E' ufficiale, ormai mi sono scocciato di provare ad instillare del buonsenso nella testa delle persone che mi circondano. Ho capito che ormai la moda della stagione è l'atteggiamento anti- in particolare anti-euro o anti-europa.
Con questi qua è inutile anche cercare di spiegare che le ragioni che aveano portato l'Italia ad essere prima uno stato fondatore dell'Unione e poi ad entrare nel progetto Euro, sono tutt'ora pienamente valide.
Stanco di cercare di spiegare che i benefici che l'Italia ha tratto dal fatto di essere nell'area Euro con una moneta forte e stabile , sono stati enormi, incolmabili. Ma è inutile, chi preferisce le spiegazioni semplici (e sbagliate ) a problemi complessi è affascinato dall'idea di poter uscire dell'Euro e di permettere quindi al paese di scrollarsi i propri problemi di dosso. Come se i problemi dell'Italia fossero legati ad una politica monetaria non adeguata e non ad altre questioni più profonde e complesse.
Ma insisto, è inutile.
In particolare ho sempre pensato che uscire dall'Euro rappresentase di per se una mossa para-suicida, con scenari da Corralito o da fine dell'Unione Sovietica.
In realtà pensandoci un po' piu' con attenzione , uscire dall'Euro è possiible e probabilemente lo si puo' fare in modo graduale senza traumi.
Per allinearmi al nuovo Zeitgeist ho deciso di indicare così la via ai fautori anti euro per poter uscire in tutta sicurezza ed evitare un tracollo stile argentino. Magari nel frattempo qualcuno cambia idea.
Vediamo un attimo come l'operazione potrebbe essere condotta.
Dato che un tempo esisteva questa Lira che aveva un certo range d'oscillazione nello SME, l'idea potrebbe essere quella di ricreare una moneta, chiamiamola NeoLira che ha esattamente queste caratteristiche. Quindi una moneta con un peg-flottante nei confronti dell'Euro. Il modello potrebbe essere quello della Corona Danese che oscilla nell'ambito dell'ERM .
Lo stato Italiano potrebbe qindi "creare" una moneta nell'ERM e iniziare a stampare moneta emettendo BTP per finanziarsi. Naturalmente i tassi di questi BTP , beh , andrebbero visti. Ma se il progetto piace tanto alla gente, magari gli Italiani non avranno problemi ad acquistare i BTP per finanziare il progetto.
Emessi i BTP, la nuova moneta avrebbe corso legale . E il governo potrebbe emetterne quel tanto che basta epr evitare crolli inflazionistici.
A questo punto la nuova moneta permettebbe al governo di implementare quella politica monetaria che molti richiedono come cura alla situazione attuale.
Si potrebbe anche implementare una politica di investimenti Keynesiani, che sempre ha i suoi entusiasti.
Costruire dighe, autostrade, o forse resaturare cappelle barocche o pale medievali.
La nuova moneta potrebbe essere utilizzata lentamente per pagare una frazione di stipendio dei dipendenti pubblici, magari degli aumenti di contratto e dare quindi uno stimolo all'economia.
Lo stato ne garantirebbe la convertibilità e darebbe quindi corso legale a questa moneta.
D'altra parte lo stock di euro dello stato e dei cittadini non si esaurirebbe "istantanemente". Certo la faccenda sarà un po' complicata quando cercheremo di comprare le materie prime, con questa nuova moneta. Ma come scrivono gli euro scettici, con le nostre esportazioni, non dovrebbe essere difficile avere una contropartita di valuta pregiata..
Insomma si puo' fare?
Si credo che alla fine si possa fare.
La vera questione è se ne valga la pena.
Sinceramente credo proprio di no e persone molto piu' preparate di me hanno cercato di spiegare il perchè.
Personalmente, per dare una risposta breve, credo che la riccezza di una nazione stia nel suo lavoro e non nella sua moneta. Avere una moneta stabile , rispetto ad una che puo' essere spazzata via in un pomeriggio da un Soros qualunque , credo sia molto meglio.
Alla fine però, mi sto un pò scocciando della situazione Italiana in cui Soloni improvvisati vanno in giro magnificando le meraviglie della sovranità monetaria e a questo punto mi piacerebbe proprio che i miei concittadini ne bevessero un po' di questo calice. Bevendone potrbbero anche capire che forse conviene indirizzare gli sforzi a rendere questo paese un paese più "normale", invece cercare sempre una scorciatoia: l'uomo della provvidenza, il complotto Europeo, il signoraggio e la sovranità monetaria.
Magari dopo aver scoperto che una decina d'anni di Neo Lira agganciata piu' o meno strettamente all'Euro non è stata in grado di dare tutti questi mirabolanti benefici ; potrebbero anche cambiare idea e tornare indietro.
Chissà.. Provare, no?
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24 mar 2014
8 lug 2010
Bigini di Economia. (Noise From Amerika)
Il problema in questo periodo della Sinistra e anche della Destra (quella di Fini per intenderci) cioè i partiti veri, con gente con un minimo di spessore politico, non il ciarpame polulista che vi sta nel mezzo, dicevo il problema è che in questi due gruppi, non c'è nessuno che ne capisca una beneamatissma mazza di economia e quando aprono bocca è facile rendersene subito conto.
Bisognerebbe studiare e formarci un po' tutti sulla questione. Così tanto per avere qualche idea nuova e magari anche pure intelligente invece di sorbirci la solita aria fritta e stantia.
Per questo inizio a lincare questo bell'articolo del think tank di noise from Amerika. Se anche voi avete i brividi quando qualcuno propone di impiegare finanziamenti pubblici per far ripartire l'economia, ecco allora ve ne consiglio la lettura. Preparatevi che è lungo, ma d'altra parte, voi preferite capirle le cose e non farvi raccontare balle dai Tiggi, vero?
Invece, consigliato a chi crede che il deficit pubblico si possa ridurre combattendo l'evasione, invece che eseguendo tagli: Tre cose ovvie sull'evasione fiscale.
16 apr 2009
Metti una sera, l'impepata di cozze...
Ho fatto un sogno
O forse era un incubo. Mi trovavo in terreno agricolo di quelli a maggese in aperta campagna. L'impressione era di essere solo, come si è soli nei sogni.
Mi sono guardato attorno, poi mi volto. Dietro di me a 5 -6 metri c'è un signore anziano.
Media statura, capelli bianchi, occhiali tondi, cerchiati neri. Indossa un completo, l'atteggiamento del corpo e' rilassato, mi guarda. Mi ricorda qualcuno.
Ha un'aria, come dire, da maestrino. Ma potrebbe anche essere un'aria da furbetto. Da maestrino/furbetto.
Lo riguardo.
D'un tratto mi parla: "Cosa fa lei qua? Guavdi che tutti gli altri sono già andati."
Ecco chi mi ricorda. No, chi è! Oh Gesù! Che ci fa TREMONTI nel mio sogno?
Mi guardo attorno. Nessuno. "Scusi, andati dove?"
"Di la A spalave, a scavave, ad aiutave i teVVemotati o a muoveVe l'econonia. Insomma si dia da fare anche lei invece di vimaneVe li con le mani in mano."
"Ma ma io un lavoro c'e' l'ho."
"E' sicuvo? Con questa congiuntuVa? Quadvi che se la rifiuta potVebbe non ricapitaVle. Pvenda quella pala e mi segua". Indica con il braccio teso una pala per terra.
Il sole è basso sull'orizzonte e lo sguardo rimbalza dall'ombra del braccio teso alla pala.
Ombra del braccio, pala. Pala, ombra del braccio. Devo reagire.
"Senta, lei deve essersi sbagliato, io sono un tecnico informatico, almeno lo ero. Non che un po' di attività fisica mi faccia male, pero', voglio dire, non e' proprio una di quelle cose che mi viene meglio."
"Venga che non c'è tempo, il paese deve ripartire, e tutti devono fare la propria parte. Dopo gli errori dei finanzieri Americani stiamo riconvertendo il paese all'autosufficienza, all'autarchia.
In realtà potremmo anche far cose più intelligenti, data la maggioranza schiacciante che abbiamo, ma abbiamo visto che far slogan e agitar gente e ronde, è molto meglio. Tiene alto il morale della Gggente elettrice, e non scontenta nessuno.
Tornando a noi, ci produrremo da soli quello che ci serve. Se il protezionismo torna di moda, noi saremo già oltre. Inizieremo dalla base del sistema produttivo. L'agricoltura e l'industria, Per questo piano ci servono tutte le professionalità. Lei sa come si mungere una mucca?"
"Ehhh no no, come si accende?"
"Lavorare al tornio?"
"Mai fatto. Non rischio di lasciarci un dito?"
"Fabbricare un paio di scarpe?"
"Mai provato, anche se una volta ho bucato del cuoio. Ma forse non era intenzionale."
"Allevare i polli?"
"Mah da piccolo mia madre mi portava allo zoo. C'erano le caprette, non so se possa servire"
"Vede, questo è il problema, lei e' assolutamente inutile. Manodopera non specializzata. Intanto la mettiamo al movimento terra, poi vedremo"
"Insisto, comunque, io un lavoro ce l'ho! Almeno, appena mi risveglio ce lo dovrei avere! Finirà 'sto sogno del pisello, ma cosa ho mangiato?"
"Gvardi che se non mi segue, vado a chiamare il mio amico Bvunetta, abbiamo fatto pace. Lui si che sa come tvattave con i fannulloni. Fannullone!"
Ussignur, adesso inizia anche lui. "No senta, non faccia cosi', si avvi che le vengo dietro, va bene?"
Voglio svegliarmi, voglio svegliarmi.
Ma perché non sogno mari tropicali, oppure il Grande Amore o incubi seri come quelli rappresentati da Dalì o da Hieronimous Bosch, quelli si che sono incubi che hanno un senso. Mica questo guazzabuglio infernale, neanche un TG della RAI.
"L'ho sentita sa!"
"MA IO l'HO solo pensato!"
"Qua siamo in un sogno, io posso percepire tutto quello che pensa, e comunque, per risponderle, c'e' la crisi. Questo e' il miglior sogno che posso darle, data la congiuntura e il suo scaglione di reddito. Sempre meglio che contar le pecore no?. Guardi che se non si sbriga, le mando Ferrara che le rovinerà la prossima giornata con le sue filippiche pro vita. Invece se viene con me, spala terra tranquillamente fino al risveglio."
"Va bene, va bene, mi ha convinto, la seguo. Ma cosa dovrò fare?"
"Mah! Ho in mente una bella cura Keynesiana per il c.. corpo, forse le faro' scavare una buca, forse riempirla, oppure gettiamo i piloni del ponte sullo stretto. Vediamo cosa detterà l'ispirazione, vedrà ci divertiremo"
"OK sempre meglio di Ferrara, ma la prossima volta sig. Ministro non potreste mandare Vittoria Gabello, al posto suo intendo?"
"Nooo, le ho gà detto che lei non è nello scaglione di reddito giusto."
"Ah scusi, è la crisi?"
"Si, con quella giustifichiamo tutto."
È finita in Europa l'«età dell'oro». È finita la fiaba del progresso continuo e gratuito. La fiaba della globalizzazione, la «cornucopia» del XXI secolo. [...] Il tempo che sta arrivando è un tempo di ferro. Giulio Tremonti "La paura e la speranza"
O forse era un incubo. Mi trovavo in terreno agricolo di quelli a maggese in aperta campagna. L'impressione era di essere solo, come si è soli nei sogni.
Mi sono guardato attorno, poi mi volto. Dietro di me a 5 -6 metri c'è un signore anziano.
Media statura, capelli bianchi, occhiali tondi, cerchiati neri. Indossa un completo, l'atteggiamento del corpo e' rilassato, mi guarda. Mi ricorda qualcuno.
Ha un'aria, come dire, da maestrino. Ma potrebbe anche essere un'aria da furbetto. Da maestrino/furbetto.
Lo riguardo.
D'un tratto mi parla: "Cosa fa lei qua? Guavdi che tutti gli altri sono già andati."
Ecco chi mi ricorda. No, chi è! Oh Gesù! Che ci fa TREMONTI nel mio sogno?
Mi guardo attorno. Nessuno. "Scusi, andati dove?"
"Di la A spalave, a scavave, ad aiutave i teVVemotati o a muoveVe l'econonia. Insomma si dia da fare anche lei invece di vimaneVe li con le mani in mano."
"Ma ma io un lavoro c'e' l'ho."
"E' sicuvo? Con questa congiuntuVa? Quadvi che se la rifiuta potVebbe non ricapitaVle. Pvenda quella pala e mi segua". Indica con il braccio teso una pala per terra.
Il sole è basso sull'orizzonte e lo sguardo rimbalza dall'ombra del braccio teso alla pala.
Ombra del braccio, pala. Pala, ombra del braccio. Devo reagire.
"Senta, lei deve essersi sbagliato, io sono un tecnico informatico, almeno lo ero. Non che un po' di attività fisica mi faccia male, pero', voglio dire, non e' proprio una di quelle cose che mi viene meglio."
"Venga che non c'è tempo, il paese deve ripartire, e tutti devono fare la propria parte. Dopo gli errori dei finanzieri Americani stiamo riconvertendo il paese all'autosufficienza, all'autarchia.
In realtà potremmo anche far cose più intelligenti, data la maggioranza schiacciante che abbiamo, ma abbiamo visto che far slogan e agitar gente e ronde, è molto meglio. Tiene alto il morale della Gggente elettrice, e non scontenta nessuno.
Tornando a noi, ci produrremo da soli quello che ci serve. Se il protezionismo torna di moda, noi saremo già oltre. Inizieremo dalla base del sistema produttivo. L'agricoltura e l'industria, Per questo piano ci servono tutte le professionalità. Lei sa come si mungere una mucca?"
"Ehhh no no, come si accende?"
"Lavorare al tornio?"
"Mai fatto. Non rischio di lasciarci un dito?"
"Fabbricare un paio di scarpe?"
"Mai provato, anche se una volta ho bucato del cuoio. Ma forse non era intenzionale."
"Allevare i polli?"
"Mah da piccolo mia madre mi portava allo zoo. C'erano le caprette, non so se possa servire"
"Vede, questo è il problema, lei e' assolutamente inutile. Manodopera non specializzata. Intanto la mettiamo al movimento terra, poi vedremo"
"Insisto, comunque, io un lavoro ce l'ho! Almeno, appena mi risveglio ce lo dovrei avere! Finirà 'sto sogno del pisello, ma cosa ho mangiato?"
"Gvardi che se non mi segue, vado a chiamare il mio amico Bvunetta, abbiamo fatto pace. Lui si che sa come tvattave con i fannulloni. Fannullone!"
Ussignur, adesso inizia anche lui. "No senta, non faccia cosi', si avvi che le vengo dietro, va bene?"
Voglio svegliarmi, voglio svegliarmi.
Ma perché non sogno mari tropicali, oppure il Grande Amore o incubi seri come quelli rappresentati da Dalì o da Hieronimous Bosch, quelli si che sono incubi che hanno un senso. Mica questo guazzabuglio infernale, neanche un TG della RAI.
"L'ho sentita sa!"
"MA IO l'HO solo pensato!"
"Qua siamo in un sogno, io posso percepire tutto quello che pensa, e comunque, per risponderle, c'e' la crisi. Questo e' il miglior sogno che posso darle, data la congiuntura e il suo scaglione di reddito. Sempre meglio che contar le pecore no?. Guardi che se non si sbriga, le mando Ferrara che le rovinerà la prossima giornata con le sue filippiche pro vita. Invece se viene con me, spala terra tranquillamente fino al risveglio."
"Va bene, va bene, mi ha convinto, la seguo. Ma cosa dovrò fare?"
"Mah! Ho in mente una bella cura Keynesiana per il c.. corpo, forse le faro' scavare una buca, forse riempirla, oppure gettiamo i piloni del ponte sullo stretto. Vediamo cosa detterà l'ispirazione, vedrà ci divertiremo"
"OK sempre meglio di Ferrara, ma la prossima volta sig. Ministro non potreste mandare Vittoria Gabello, al posto suo intendo?"
"Nooo, le ho gà detto che lei non è nello scaglione di reddito giusto."
"Ah scusi, è la crisi?"
"Si, con quella giustifichiamo tutto."
È finita in Europa l'«età dell'oro». È finita la fiaba del progresso continuo e gratuito. La fiaba della globalizzazione, la «cornucopia» del XXI secolo. [...] Il tempo che sta arrivando è un tempo di ferro. Giulio Tremonti "La paura e la speranza"
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14 mar 2009
Potrebbe piovere...
Da Repubblica (articolo di F. Rampini) Wen Jiabao:"Abbiamo prestato capitali enormi agli Stati Uniti, sinceramente siamo preoccupati". Questa, per chi pensava che la situazione economica mondiale fosse già sufficientemente brutta, è una pessima avvisaglia, la situazione potrebbe anche peggiorare o probabilmente ristagnare per un tempo più lungo.E' sicuramente un bel monito per chi, negli USA, sperava di uscire da questa crisi, svalutando il dollaro.
La strana coppia USA - Cina sta in questo caso mostrando alcuni segni di logoramente. Gli USA si trovano nella stessa situazione di qualcuno, che indebitato fino al collo, deve sorbirsi le reprimende del creditore, sul proprio stile troppo disinvolto.
Tollereranno a lungo, gli USA, questa situazione? E la Cina per quanto potrà fidarsi di loro?
11 mar 2009
Corsi e ricorsi: La crisi non è la stessa per tutti.
Se siete un imprenditore, forse in questo periodo avete di che preoccuparvi, e' infatti probabile che le banche vi facciano problemi per rinnovare il fido o che vi chiedano improvvisamente di rientrare dallo scoperto.
Anche se siete un dipendente di un'azienda dalla situazione non molto florida probabilmente avete poco da festeggiare. Se poi siete un libero professionista, è probabile che la congiuntura economica vi stia per obbligare a stringere la cinghia e peggio ancora, se siete un lavoratore a termine, in questo periodo più che in altri potreste non vedere il vostro contratto rinnovato.
Una tragedia, quindi.
O no?
Come sempre, dipende egoisticamente da quale lato si osservi la situazione.
Proviamo a guardarlo dal punto di vista di un pensionato, per esempio, o da quella di un lavoratore dipendente di una grande organizzazione stabile come lo stato, per esempio.
Da questo punto di vista, la congiuntura economica potrebbe anche essere valutata come la più favorevole degli ultimi vent'anni.
In questa situazione il vostro stipendio fisso è garantito. Contemporaneamente il costo della benzina scende, insieme ai tassi dei mutui e al prezzo dei generi alimentari. Un periodo in cui non si sente più parlare di più di inflazione programmata e di ritocchi di tariffe e canoni.
E più il sistema va in crisi, più quei i pochi soldi che sembravano non aver valore, adesso un certo peso iniziano a mostrarlo; e più passa il tempo, più quei soldi valgono qualche cosa di più, dato che i prodotti tendono a costare meno.
Dato che in Italia ci sono 3 Milioni e spiccioli di dipendenti pubblici, a questi vanno aggiunti i 16 Milioni di pensionati. 19 Milioni su un totale di 38 Milioni di contribuenti. Con questi numeri possiamo dire che probabilmente il 50% dei contribuenti non sono stati minimamente sfiorati dalla crisi. Anzi stanno decisamente meglio adesso che 8 mesi fa.
Nessun governo con nessuna manovra economica di sostegno alle famiglie, avrebbe potuto creare una situazione cosi' favorevoli.
Questa sono categorie che contrariamente a quando si potrebbe credere, hanno tendenzialmente meno da guadagnare quando l'economia decolla. Infatti in quei momenti l'aumento dell'inflazione tende ad impoverire chi ha un reddito fisso. Al contario, come per un contrappasso economico, quando tutta l'economia retrocede, quando tutti gli altri vanno indietro, chi ha un reddito fisso continua a rimanere fermo dove era. E per un'illusione del movimento, sembra quasi che vada avanti.
Come paese, l'Italia quando l'economia mondiale decolla, mentre tutti gli altri paesi corrono, noi corriamo un po' meno. Di comverso quando gli altri affondano, noi affondiamo sempre un po' meno e tendiamo a rimaniamo a galla.
Siamo strutturalmente e demograficamente organizzati come un paese di dipendenti e di pensionati, nel bene e nel male.
Ecco perché credo che alla fine usciremo da questa crisi probabilmente meno malconci di altri paesi.
Personalmente mi sono semplicemente stancato del profluvio di news sulla situazione tremenda legata al momento.
Qua dsi parla di aiuti e di incentivi, ma preferire vedere qualche idea originale su come venirne fuori. Obama negli USA ha indicato una direzione che consiste nell'investire e incentivare un nuovo modello di sviluppo energetico. Noi invece che cosa abbiamo intenzione di fare oltre ad un Ponte e a qualche pezzo di autostrada? Abbiamo qualche idea che non sia già venuta a Keynes e poi implementata da un Roosevelt 70 anni fa?
La boutade, poi, di togliere gli incentivi sul risparmio energetico e di introdurre un decreto per il rilancio dell'edilizia, non l'ho sinceramente capita.
Anche se siete un dipendente di un'azienda dalla situazione non molto florida probabilmente avete poco da festeggiare. Se poi siete un libero professionista, è probabile che la congiuntura economica vi stia per obbligare a stringere la cinghia e peggio ancora, se siete un lavoratore a termine, in questo periodo più che in altri potreste non vedere il vostro contratto rinnovato.
Una tragedia, quindi.
O no?
Come sempre, dipende egoisticamente da quale lato si osservi la situazione.
Proviamo a guardarlo dal punto di vista di un pensionato, per esempio, o da quella di un lavoratore dipendente di una grande organizzazione stabile come lo stato, per esempio.
Da questo punto di vista, la congiuntura economica potrebbe anche essere valutata come la più favorevole degli ultimi vent'anni.
In questa situazione il vostro stipendio fisso è garantito. Contemporaneamente il costo della benzina scende, insieme ai tassi dei mutui e al prezzo dei generi alimentari. Un periodo in cui non si sente più parlare di più di inflazione programmata e di ritocchi di tariffe e canoni.
E più il sistema va in crisi, più quei i pochi soldi che sembravano non aver valore, adesso un certo peso iniziano a mostrarlo; e più passa il tempo, più quei soldi valgono qualche cosa di più, dato che i prodotti tendono a costare meno.
Dato che in Italia ci sono 3 Milioni e spiccioli di dipendenti pubblici, a questi vanno aggiunti i 16 Milioni di pensionati. 19 Milioni su un totale di 38 Milioni di contribuenti. Con questi numeri possiamo dire che probabilmente il 50% dei contribuenti non sono stati minimamente sfiorati dalla crisi. Anzi stanno decisamente meglio adesso che 8 mesi fa.
Nessun governo con nessuna manovra economica di sostegno alle famiglie, avrebbe potuto creare una situazione cosi' favorevoli.
Questa sono categorie che contrariamente a quando si potrebbe credere, hanno tendenzialmente meno da guadagnare quando l'economia decolla. Infatti in quei momenti l'aumento dell'inflazione tende ad impoverire chi ha un reddito fisso. Al contario, come per un contrappasso economico, quando tutta l'economia retrocede, quando tutti gli altri vanno indietro, chi ha un reddito fisso continua a rimanere fermo dove era. E per un'illusione del movimento, sembra quasi che vada avanti.
Come paese, l'Italia quando l'economia mondiale decolla, mentre tutti gli altri paesi corrono, noi corriamo un po' meno. Di comverso quando gli altri affondano, noi affondiamo sempre un po' meno e tendiamo a rimaniamo a galla.
Siamo strutturalmente e demograficamente organizzati come un paese di dipendenti e di pensionati, nel bene e nel male.
Ecco perché credo che alla fine usciremo da questa crisi probabilmente meno malconci di altri paesi.
Personalmente mi sono semplicemente stancato del profluvio di news sulla situazione tremenda legata al momento.
Qua dsi parla di aiuti e di incentivi, ma preferire vedere qualche idea originale su come venirne fuori. Obama negli USA ha indicato una direzione che consiste nell'investire e incentivare un nuovo modello di sviluppo energetico. Noi invece che cosa abbiamo intenzione di fare oltre ad un Ponte e a qualche pezzo di autostrada? Abbiamo qualche idea che non sia già venuta a Keynes e poi implementata da un Roosevelt 70 anni fa?
La boutade, poi, di togliere gli incentivi sul risparmio energetico e di introdurre un decreto per il rilancio dell'edilizia, non l'ho sinceramente capita.
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18 dic 2008
Breve dizionario economico
11 ott 2008
Sul correre in banca.
<disclaimer>Questo è un post catastrofista, astenersi gli ansiosi.
</disclaimer>
In queste ore ho sentito più di una persona combattuta dal desiderio di corre in banca e infilare i propri risparmi dentro il materasso.
Ecco vorrei buttare giù due righe per esprimere il mio pensiero sull'opzione materasso/corsa allo sportello.
Tenere i propri soldi in mano, può sembrare effettivamente rassicurante. Ma se si pensa un attimo alla fine le banconote da 10, 100, 500 euro, sono solo dei pezzi di carta.
Pezzi di carta che valgono qualche cosa perchè sono garantiti da una banca centrale, che a sua volta è garantita in fondo in fondo da quella che si chiama economia reale.
Ora in uno scenario in cui le finanze dei paesi sono pronte ad essere immolate sull'altare del salvataggio delle banche, quale può essere il valore nominale degli euro?
Mi sto riferendo naturalmente allo scenario peggiore, quello in cui una serie di banche iniziano a fallire con effetto domino e i risparmiatori si precipitano agli sportelli a ritirare gli euro.
Cosa posso comprare con una banconota da 50 eu se l'euro è svalutato di un milione di volte?
Effettivamente può esserci una crisi di liquidità, ma cosa può accadere se in questo frangente le banche si mettono a stampare banconote?
Non voglio darvi suggerimenti, voglio solo allegare alcune le immagini dell'inizio del secolo scorso.
5 Milioni di marchi, il necessario a comprare una pagnotta...

10 Miliardi, un paio di scarpe.
Riscaldamento domestico durante la repubblica di Weimar. Quando la banconote costano meno del carbone....
26 set 2008
It's the end of the world as we know it, it's the end...
(da ripetere canticchiando ad libitum)Ti svegli una mattina negli Stati Uniti le banche d'affari sono una specie in via d'estinzione. Tutte kaputt o trasformate in banche comuni. Me lo avessero detto 3 anni fa non ci avrei creduto.
Nessuno sa ancore le idee chiare su quale sia stato il meccanismo che ha permesso a tutto questo di accadere. Si parla di piramidi di derivati con obblighi impossibili da coprire.
Così l'effetto domino è partito dal mercato immobiliare per poi propagarsi a tutto il sistema finanziario, passando per il credito spicciolo fino alle banche di investimenti.
Per certo, un modo di investire e speculare è definitivamente morto.
Noi italiani ci sentiamo comunque sempre dei dilettanti, ci abbiamo messo 15 anni per mangiarci 15 Miliardi di euro con Alitalia, sotto gli occhi di tutti, con sperperi degni di una corte da fine dell'Impero.
Invece gli americani, questi professionisti, in pochi giorni, fanno un default che necessita di ( almeno ) 700 (diconsi settecento ) Miliardi per essere ripianato.
E nessuno aveva visto niente. Fossi un cittadino statunitense mi chiederei dove sono riusciti a far sparire 700.000.000.000 dollari. Dove caspita gli hanno fatti finire?
Possibile che nessuno si fosse accorto di niente, mentre si facevano operazioni finanziarie senza una adeguata copertura?
Giusto pochi mesi fa (a Giugno) fa Bernanke asseriva che la crisi era quasi passata e che ben presto sarebbe arrivata la ripresa.
Probabilmente al di la qua dell'Oceano si faticano a capire i numeri e le dimensioni di questo dissesto.
E' come se un paese già indebitato fino al collo come gli Stati Uniti, avesse di colpo tirato fuori la stessa cifra astronomica spesa per finanziare la guerra in Iraq.
Di colpo il conto si è raddoppiato.
Non una ma due guerre.
Altro esempio, L'Italia ha un PIL di circa 2100 Miliardi di dollari (dipende un po' dal cambio), qua stanno stanziando una cifra pari ad 1/3 del PIL Italiano.
Nonostante questo, nessun fautore del libero mercato ha fatto sentire la propria voce, quando si è prospettato di sfilare i soldi dalle tasche dei contribuenti per salvare quelle banche.
Segno che la paura è veramente troppo alta.
Paura di un effetto domino disastroso per tutta la società statunitense.
Pensateci, fine di quella banche, fine dei fondi di investimento, fine dei fondi pensione, fine delle pensioni, fine dei fondi sanitari, fine della sanità.
Un intero paese che si sveglia senza futuro, ricchezza e garanzie, perdendo tutto quello che aveva accumulato fino ad allora.
Da qui lo sforzo dirigista della prima economia mondiale liberista.
Con questo scherzo gli USA spingono il debito oltre il 70% del PIL e non è poco per una nazione che ha la maggior parte del debito in mani straniere, cinesi in particolare e una bilancia economica fortemente sbilanciata.
C'e' veramente da vedere il dollaro cadere a picco.
Con queste premesse temo che la prossima fase dell'economia non sarà una breve recessione ma bensì o un fattore stagionale, ma bensì un lungo inverno freddo.
Tra qualche mese andremo in viaggio di piacere negli USA. Mia moglie ha spinto per comprare un po' di dollari, nell'idea che potrebbero risalire dalla quotazione corrente.
Per come si mette la situazione, invece di far incetta di una valuta che potrebbe diventare carta straccia o avere la stessa credibilità del pound egizio, forse converrebbe fare scorta di jeans di Armani e di calze di nylon Filodoro, come ai bei tempi delle economie pianificate.
Amen. Stiamo a vedere e speriamo bene. C'e' veramente di che aver paura.
15 set 2007
Pre pensionistica creativa
Apprendo l'ultima agghiacciante Ideona Geniale pre finanziaria.
Nell'ultima finanziaria per ridurre i costi, si propone di assumere un effettivo ogni 3 pre-pensionamenti(Proposta Nicolais).
Da notare il pre prima di pensionamento.
Per risparmiare costi per la collettivà si propone quindi di rottamare 3 dipendenti al prezzo di uno.
Cosi' facendo, la macchina statale, ogni 3 dipendenti prepensionati avrà da mantenere solo un giovane neo assunto, con relativo stipendio smilzo da giovane.
Fin qua tutto bene, se non che una grossa parte delle spese del nostro budget statale sono assorbite dalle spese pensionistiche. Si tratta di bruscolini dell'ordine di 246 MILIARDI DI EURO, piu' delle entrate dirette.
Lo scenario potrebbe essere questo: Se nel 2007 la macchina statale ha sul libro paga 3 arzilli 50enni che almeno nominalmente lavorano, con questa proposta nel 2008 dovrà mantenere un giovane neoassunto lavorante e 3 giovani pensionati.
Nominalmente lo stato ha due dipendenti in meno, in compenso il sistema pubblico di previdenza sociale guadagna due pensionati in più.
Ora forse c'e' qualche cosa che non torna, ma se questa misura deve servire a risparmiare soldi pubblici e a tenere sotto controllo la spesa, mi deve essere sfuggito qualche cosa....
A vederla da fuori sembra una operazione quasi di finanza creativa prendo 3 dipendenti, li trasformo in pensionati e li metto quindi sotto un'altra voce di spesa.
Oltretutto questi tre neo pensionati avrebbero loro "malgrado" una discreta aspettativa di vita. Tutto a scapito della sostenibilità di un sistema pensionistico che gia' vacilla.
Al di la del fatto che mandare qualcuno in pensione a 50 anni, ci sono sempre i distinguo, e' eticamente opinabile.
Quello che alla fine trovo veramente agghiacciante di questa proposta e' il meccanismo soggiacente, molto vetero anni 80 di gestire i problemi occupazionali con un: "mandiamo ora in pensione, se ne occuperà qualcun altro in futuro".
Nell'ultima finanziaria per ridurre i costi, si propone di assumere un effettivo ogni 3 pre-pensionamenti(Proposta Nicolais).
Da notare il pre prima di pensionamento.
Per risparmiare costi per la collettivà si propone quindi di rottamare 3 dipendenti al prezzo di uno.
Cosi' facendo, la macchina statale, ogni 3 dipendenti prepensionati avrà da mantenere solo un giovane neo assunto, con relativo stipendio smilzo da giovane.
Fin qua tutto bene, se non che una grossa parte delle spese del nostro budget statale sono assorbite dalle spese pensionistiche. Si tratta di bruscolini dell'ordine di 246 MILIARDI DI EURO, piu' delle entrate dirette.
Lo scenario potrebbe essere questo: Se nel 2007 la macchina statale ha sul libro paga 3 arzilli 50enni che almeno nominalmente lavorano, con questa proposta nel 2008 dovrà mantenere un giovane neoassunto lavorante e 3 giovani pensionati.
Nominalmente lo stato ha due dipendenti in meno, in compenso il sistema pubblico di previdenza sociale guadagna due pensionati in più.
Ora forse c'e' qualche cosa che non torna, ma se questa misura deve servire a risparmiare soldi pubblici e a tenere sotto controllo la spesa, mi deve essere sfuggito qualche cosa....
A vederla da fuori sembra una operazione quasi di finanza creativa prendo 3 dipendenti, li trasformo in pensionati e li metto quindi sotto un'altra voce di spesa.
Oltretutto questi tre neo pensionati avrebbero loro "malgrado" una discreta aspettativa di vita. Tutto a scapito della sostenibilità di un sistema pensionistico che gia' vacilla.
Al di la del fatto che mandare qualcuno in pensione a 50 anni, ci sono sempre i distinguo, e' eticamente opinabile.
Quello che alla fine trovo veramente agghiacciante di questa proposta e' il meccanismo soggiacente, molto vetero anni 80 di gestire i problemi occupazionali con un: "mandiamo ora in pensione, se ne occuperà qualcun altro in futuro".
29 apr 2007
Quanto vale la nostra vita?
Questo articolo di Slate di Tim Harford. Harford e' l'autore de "L'economista mascherato", librino divertente su alcune dinamiche dell'economia di tutti i giorni. Per esempio: "perche' comprare un'auto usata sia in generale un pessimo affare" oppure, "Perchè un caffè costa una certa cifra e non un'altra?" e altre questioni. A mio avviso vale una letta.
Ma tornando invece all'articolo, la domanda, affrontata sempre in termini socio economici, e' questa: Quanto vale la nostra vita? Economicamente intendo. Quale è il valore in soldoni?
Per quanto saremmo in grado di rischiare la vita?
L'articolo prende le basi da una ricerca fatta tra le prostitute messicane e i gli spacciatori di droga. Ma alla fine siamo tutti esseri umani e le logiche di rischio che valgono per loro, valgono anche per noi.
SPOILER AHEAD
Se non avete voglia di leggere l'articolo la risposta e' semplice: Prendete l'IRPEF e moltiplicatelo per 5.
Adesso che ci penso, devo controllare i massimali della mia assicurazione sulla vita....
Ma tornando invece all'articolo, la domanda, affrontata sempre in termini socio economici, e' questa: Quanto vale la nostra vita? Economicamente intendo. Quale è il valore in soldoni?
Per quanto saremmo in grado di rischiare la vita?
L'articolo prende le basi da una ricerca fatta tra le prostitute messicane e i gli spacciatori di droga. Ma alla fine siamo tutti esseri umani e le logiche di rischio che valgono per loro, valgono anche per noi.
SPOILER AHEAD
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