimbalza dall'ombra del braccio teso alla pala.

Ombra del braccio, pala. Pala, ombra del braccio. Devo reagire.

"Senta, lei deve essersi sbagliato, io sono un tecnico informatico, almeno lo ero. Non che un po' di attività fisica mi faccia male, pero', voglio dire, non e' proprio una di quelle cose che mi viene meglio."
"Venga che non c'è tempo, il paese deve ripartire, e tutti devono fare la propria parte. Dopo gli errori dei finanzieri Americani stiamo riconvertendo il paese all'autosufficienza, all'autarchia.
In realtà potremmo anche far cose più intelligenti, data la maggioranza schiacciante che abbiamo, ma abbiamo visto che far slogan e agitar gente e ronde, è molto meglio. Tiene alto il morale della Gggente elettrice, e non scontenta nessuno.
Tornando a noi, ci produrremo da soli quello che ci serve. Se il protezionismo torna di moda, noi saremo già oltre. Inizieremo dalla base del sistema produttivo. L'agricoltura e l'industria, Per questo piano ci servono tutte le professionalità. Lei sa come si mungere una mucca?"
"Ehhh no no, come si accende?"

"Lavorare al tornio?"
"Mai fatto. Non rischio di lasciarci un dito?"

"Fabbricare un paio di scarpe?"
"Mai provato, anche se una volta ho bucato del cuoio. Ma forse non era intenzionale."

"Allevare i polli?"
"Mah da piccolo mia madre mi portava allo zoo. C'erano le caprette, non so se possa servire"

"Vede, questo è il problema, lei e' assolutamente inutile. Manodopera non specializzata. Intanto la mettiamo al movimento terra, poi vedremo"
"Insisto, comunque, io un lavoro ce l'ho! Almeno, appena mi risveglio ce lo dovrei avere! Finirà 'sto sogno del pisello, ma cosa ho mangiato?"

"Gvardi che se non mi segue, vado a chiamare il mio amico Bvunetta, abbiamo fatto pace. Lui si che sa come tvattave con i fannulloni. Fannullone!"
Ussignur, adesso inizia anche lui. "No senta, non faccia cosi', si avvi che le vengo dietro, va bene?"

Voglio svegliarmi, voglio svegliarmi.
Ma perché non sogno mari tropicali, oppure il Grande Amore o incubi seri come quelli rappresentati da Dalì o da Hieronimous Bosch, quelli si che sono incubi che hanno un senso. Mica questo guazzabuglio infernale, neanche un TG della RAI.

"L'ho sentita sa!"
"MA IO l'HO solo pensato!"
"Qua siamo in un sogno, io posso percepire tutto quello che pensa, e comunque, per risponderle, c'e' la crisi. Questo e' il miglior sogno che posso darle, data la congiuntura e il suo scaglione di reddito. Sempre meglio che contar le pecore no?. Guardi che se non si sbriga, le mando Ferrara che le rovinerà la prossima giornata con le sue filippiche pro vita. Invece se viene con me, spala terra tranquillamente fino al risveglio."
"Va bene, va bene, mi ha convinto, la seguo. Ma cosa dovrò fare?"

"Mah! Ho in mente una bella cura Keynesiana per il c.. corpo, forse le faro' scavare una buca, forse riempirla, oppure gettiamo i piloni del ponte sullo stretto. Vediamo cosa detterà l'ispirazione, vedrà ci divertiremo"
"OK sempre meglio di Ferrara, ma la prossima volta sig. Ministro non potreste mandare Vittoria Gabello, al posto suo intendo?"
"Nooo, le ho gà detto che lei non è nello scaglione di reddito giusto."
"Ah scusi, è la crisi?"
"Si, con quella giustifichiamo tutto."

È finita in Europa l'«età dell'oro». È finita la fiaba del progresso continuo e gratuito. La fiaba della globalizzazione, la «cornucopia» del XXI secolo. [...] Il tempo che sta arrivando è un tempo di ferro. Giulio Tremonti "La paura e la speranza"

15 apr 2009

Punite i vignettisti!

Rilancio il link di Carletto sulle vignette di Vauro.
A mio avviso, si è perso il senso della misura. Posso capire che un conduttore particolarmente fazioso e mistificante possa essere messo in discussione per la linea editoriale della propria trasmissione, in particolare se quel conduttore è Sontoro.
Ritengo veramente inconcepibile invece che venga sospeso un vignettista satirico per aver fatto ... satira.
Di questo si è trattato. Mi spiego tutto questo solo ipotizzando che Vauro con la sue vignette abbia veramente preso qualche nervo scoperto. Non posso pensare altro, non vedo altra giustificazione.

A chi non vede il problema, posso solo consigliare di farsi due risate con la satira di regime. Quella si che è bella, diverte ed educa allo stesso tempo.
Tiè quindi. Beccatevi la solita vignetta di Forattini, se a voi quella roba fa ridere, allora ve la meritate proprio.

12 apr 2009

Se vuoi giocar coi grandi - il caso Galileo/Beidou.

L'affare Galileo aveva tutti i numeri per diventare un caso di successo della politica Europea. Una serie di scelte infelici e di intoppi rischiano invece di trasformarlo nella prima grande debacle europea.

Il Prologo
Il tutto inizia nel 1999, quando l'Europa individua nella dipendenza dal sistema di posizionamento Americano, il GPS, un fattore di debolezza strategica.

Il GPS, il sistema di posizionamento globale, permette a chiunque sia in possesso di un ricevitore GPS, di conoscere la propria posizione sul globo terreste con una precisione di circa 5 - 10 metri. Ormai in funzione dal 1995, il GPS è utilizzato in modo ubiquitario da navi, auto, aerei, navigatori personali.

Il problema è che il GPS nasce come sistema militare, in ogni momento il ministero della difesa americano può decidere di "oscurarlo" o renderlo impreciso in una particolare zona. Questa funzionalità è detta "disponibilità selettiva" in inglese selective availability o SA. Con la SA il governo USA puo' decidere la precisione che ha il segnale pubblico del GPS.
Date queste premesse, si comprende come un'Unione Europea con velleità geopolitiche veda sotto una cattiva luce la dipendenza dei propri servizi di posizionamento, civili e militari, da un'infrastruttura in mano al governo USA.
Così nasce nel 1999 l'idea di creare un GPS Europeo . Un sistema interamente civile che offre una serie di servizi pubblici e a pagamento, gareggiando così col GPS americano per potenza e precisione.
Oltre a questo Galileo è progettato per essere interoperabile con il GPS, permettendo quindi ai consumatori di avere apparecchi che beneficiano dell'uso contemporaneo di entrambi i sistemi.

Quindi dal '99 l'Europa inizia a pensare concretamente al problema e lavorare all'architettura e alla tecnologia definendo le linee guida del progetto. Gli Stati Uniti non vedono di buon'occhio quest'iniziativa e cercano di dissuadere gli Europei in tutte le maniere (lettera di Wolfowitz).
Nel 2002 sembra quasi che ci riescano , qualcuno dice che Galileo è "almost dead" . In realtà si lavora dietro le quinte per comporre un accordo politico tra i principali paesi.

Il Colpo di Scena

Nonostante le voci contrarie l'Europa tira dritto. Nel 2003 viene siglato il primo accordo che porterà alla creazione il consorzio Galileo Positioning System (notare l'acronimo GPS omofono del sistema statunitense) . Nel far questo cerca anche di coinvolgere altri partner esteri, tra cui la Russia e la Cina. Quest'ultima porta in dote ben 230 Milioni di Euro.
Nel 2005 la EU crea il consorzio europeo, formato da 8 industrie, che ha il compito di mettere in orbita i 30 satelliti che costituiranno la costellazione Galileo. In quell'anno viene lanciato il primo satellite sperimentale: il Giove A.
Il progetto però negli anni successivi s'impantana. Le industrie che partecipano al consorzio non trovano un accordo soddisfacente, i costi iniziano ad aumentare e alla fine il consorzio si sfalda e i partner commerciali, ad uno ad uno, si defilano.
La commissione europea decide allora di proseguire da sola, anche senza alcun partner commerciale, e si prende in carico tutti i costi.
La decisione è di Barroso che, nel 2008, dirotta 3,4 Miliardi di Euro dai fondi agricoli per finanziare il progetto e rimetterlo in carreggiata. Il 2013 viene indicato come data prevista per l'accensione del servizio. Il problema e' che a quel punto la gestione del progetto si "chiude" e i partner esteri si trovano a convivere con un ingombrante padrone di casa.

La Crisi
La crisi scoppia quando nel 2008 i Cinesi divorziano ed escono dall'iniziativa. Questi, che già da qualche anno si andavano lamentando di essere stati esclusi dai posti chiave del consorzio, decidono di tirare fuori dal cassetto il progetto Beidou/Compass e di abbandonare Galileo.
Beidou(letteralmente Orsa Maggiore) , è un sistema di posizionamento attivo dal 2006 con una copertura limitata al Paese di Mezzo. Nato come sistema militare è utilizzato primariamente dall'Esercito Popolare Cinese.
Quindi nel 2008 i Cinesi, arrabbiati per il ruolo minore in cui erano stati relegati in Galileo, si ritirano dal consorzio, e concentrano gli sforzi sul loro sistema domestico.
Anzi, per ripicca, decidono di trasformarlo in un concorrente alternativo al sistema europeo, impegnandosi a far evolvere Beidou in Beidou 2, simile a Galileo, sia come numero di satelliti che come frequenze, con l'obiettivo di renderlo operativo entro il 2010.

Ora, tutto questo causa un grosso problema. Infatti l'uso delle frequenze radio viene conferito a chi le occupa per primo e le mantiene in esercizio. La Cina, riuscendo a lanciare la costellazione Beidou prima degli Europei, crea di fatto grossi problemi a Galileo, a meno di modifiche impegnative al progetto (vedi qua).
Un bel problema quindi per gli Europei che avevano investito Miliardi di Euro in questa storia (vedi Salvate il soldato Galileo).

Tragedia ed Epilogo.
La parte più triste deve ancora arrivare. A quel punto gli Europei vanno infatti a lamentarsi dei Cinesi presso gli USA, per ricevere da questi un'accoglienza per lo meno "freddina".
Adesso siamo al 2009 e mentre gli Europei hanno messo in ordbita 2 satelliti sperimentali del sistema Galileo Giove A e Giove B, ma nessun satellite dei 30 della costellazione definitiva, i cinesi hanno già piazzato in orbita 2 satelliti della costellazione di Beidou 2. Galileo nessuno.
In compenso gli americani hanno già annunciato il potenziamento del proprio sistema GPS con l'iniziativa GPS Modernization (GPS III). I satelliti di questa serie non avranno la possiiblità di introdurre la SA offrendo oltretutto una maggior precisione. Con queste modifiche gli americano azzereno alcune necessità strategiche che Galileo avrebbe indirizzato.

Morale.
Non so se e come Galileo uscirà da questa empasse, ma da questa storia si possono imparare un paio di amare lezioni.
La prima è che non si deve mai far l'errore di sottovalutare i paesi emergenti. Quando la Cina sbatté la porta nel 2008 annunciando la ripresa di Beidou, gli Europei alzarono le spalle, minimizzando e catalogando le minacce cinesi come una fanfaronata. Per loro era impensabile che la Cina potesse sorpassarli in competenza tecnologica. Abbiamo visto come le cose siano poi andate in modo differente.

La seconda lezione dice che se decidi di giocare da potenza globale a quel punto devi giocare da solo. Non puoi, più sperare che gli Stati Uniti continuino a toglierti le castagne dal fuoco quando le cose iniziano a non andare nella direzione giusta.
Nel mondo multilaterale tutto è possibile, anche il sogno di avere un sistema di posizionamento indipendente, ma non c'e' nessuna pietà per chi osa fare il passo più lungo della gamba.

Lo spunto per questo Post è stato innescato da un articolo di Roberto Battiston su Le Scienze di questo mese. Conoscevo un po' la faccenda, ma non avevo mai avuto lo stimolo per approfondire tutta la storia.

4 apr 2009

L'ansia è mobile.

Martedi' Mattina, ore 8:10 circa.
Filo allegramente in auto verso l'ufficio. Scrivo filo, invece del consueto mi trascino, perché per qualche fenomeno mirabolante stamattina c'è poco traffico. Già questo mi inietta un certo buonumore nelle vene. Insomma, poco traffico, nonostante tutto. Bene penso, mi infilo rapidamente in tangenziale e da li vado verso l'autostrada.
Ho cambiato auto e il telepass non è al solito posto. Ma dove l'ho messo?
Ah! eccolo li in basso, nella vaschetta vicino al cambio.
Mi rendo anche conto che il cellulare, che generalmente tengo nello stesso posto, stamattina non c'è.
Non c'è, ma c'e l'ho sicuramente in tasca, penso. Però è strano, non l'ho tolto e appoggiato li come faccio di solito e questo è un automatismo ormai consolidato.

Si, deve essermi rimasto in tasca.
Continuando a tenere il volante inizio a tastarmi le tasche destra e sinistra della giacca.
Macché non c'e'.

Oopporc, vuoi vedere che l'ho dimenticato a casa?


5 secondi di silenzio mentale e intanto continuo a guidare.

Accidenti, ho lasciato il cellulare a casa! Maledizione passerò tutta la giornata a spiegare ai colleghi perchè non rispondo alle loro chiamate.
Accidenti!
L'oggetto ibridante, il cordone ombelicale con cui sono collegato al mondo, dimenticato a casa.

Sarò costretto a sperimentare un balzo temporale negli anni ottanta. Quei tempi mitici quando nessuno si aspettava di rintracciarti, sempre, ovunque e subito. Un tempo in cui le persone erano libere da questi prepotenti oggettini in plastica costruiti per richiamare l'attenzione.

Come punizione per questa dimenticanza, passerò tutta la giornata a rincorrere le chiamate e a digitare i numeri di cellulare degli "altri" sul fisso. Si prospetta un bello schifo.
Accidenti, penso.
10 secondi di buio mentale.
Oppooorc...
Forse è in un'altra tasca, si deve essere così, ce l'ho sicuramente addosso. Il resto è solo paranoia.

Inizio a tastare il parka su sedile accanto al mio, macchè non c'e' .... argggg! L'auto si sta infilando nella porta telepass.
Rallento al volo e cerco di prendere il telepass che e' vicino al cambio.
Questa non è la mia solita auto. Non ho il triangolino di velcro incollato al parabrezza e non ho sistemi per tenere il telepass in posizione.
Tengo lo scatolotto giallo e blu con la mano destra, tra il parabrezza e lo specchietto, mentre tenendo il volante con la mano sinistra evito di dare lavoro al mio carrozziere.
Magicamente la sbarra si alza e passo la barriera. L'auto si incammina su un cavalcavia che va ad inserirsi sull'A4.
Continuo a ripetere la litani:a "Porc.. Il cellulare, non ce l'ho!, Agghh l'ho dimenticato".
Senza, sono perso. Dovrò spiegare una ventina di volte perchè non rispondo , e peggio, mi toccherà anche ascoltare i messaggi che gli altri mi hanno lasciato in segreteria.
Le segreterie telefoniche sono state modellate come paradigma del Purgatorio. Passi la maggior parte del tempo in menù insulsi invece che ad acoltare i messaggi veri e propri : "Prema 1 per alscoltare il messaggio corrente, prema 2 per passare al precedente, 3 per cancellare il messaggio, 4 per ripristinarlo, 5 per cambiare il messaggio di benvenuto, .." ma lasciamo perdere, che ci vorrebbe un post ad hoc.

Ormai sono in autostrada, il punto di non ritorno, non posso girare l'auto e tornare a casa.
Intanto continuo furiosamente a passare in rassegna le tasche della giacca.
Continuo il frisking, tasche dei jeans, tasche della giacca, tasche del parca, un occhio qua e un occhio la per vedere se l'ho appoggiato da qualche altra parte o se e' scivoltato sul tappetino.
"Non c'e', non c'e', non c'è...".

La prima cosa che devo fare è scrivere una bella mail a tutti i colleghi in cui dico: "Inutile che mi cerchiate, oggi ho dimenticato il cellulare!"
Sai i frizzi e i lazzi!
E' inutile. L'unico sistema per limitare i danni è giocare in anticipo.
Appena arrivo in ufficio, via la mail, così:

To: #All
Subject: Cellulare dimenticato
Carissimi, Oggi ho purtroppo dimenticato il cellulare a casa. Se dovete contattarmi vi pregherei di farlo via email o sul fisso.

Continuo a guidare. Certo un invio ccosì è proprio indiscriminato. Che gliene frega all'amministrazione del fatto che io abbia lasciato il cellulare a casa?
Forse dovrei fare qualche cosa di diverso, mailing list più ristretta, contenuto un filino più ironico.
Intanto lascio l'autostrada e rientro in tangenziale. Consueto braccio alzato per tenere alto il telepass. Magicamente la sbarra si alza, qua inserisco una breve prece a nostrasignoradeitelepass chefunzionano.
Dunque potrei inviare subito qualche cosa cosi':

To: DirTec; Pippo; Caio; Sempronio;
Subject: Cellulare dimenticato
Carissimi, In un tentativo di provare la libertà tipica della fine del millennio scorso, ho lasciato il cellulare a casa. I più smaliziati potrebbero insinuare che questa mia scelta non sia volontaria. Dal mio punto di vista, preferisco lasciare le chiacchere e le insinuazioni alle comari. Per certo non sarò raggiungibile sul mio mobile. Vi prego quindi di provare a contattarmi via telefono fisso, via email, o se proprio non potete farne a meno, di presentarvi fisicamente nel mio ufficio. Buona giornata anche a voi.

Meglio direi, ironico, ma anche con una punta di cinismo.
Intanto sull'autostrada sono a due km dal mio svincolo. Ma che caspita accade stamattina? Anzi, che caspita non accade, date che non trovo la consueta coda in uscita?
In 10 minuti arrivo in ufficio e d entro gloriosamente nel parcheggio sotterraneo. E intanto rimugino: Devo mandare la mail, devo mandare la mail,subito, prima che inizi il profluvio di chiamate della giornata.

Scendo di macchina, recupero il parka e con mia somma meraviglia, in fondo ad una tasca, in una posizione che dal sedile di guida non sarei mai riuscito a tastare, sento qualche cosa di rettangolare dai bordi stondati. Una specie di saponetta, per darvi un'idea.

Il mio cellulare.

Istantaneamente l'armonia dell'universo si ristabilisce.
Procedo verso l'ascensore del parcheggio con la tranquillità e la sicurezza di un uomo che ha appena riguadagnato il controllo del proprio destino.

Confesso, ho un po' di vergogna rappresentativa.

Euronews, stamattina, in diretta.
La telecamera inquadra una donna in tailleur bianco, in attesa su un vialetto di ghiaia, in mezzo ad un prato.
La donna è Angela Merkel, la cancelliera tedesca. Il vialetto è vicino ad un fiume su cui è stato costruito un ponte ciclopedonale. Il luogo è stato scelto simbolicamente per ospitare i vertice del cinquantennale della Nato. Alle spalle della cancelliera tedesca è presente un padiglione in cemento.
Ad uno ad uno arrivano le auto dei primi ministri dei paesi membri.
Le auto si fermano, un aiutante corre ad aprire lo sportello, scende il leader del momento, per esempio adesso arriva un politico di mezza età che non riconosco.
La Merkel fa due passi in avanti ad abbracciare e a stringere la mano all'ospite. Il luogo, sull'insanguinato confine Franco Tedesco, è stato scelto come simbolo della pace esistente tra i popoli europei dalla fondazione dell'Alleanza.
La cerimonia di accoglienza nella sua semplicità e' al tempo stesso solenne e calorosa.
Arrivano ad uno ad uno i grandi e i piccoli che compongono l'alleanza. Arriva Sarkozy, arriva Brown.
Rimango a guardare, penso:" chissà come si comporterà il nostro?"
Ad un certo punto giunge un'altra auto scura, lo sportello si apre, si vede che la persona dentro è colta alla sprovvista, si gira e inizia sbracciar fa capire di di non essere pronta e che deve continuare quell'importante telefonata.
La Markel che aveva fatto i due passi per accogliere l'ospite si ferma un po' interdetta.
L'invitato scende malamente dall'auto continuando a parlare al cellulare, si percepiscono alcune frasi in italiano, e a quel punto di capisce che e' arrivato il Primo Ministro Italiano: Silvio Berlusconi.
La Merkel sorride alla piccola gaffe e attende. Silvio si volta un attimo, fa capire che la faccenda è lunga e si allontana da lei, voltandole le spalle. La telecamera inquadra da dietro la pelata, mentre lui continua a parlare animatamente al cellulare.
La Merkel si gira dietro i suoi come a chiedere: "E adesso che devo fare?"
Berlcusconi continua a parlare sullo sfondo.
Arrivano altri ospiti e la cancelliera continua ad accoglierli cercando di dimenticare la gaffe precendente.
Arrivano tutti i leader. La Merkel si volta e raccoglie tutti i leader e in gruppo traversano il ponte. Ci sono tutti: Obama, Brown, La Merkel, Zapatero è un gruppo folto che si muove compattamente. Fa un certo effetto vederli tutti assieme mentre passano a piedi sul Reno.
Gli altri se ne vanno, mentre Berlusconi rimane li sul vialetto, a parlare al cellulare.

E adesso a noi rimane solo una domanda. Ma il nostro Silvio con chi era al telefono stamattina per poter ignorare tutti i più importanti leader mondiali?
In realtà credo che dall'altra parte del cellulare non ci fosse nessuno e che questo sia solo un coup de tehatre da parte di un uomo che non è in grado di accettare il recitare una parte minore.
Berlusconi a questo meeting sa di contare come il proverbiale due di picche a briscola. Il suo Ego però non gli consente di accettare questo stato di cose. L'assoluta mancanza di empatia per non dire aperta divergenza con le vedute del presidente USA, l'intolleranza nei confronti degli alleati europei. Berlusconi a questi consessi è ormai un ospite stralunato. L'impressione e' che l'Italia debba ancora ritagliarsi un ruolo, e che il suo presidente non abbia riferimenti tra gli altri leader, e neanche sappia proporre qualche cosa di nuovo.
Oggi abbiamo assistito ad una risposta stizzita di un uomo che non si sente valutato il giusto dagli altri. Un uomo che nonostante un indiscutibile successo personale, una carriera politica internazionale lunga una ventina d'anni, rimane un outsider poco credibile e poco stimato.
Mancando le idee, mancando un rapporto con gli altri, mancando un vero razionale del perché ci si trovi li, non ci rimane che abbandonarsi alla ripicca e allo sberleffo.

Quando potremmo avere un Primo Ministro che si fa notare per le proprie idee invece che per le proprie gaffe?

Qualche giorno dopo...
Premetto, questo pezzo e' stato scritto di getto, di fronte alla TV. Alla fine anche BBC ha raccontato questa storiella e qua trovate anche il
video.

2 apr 2009

Senti Silvio, Il laico lo faccio io, OK?

Sono un presidente della Camera Laico.
Voi forse non ve ne rendete conto, ma adesso che il mio amico Silvio ha deciso di aiutare e farsi aiutare dalla Chiesa, io sono diventato automaticamente Laico. Anzi Laicissimo.
E' un po' come la coppia del poliziotto buono e quello cattivo. Io e lui siamo complementari.
Se andiamo a prendere il gelato, io prendo il cono e lui la coppetta. Se lui va in montagna, io vado al mare. Così non scontentiamo nessuno e insieme accontentiamo tutti.
Mi conoscevate come il Presidente del primo partito post fascista o di destra europeo, vero? Beh i tempi sono cambiati, il partito non esiste più e adesso io sarò quello Laico. Silvio fa il neo cattolico, spregiudicato ma sotto sotto credente e io faccio il Laico. Facile no?

Naturalmente all'epoca del referendum sulla fecondazione, il massimo che riuscii ad esprimere fu la libertà di scelta. Libertà di scelta, che ridere, manco fossi Franceschini.
D'altra parte qualcosa di più netto, avrebbe rischiato di crear problemi. Magari anche di far del referendum un successo, abrogando la Legge. Poi chi lo avrebbe sentito Silvio.

Ho applaudito pubblicamente alla pronunzia della Consulta contro quell'obbrobrio della Legge 40, e poi ci ho messo su quella strizzata d'occhio verso le donne: "La sentenza rende giustizia alle donne" . Che colpo di Genio. D'altra parte se sono diventato quello che sono, lo devo soprattutto alle Donne. Sono un bell'uomo, e piaccio, da Donna Assunta, in giù.

Fatelo anche voi, siate Laici Come Me, adesso è di moda e alla fine, è assolutamente gratis.

31 mar 2009

Il Lupo non perde neanche il Pelo.

Oggi è stato arrestato per la seconda volta Marco Chiesa.
Chiesa ebbe il dubbio onore di essere il primo arrestato in quella serie di indagini che venne poi identificata come Tangentopoli. Chiesa, che all'epoca gestiva il ricovero per anziani Pio Albergo Trivulzio, chiedeva il 10% di ogni come contributo per il proprio partito.
Se ben ricordo, venne arrestato con la mazzetta appena presa, infilata nei pantaloni.
A questo giro, invece che per i vecchietti è stato preso per irregolarità sul trattamento e lo smaltimento dei rifiuti.
(Poi, per carità anche Chiesa alla fine di questo procedimento, può emergere completamente innocente e estraneo ai fatti. Certo che anche lui e' sfortunato).

29 mar 2009

Il tassello mancante.

A chi ha dei dubbi su quale spirito animi la Lega Nord posso segnalare questo bel video , in cui è ripreso, sua insaputa si noti bene, quel moderato di Borghezio.

Il video proviene d'oltralpe e i contenuti sono abbastanza agghiaccianti. Ma, si sa, i Francesi sono gli ultimi Comunisti d'Europa e quindi vivono questo genere di cose come un segno dell'approssimarsi della fine dei giorni.
Al contrari,o in Italia, probabilmente nessuno si sarebbe sconvolto.


Ora, forse appartenete anche voi al gruppo di quelli che hanno avuto sempre dei dubbi o delle perplessità relativamente al vero spirito che anima la lega.
Personalmente ho trovato sempre molto inquietante la distanza tra differenti esternazioni/manifestazioni della Lega Nord. In particolare, tra quello che era propagandato in TV e quello che si vedeva alle manifestazioni di piazza, oppure confrontando quello che leggevi sui manifesti elettorali di quartiere con il contenuto delle interviste riportate dai quotidiani.
Il tutto mi ha sempre odorato di proverbiale e trinariciutica (mi si passi il termine) doppiezza.

Nominalmente la Lega propaganda istanze di questo tipo:
  • Indipendenza e maggior autonomia dal governo centrale.
  • Maggiore equità fiscale.
  • Maggior vicinanza alle necessità del territorio e trasparenza nell'amministrazione delle città.
  • Si all'immigrazione, purché tutelata con quote. No al mercato del lavoro orientato al ribasso, al mercato delle vacche, delle braccia e allo sfruttamento indiscriminato.
  • No alla globalizzazione, si alla localizzazione.
  • No al degrado delle città e delle periferie.
Insomma a guardarle, sono delle istanze tutto sommato, accettabili, condivisibili. Anzi ce ne sono pure troppe. Un elettorato moderato non ha problemi i riconoscersi in esse e in soconda battuta a votare i candidati.
Insomma, ho persone tra i miei conoscenti, che sono elettori della Lega; questi affermano con tranquilità che non c'è da preoccuparsi.
La Lega vuole solo tutelare il territorio, vuole portare concretezza nelle amministrazioni, ripulire le città, aiutare i cittadini e gli stessi irregolari, che sfruttati e ignorati vivono in condizioni disumane in Italia.
Anzi, si teorizza che questa sia l'unica forza politica in grado di dare una risposta agli strati più deboli della popolazione, spaventati dai problemi del degrado e dell'immigrazione.
Insomma l'idea che alla fine traspare da questi discorsi è che meno male che c'è la Lega a portare avanti certe istanze sull'agenda della discussione politica, altrimenti questo paese se ne andrebbe tranquillamente verso una guerra civile.
Guarda, mi dicono, la Lega propone di fare in Italia esattamente quelle cose che in altre parti d'Europa tutti gli altri stanno già facendo. Paesi liberali , tali e quali al nostro, come la Germania, l'Austria, la Svizzera.
Insomma la Lega non è niente di virulento e ha una radicazione nel territorio formidabile.

Si, forse è vero, annuivo.
Però, però , pensavo tra me, che tutto questo bello scenario moderato, continuava a non spiegare alcuni fenomeni: i "Bastoni contro l'immigrazione", la guardia nazionale padana, le ronde, la voglia di prendere le impronte digitali ai ROM, i Celti, le riserve indiane, il disprezzo e la paura strisciante per i diversi, il desiderio di creare un nemico pubblico a tutti i costi: Prima gli Albanesi, poi i nordafricani (Arabi),poi i Cinesi, e infine i Romeni.

Insomma c'è di più. C'è la tattica, la strategia, l'ideologia, la geopolitica, fino a Gianfranco Miglio.

Mi si diceva che queste erano tendenze e idee minoritarie, che poi si sarebbero stemperate col tempo e con la permanenza al governo.
O no?
Ecco a questo punto il post e' dedicato a te, oh elettore moderato della Lega, lo so che esisti e che non sei un ossimoro, si tu, sto scrivendo proprio a te!
Lo so che esisti, lo so che gli xenofobi e i razzisti sono solo una minoranza dell'elettorato leghista e che senza di te il Caroccio non sarebbe che un fenomeno marginale.

Tu che gli hai votati perché le città sono insicure e volevi un po' più di tranquillità dopo che una banda di ragazzetti ROM ti ha rubacchiato in casa.
Tu che mandi i figli a catechismo, ma senti che il crocifisso in tribunale e a scuola forse è un po' fuori posto.
Tu che ha il cognato di Catanzaro, ma che al bar scherzi con gli amici sul rimandare i terroni a casa loro, perché alla fine rimandare i terroni a casa, credi sia solo una rodomontata o uno scherzo e tale debba rimanere.
Tu che sorridi all'idea della Guardia Nazionale Padana e alla sua emanazione pubblicamente finanziata: Le ronde. In fondo, pensi, che ci sia molto di simbolico e poco di concreto in certe attività.
Tu che all'idea che anche i medici denunzino i clandestini, ti rendi anche conto di quali effetti collaterali possa generare un provvedimento simile.

Ecco, elettore moderato della lega, dopo aver visto il video di Borghezio, non ti viene da pensare che questi qua pur di andare al potere ti abbiano fottuto, strumentalizzando le tue paure e avendo in mente un'agenda ben diversa da quello che tu immagini?

23 mar 2009

Metafora

( Via Mantellini - via Giavasan)
Metafora paradigmatica sul crimine della pirateria. Carino no?

22 mar 2009

Men in tights.

Ringrazio NoiseFromAmerika per questo bello spunto (http://www.reallifesuperheroes.org/).
Il sito raccoglie biografie e dati di Uomini (e donne) in calzamaglia, i veri Watchmen.
Credo che non sia proprio necessario essere Statunitense per fare cose simili, ma che da un certo punto di vista, aiuti. Un po' cityangels, un po' vigilantes, un po' boy scouts e un po' istrioni. Pensate per esempio al nostro capitan ventosa che impazza in prima serata.
Il listone dei supereroi in servizio è qua. Tra i miei preferiti Raven blade , Captain Ozone l'ecologista. Peccato che Terrifica si sia ritirata. Entomo è italiano e sembra ne abbia parlato un nostra emittente televisiva. Ad Entomo che pattuglia le strade di Napoli, vanno tutti i nostri migliori auguri e incoraggiamenti.