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2 ott 2010

21st century war toy.

Symantec ha rilasciato in questi giorni un bel documento di analisi sul funzionamento del virus Stuxnet. Il documento di 48 pagine è corposo, ma fornisce un'idea abbastanza precisa del livello di sofisticazione a cui possono arrivare i virus moderni. La differenza rispetto a roba del secolo scorso come lo Yankee Doodle è notevole. (Il documento lo trovate qua).
Ultimamente l'analisi di questo virus ha attirato moltissimo interesse. Infatti chi lo ha scritto ha potuto accedere ad una serie di certificati leggimi di produttori hardware, con cui riesce ad ingannare il sistema operativo e ad installarsi, oltre a questo chi lo ha scritto, conosceva in anticipo alcune debolezze non documentate dei sistemi operativi microsoft.
Delle conoscenze non esattamente alla portata del primo hacker da strada.
Oltre a questo il virus sembra essere ingegnerizzato per attaccare i server che controllano gli impianti industriali, in particolare aggredisce i PC con installati ad alcuni PLC della Siemens.
oltre a questo il virus è in circolazione, dalle versioni più rozze fino all'attuale da circa due anni. Chiaramente dietro c'e' stato uno sviluppo che ha richiesto del tempo, piuttosto che qualche fine settimana di qualche oscuro cracker.
Tutto fa pensare che dietro questo ci sia un'organizzazione molto tempo, ottime menti e notevoli risorse, sia finanziarie sia di intelligence. Insomma non una azienda o una corporation ma uno stato sovrano.
A questo si aggiunga il fatto che, secondo le statistiche della Symantec, il 67 % degli host infettati si trova in Iran e questa storia di colpo inizia ad avere dei contorni molto più definiti.
Se questa fosse una spy story, probabilmente inizierebbe a Tel Aviv almeno due anni fa.
Partirebbe come primo atto da una riunione di analisti Israeliani , molto preoccupati della volontà iraniana di salire a livello di prima potenza mediorientale.
Il ragionamento di quegli analisti potrebbe essere che l'Iran ha sicuramente è sicuramente una grande potenza energetica e demografica della zona, ma dipende fortemente dalle tecnologie del primo mondo: Software, elettronica, macchinari tutto arriva da fuori e ha bisogno del supporto degli stati esteri per poter continuare a funzionare.
Ora questa storia per poter andare avanti ha necessità di un altro evento. Una fuga di notizie, magari qualcuno che ha scoperto che una grossa fornitura di valvole, necessaria per il funzionamento dell'oleodotto che s'inabissa sotto il Mar Caspio, sarebbe stata fabbricata in Germania e avrebbe avuto un tipo particolare di PLC della Siemens.

Qua la trama diventa ancora più ipotetica ma l'autore ha la possibilità di far entrare in gioco alcuni personaggi più interessanti. Per esempio un ipotetico team di Tel Aviv composto da ricercatori o hacker informatici o entrambe le cose. Un team messo insieme da qualche mese, una di quelle cose che si devono fare perché: "La cyberguerra è la guerra del XXI secolo", ma che effettivamente dalla costituzione non ha fatto niente di utile se con redigere advisory e raccogliere le vulnerabilità emerse.
A questo punto serve una figura di primo spicco, magari un generale ambizioso passato da poco da ruoli operativi in Tsahal ai servizi informativi dell'esercito, l'Aman .
Supponiamo che questa persona si presenti al nostro team e gli chieda di elaborare un'arma in grado di mettere ko o creare gravi danni alle esportazioni di greggio Iraniane. Questi forse gli eventi che fanno allo sviluppo e al rilascio di quel virus.
Qua finisce la storia che possiamo ipotizzare.
E ci sarebbe da capire come abbiano fatto, per esempio, ad infettare nei primi mesi, solo i computer iraniani. Ci sono nuove tecniche di cyber unzione? Sono stati usati degli agenti infiltrati che chiavetta dopo chiavetta hanno infettato più computer possibili?
Qua siamo veramente nel campo delle supposizioni.

Non so se le cose siano effettivamente andate così e se quest'estate un oleodotto Iraniano abbia avuto gravi problemi. Se fosse avvenuto, probabilmente nessuna notizia sarebbe trapelata all'estero, magari tra qualche anno, ne potremo sapere qualche cosa di più.
Credo però che, l'infiltrazione nelle infrastrutture dell'avversario per mezzo di virus informatici, che mentre fino a ieri poteva essere una vaga possibilità a metà tra il teorico e il fantascientifico, adesso stia per diventare qualche cosa di decisamente più concreto .
Detto tra noi, la teoria delle nuove cyberarmi mi ha sempre lasciato perplesso. Però lo ammetto, dopo tutto questo, sto pensando a ricredermi.

Premetto, volevo chiamare questo post "Kuang grade mark eleven", come il virus militare cinese immaginato da Gibson nel suo Neuromante(1984), ma poi ho scoperto che questo pregevole blogger, mi aveva già anticipato con l'idea.

15 lug 2009

Ma esattamente cos'è che ci facciamo, e perchè?

Questo nello schema a destra è l'Iveco VTLM, veicolo leggero pensato per le forze armate.
L'esercito Italiano lo utilizza con successo sotto il nome di Lince, l'Esercito Britannico ne ha acquistatati circa 400 esemplari, in una versione leggermente modificata col nome di Panther.
E' un mezzo di successo ed e' molto apprezzato E' a tutti gli effetti orgoglio e vanto dell'Esercito Italiano. Con il Lince i nostri militari sono sopravvissuti a più di 7 attacchi di IED senza riportare alcun caduto. A bordo di un lince puoi saltare su una mina anticarro e sperare di uscirne vivo.

Lo scorso 14 Luglio, però , in Afghanistan, vicino a Farah, alcuni insorgenti insorti, chiunque essi siano, Talebani, trafficanti, warlord locali, hanno assemblato un ordigno di potenza notevole e riuscendo a farlo brillare sotto uno di questi mezzi. L'esplosione successiva, ha scardinato il Lince uccidendo all'istante il Caporalmaggiore Alessandro Di Lisio e ferendo, alcuni in modo grave, gli altri 3 militari che erano con lui nel mezzo.
Il risultato finale lo potete purtroppo vedere nella foto a lato (non ho la certezza che sia l'immagne giusta, non arrivano quasi foto dall'Afghanistan, ma ci sono buone possiblità che sia proprio quella ).
Alla fine, per varie ragioni, in Afghanistan c'é qualcuno che reputa che far brillare gli italiani su mezzo quintale di esplosivo sia un risultato degno di essere conseguito.

La situazione in Afghanistan sta peggiorando inesorabilmente e personalmente trovo insopportabile il fatto che qua dall'Italia non ci sia un'informazione obiettiva su quello che accade.
Non so se sia una scelta dello stato maggiore o del governo, ma questa dell'Afghanistan, da l'impressione di essere una guerra privata, combattuta all'insaputa della nostra opinione pubblica.
Non c'è uno straccio di informazione su quello che accade. Se si deve fare un servizio su quello che fanno i nostri militari, vengono mostrate immagini bucoliche di villaggi afgani con l'inaugurazione di una conduttura di acquedotto o di una scuola. Se questi fossero i contenuti della missione, tanto vale sarebbe stato sufficiente inviare i volontari della pace o la protezione civile.

Quando proprio deve trapelare una qualunque informazione, perché proprio non se ne può fare a meno, come nel malaugurato caso di un caduto, allora questa viene condita di tutti i possibili elementi tranquillizzanti.
Come in questo caso, per i feriti, ci si affretta sempre a dire che non sono mai in pericolo di vita. Come se perdere un arto o rimanere paralizzati alla fine sia comunque qualcosa di trascurabile. Non si mostrano quasi mai foto dei mezzi danneggiati e del luogo. Si fa si in modo che l'attenzione si focalizzi su quello che avviene dopo, i familiari, il funerale, le interviste con gli amici, raramente si mostra quello che è avvenuto prima o durante. Rare sono le foto prese sul campo o sul luogo dove è avvenuto lo scontro o l'incidente.
Tutto sembra assemblato apposta per lasciare il ricordo meno traumatico possibile.

Insomma quello che contesto, non è assolutamente il razionale geopolitico che ci ha portato in Afghanistan, immagino ci siano ottime e imprescindibili motivazioni. Gli eserciti non si muovono da soli per andare a fare la guerra, almeno nei paesi democratici, lo fanno invece su mandato dei politici che hanno in mente dei fini ben chiari.
Almeno, dovrebbero.
Quello che a me disturba, è riceve in continuazione un'informazione parziale al limite della propaganda su quello che succede la. Una serie di servizi che gira gira finiscono per riproporre il tema degli "italiani brava gente" e li si fermano, senza approfondire, ne spiegare.
Si dirà che questo confezionamento dell'informazione è strumentale alla guerra di propaganda tra le forze Nato e i misteriosi insorgenti insorti. Tutto è possibile.
Ma ho l'impressione che ci possa essere una spiegazione molto più semplice.
La verità è che al momento, ne la destra ne la sinistra, hanno la capacità di spiegare in modo compiuto per quali ragioni siamo in Afghanistan. Una spiegazione basata sul razionale di equilibri di alleanze in seno alla Nato e sull'impegno europeo legato al mantenimento dell'ordine mondiale per quanto probabilmente verra risulterebbe assolutamente insoddisfacente e impresentabile sia da un lato che dall'altro dell'arco costituzionale.
Le uniche idee che riescono ad esprimersi sono quelle diciamo "naif" e quanto mai lontane dalla realtà delle cose.
Mi riferisco ad opinioni del tipo:
  • "Siamo in Afghanistan per combattere il fondamentalismo islamico" (Eccellente, allora avvisatemi quando invaderemo anche l'Arabia Saudita, che quella interessa anche a me, per lo meno per saccheggiare i palazzi dei principi)
  • "Dovremmo abbandonare l'Afghanistan e demilitarizzarlo inviando solo missioni umanitarie" (Perfetto, basta non avere il mal di stomaco in momenti in cui qualcuno cannoneggia dei vecchi buddha di pietra oppure insegna alle donne a stare al loro posto).
Quando la smetterete di insultare la nostra intelligenza e potremo tornare a ragionare in modo obiettivo su queste missioni parlando magari di rischi, costi, benefici e obblighi?

21 apr 2009

Perchè non dirlo...

Capita ogni reset del calendario Maya, ma una volta tanto sono d'accordo con la decisione del nostro ministero degli esteri. Perché non scriverlo?

Mi riferisco all'abbandono anticipato, da parte dell'Italia, della conferenza sul razzismo tenutasi a Ginevra. Quella nominata Durban II.
Credo che la scelta di non partecipare sia stata la scelta giusta.
Alla fine, quello che è accaduto dopo, l'abbandono degli altri paesi EU , il discorso del leader Iraniano e la critica di Ban Ki-moon, altro non ha fatto che dare ragione ai paesi che erano sulle posizioni Italiane.
Anzi a posteriori, probabilmente la scelta migliore sarebbe stata quella di sabotare da subito il meeting. Si sarebbe così evitato di dare risalto alle chiassate di Ahmadinejad.

A differenza di quello che hanno detto altri commentatori, credo che su certe tematiche convenga avere un atteggiamento netto piuttosto che esporsi al rischio che i distinguo e le differenze di opinioni, esposte in certi consessi, non vengano percepiti così nettamente da chi sta fuori.
Al di la di tutto, pensando a governi e paesi segregazionisti, mi vengono in mente come prime candidate le monarchie e i principati della penisola arabica. Ma immagino che sia solo un modo di vedere le cose.

14 mar 2009

Potrebbe piovere...

Da Repubblica (articolo di F. Rampini) Wen Jiabao:"Abbiamo prestato capitali enormi agli Stati Uniti, sinceramente siamo preoccupati". Questa, per chi pensava che la situazione economica mondiale fosse già sufficientemente brutta, è una pessima avvisaglia, la situazione potrebbe anche peggiorare o probabilmente ristagnare per un tempo più lungo.
E' sicuramente un bel monito per chi, negli USA, sperava di uscire da questa crisi, svalutando il dollaro.
La strana coppia USA - Cina sta in questo caso mostrando alcuni segni di logoramente. Gli USA si trovano nella stessa situazione di qualcuno, che indebitato fino al collo, deve sorbirsi le reprimende del creditore, sul proprio stile troppo disinvolto.
Tollereranno a lungo, gli USA, questa situazione? E la Cina per quanto potrà fidarsi di loro?

13 mar 2009

Vent'anni in un soffio.

Sembra ieri, ma sono ormai passati 20 anni dal Marzo del 1989, quanto Tim Berners-Lee scrisse la proposta per un nuovo sistema di information management. Berners-Lee era all'epoca un ricercatore del CERN e il sistema sarebbe diventato lo World Wide Web che tutti conosciamo.
Quella è stata un'idea che a distanza di vent'anni, possiamo dire, ha creato un nuovo mondo.
Un mondo, che nell'89 sembrava impossibile, ha potuto così realizzarsi. Grazie al WWW Internet si è diffusa rapidissimamente al di fuori delle strutture di ricerca ed educative, dove invece era cresciuta precedentemente.
Centinaia di migliaia e poi milioni di persone hanno iniziato a confrontarsi con questa nuovo mezzo, a comprenderlo, a creare servizi, informazioni, contenuti. Tutto in un inarrestabile circolo virtuoso.

Sono stati resi possibili nuovi lavori e nuove professionalità che prima non esistevano. Anche quello di chi scrive, nel suo piccolo.

L'accesso e la condivisione dell'informazione sono diventate, così, inevitabili. Da quel momento, i governi totalitari e illiberali, hanno dovuto mettere in conto la realizzazione di contromisure per limitare anche questa libertà che prima non esisteva. Il loro sforzo per controllare l'informazione da quel giorno è diventato un po' più difficile.

9 gen 2009

Qualche riga su Gaza (nel nostro piccolo..)

(Questo articolo è stato modificato dopo la prima pubblicazione)

La questione di Gaza è complessa e dolorosa e mal si presta a semplificazioni e all'applicazione di schemi preconfezionati. Leonardo, su questo fronte, ha scritto un bel pezzo nel tentativo di sfatare alcuni miti.

Chi dovrebbe capirne qualche cosa, fa invece affermazioni semplicistiche e frettolose. Per esempio, stasera 9 Gennaio 2008, il nostro MINISTRODEGLIESTERI, Ore 20:30 sul TG1, Frattini in versione rassicurante da vero STATISTA afferma che "Stiamo preparando un convoglio umanitario che nei prossimi giorni deciderà cosa mandare ai Palestinesi di Gaza".

Già, ho sorriso. Mi pare che emerga più la proccupazione di non inviare oggetti appuntiti e infiammabili impossibili da trasformarsi in armi da parte dei bellicosi Palestinesi che aiuti effettivi. Solo posate di plastica quindi. Della serie: Noi non aiutiamo i terroristi!

Ma la parte interessante viene dopo.
"Coinvolgere l'Autorità nazionale Palestinese nella ripresa del controllo del territorio ..... a Gaza occupata da Hamas non ci puo' stare solo la forza internazionale".

Ora questa affermazione puo' essere comprensibile alla luce della complicazione sovrumana di tutta la questione palestinese. Infatti con tutto questo trambusto Frattini si e' chiaramente dimenticato che Hamas ha vinto elezioni regolari e ha successivamente cacciato fuori l'ANP dalla striscia di Gaza dopo scontri durissimi che hanno avuto la connotazione di una mini guerra civile.
E' difficile quindi parlare di occupazione della striscia di Gaza, al limite quella ad essere occupata è la Cisgiordania, ma dall'ANP! Ma come ho scritto sopra, la questione mal si presta alle semplificazioni.

Quell'evento sono state la più grande vittoria strategica per Israele degli ultimi anni. Da quelle elezioni è nata una guerra civile che ha scavato un solco profondissimo nei palestinesi, creando i due staterelli attuali, privi di unità e di credibilità: la striscia di Gaza e la Cisgiordania.

In questo contesto, riportare i Palestinesi dell'ANP, precedentemente scacciati, in veste di ascari internazionali a Gaza, sembra veramente una pessima idea.

A meno che la sostanza del piano geniale non sia proprio questa: impegnare i Palestinesi in una logorante guerra civile, stile Iraq, fatta di autobombe ed esecuzioni sommarie, con derive sempre più estremiste e minoritarie. Con buona pace della pace.

Che cosa starà architettando il nostro immaginifico ministro?

Non lo so veramente, ma a differenza di questi non credo che esistano soluzioni semplici per una questione così complessa. In certi contesti credo sia meglio affermare con onestà di non possedere una bacchetta magica.

Per certo, il mondo non sta assistendo ad una grande operazione antiterroristica, come qualcuno, in modo semplicistico, vorrebbe far credere.
Siamo invece di fronte ad una partita abbastanza decisiva per Israele e per i Palestinesi. O meglio per Tsahal e Hamas.
L'esercito Isreaeliano cerca sul campo di riscattare il disastroso intervento nel sud del Libano del 2006, quando sicuro della propria forza si gettò impreparato in una trappola architettata da Hezbollah.
Adesso è chiaramente riuscito a convincere la dirigenza politica che può riuscire a trovare una soluzione.
L'obiettivo probabilmente e' di delegittimare del tutto Hamas, creando i presupposti per un intervento esterno volto a controllare il territorio di Gaza. L'ideale sarebbe ottenere un protettorato, cosi' da congelare le aspettative nazionalistiche e rappresentative dei palestinesi per un (bel) po'.

L'obiettivo di Hamas è esattamente opposto. Nei suoi sogni più proibiti c'è la speranza di ripetere l'exploit di Hezbollah, bloccando l'esercito Israeliano con una guerriglia feroce, continuando a lanciare razzi e continuando a controllare il territorio. Questo le permettebbe di sedersi ad un ipotetico "tavolo di pace" aprendo quindi la strada ad un riconoscimento "formale". E da qui chissà cosa ne potrebbe venir fuori, magari la possibilità di controllare o co-controllare un valico strategico come quelli di Rafah. Per certo Hamas non ha nessuna voglia di vedersi rimpiazzata o controllata da quelli dell'ANP.

Nella realtà Hamas non ha assolutamente un potere militare comparabile a quello foraggiato e ben organizzato di Hezbollah. Da parte sua Tsahal ha potuto preparare questa offensiva con calma nei mesi passati, ed è improbabile che si faccia nuovamente trovare impreparato.

Nel mezzo, tra questi due, ci sono gli abitanti di Gaza, che non hanno modo di mettersi in salvo e di fuggire. Nessuno, nonostante tutto, è disponibile ad ospitarli, neanche i "Fratelli Musulmani" vicini. E adesso che su Gaza piovono bombe, lanciano razzi, volano pallottole e girano carri armati, è strage continua.

27 lug 2008

Obama vs Mc Cain

A valle di una chiaccherata fatta oggi sul tema su quanto siano corrette oltreoceano le percezioni relative ai candidati USA, linko per merito di un post di Alessio un sito molto interessante.
Si tratta di Electoral-Vote.com , dove si vede come Obama, per ora, sia chiaramente in testa.
Ah! il sito è gestito dal Tanenbaum e scusate se è poco.

9 giu 2008

Una zaffata di Napoli...

Articolino del NY Times sui rifiuti europei. D'obbligo il raffronto tra Napoli e Amburgo con Napoli che naturalmente, non esce benissimo dal confronto.
Naturalmetne Napoli sta ad Italia intera. Qua non c'e' spazio per i distinguo.
Dall'articolo escono delle informazioni interessanti. Per esempio il fatto che l'UK sia probabilmente messa peggio dell'Italia ("U.K. as the dustbin of Europe").
Divertentissima la job description di Bertolaso "Italy’s new trash chief", a volte oltre oceano, per spiegare e' meglio semplicare alcune sottigliezze nostrane.
Altrimenti come tradurre "Commissario Straordinario All'Emergenza rifiuty"? Forse con: "Trash Emergency Temporary Deputy Supervisor?" Lasciamo stare..

Mi fanno notare dalla regia che Bertolaso è un sottosegretario ministeriale, vabbè, se qualcuno si vuole esercitare con una traduzione maccheronica, è il benvenuto.....

A propo..
Visto oggi (23/6) su Euronews
Bertolaso: Undersecretary of refuse emergency. (mah!?) Perché no allora Unterstaatssekretär Notfall-Abfälle...

1 giu 2008

Questo non lo vedrete in prima serata.

Proprio adesso che si parla in modo vago di cambiare le regole di ingaggio in Afganistan, mi è venuta voglia di cercare un filmato che avevo visto di sfuggita passare su RAI 3. Il servizio è dell'ottimo Sigfrido Ranucci.
Avevano provato a proporlo alle Iene ma dato il contenuto, era arrivato il veto alla trasmissione.
Per cui in pochi hanno avuto la possibilità di vederlo. Ed è un vero peccato.
Il filmato è stato ripreso dai nostri stessi militari e documenta alcune fasi della battaglia dei Ponti di Nassirya nell'Agosto del 2004.
Ve lo faccio vedere senza secondi fini.
Penso che questo filmato avrebbe dovuto essere guardato, rimuginato e digerito.
Da allora ho un senso di fastidio che mi accompagna tutte le volte che vedo un servizio sui nostri militari all'estero. Il fastidio che quella che viene raccontata sia una storia di comodo, pura propaganda.
Mi spiego meglio, trovo encomiabile il comportamento dei soldati italiani, sarà la complicità della telecamera ma quello che vedo sono dei militari che sotto il fuoco nemico sono attenti ad eliminare l'avversario senza lasciarsi prendere la mano.
Niente fuoco di saturazione, il tiro è sempre diretto ad un obiettivo una volta che questo è stato riconosciuto ("Luca, annichiliscilo Porcozzio!", non c'e' gente che spara a casaccio, si fa attenzione a non colpirsi vicendevolmente, e così si combatte per due giorni, continuativi.
Questo conferma il livello di addestramento, l' attenzione e la professionalità dei nostri soldati, casomai ve ne fosse bisogno.





Ma, eppure di questo non si è potuto parlare e non si parla.
Si preferisce lo stereotipo in cui i nostri vanno o sono andati (nel caso dell'Iraq) costruire ospedali e ponti e magari per questo si sono fatti anche ammazzare.
Costruendo così quel bozzetto pietistico/martirologico delle nostre missioni all'estero buono per essere spolverato tutte le volte che qualche cosa va storta.
A questo punto, mi voglio risparmiare la tirata su Nassirya, farò solo un accenno.
Dopo la strage, i mezzi di informazione (tranne alcuni quali il solito Report) si sono concentrati completamente sugli aspetti più emotivi e strazianti della vicenda, sulle vittime, sui rapporti con gli iracheni poco invece ho visto, sul fronte del capire e comprendere invece se e dove erano stati fatti errori, nella gestione della situazione.
Non so se se all'interno del nostro Esercito, al sicuro da occhi profani indiscreti, vi sia stata una riflessione sulla vicenda.
Fatto sta che quella è stata la strage peggiore di un contingente dispiegato in Iraq, sicuramente non un grande successo, qualcosa , possibilmente da evitare in futuro.
In questo contesto, però si parla di martiri.
Questo è quello che si preferisce raccontare.
La realtà nel bene e nel male è diversa. Raccontare che queste non sono missioni di guerra, è probabilmente la via più comoda.
E non per evitare la domanda etica sul ripudio della "guerra come strumento per risolvere le questioni internazionali" in questo scorcio di 21esimo secolo, ormai questa è una barzelletta.
D'altra parte un esercito ce lo abbiamo, se l'articolo 11 fosse da prendere sul serio, avremmo solamente una magra difesa territoriale, invece no, abbiamo forze militari con tutti i crismi, per quanto finanziate in modo abbastanza "magro".
Il problema, scottante che vedo, è che se la guerra come diceva von Clausewitz è solo la continuazione della politica con altri mezzi, allora qual è qua la politica che sta dietro a queste missioni?

Abbiamo una politica comune con i nostri alleati o stiamo solo facendo il nostro bravo dovere di Ascari al servizio di qualcun altro?.
Perchè siamo andati in Iraq e che ci facciamo in Afghanistan?
Ma la politica tace e preferisce raccontarci degli ospedali degli acquedotti eludendo la questione.
Tra parentesi, ma su questo vorrei documentarmi, ho sentito dire che anche la sfortunata missione dell'ARMIR,venne giustificata con motivi legati alla stabilizzazione del territorio Russo, dopo l'invasione tedesca.
Neanche loro, insomma, erano in missione di Guerra.
Certo che in questo paese non cambia mai niente.

17 feb 2008

Un caffè, una sigaretta, uno staterello....

... non lo si nega a nessuno.
Oggi si festeggia la prossima indipendenza per il Kosovo.
Alla fine per la pressione degli Stati Uniti e l'insipienza della UE si e' arrivato a questo passo ormai obbligato. Dopo naturalmente anni di protettorato e Milioni di euro profusi nell'amministrazione di quel pezzetto di balcani.
In un momento di amarezza mi viene da pensare che dopo aver regalato uno stato alla Chiesa adesso ne regaliamo un altro direttamente alla Mafia.

7 feb 2008

Terror from the deep

Ecco una storiella interessante di questi giorni.
I fatti sono avvenuti realmente e vale la pena di raccontarla solo per cogliere gli elementi di suspance e di mistero.
Il canovaccio si presta ad essere un prologo per un thriller fanta ecologista , ma andiamo con ordine ...
Da prima , il 23 Gennaio arriva la notizia che i link internet della penisola arabica sono saturi la causa viene identificata in un cavo sottomarino tagliato che ha improvvisamente ridotto la banda disponibile . Sono danni gravi , ma può capitare che una nave , arando il fondale con l'ancora, possa agganciare un cavo sottomarino e strapparlo .
Proprio per evitare questo genere di eventi le navi posacavi hanno un vero e propio aratro che trascinano sul fondale per seppellire il cavo al sicuro
Nonostante questo capita che i cavi sottomarini vengano tagliati.
E fin qui normale amministrazione, un semplice incidente.
Poi capita che anche il 30 Gennaio salti un altro cavo, seguito da un altro taglio il primo di Febbraio. Quest'ultimo connetteva Suez a Sry Lanka.
A quel punto tutto il medio oriente araba ha grossi problemi a mantenere la connettività Internet. Il Dubai, l'Arabia Saudita e l'Iran sono tagliati fuori.
E non c'e' tre senza quattro. Il 5 di Febbraio salta il quarto cavo e dopo un po' il 6 salta anche il quinto,
Mentre le prime spiegazioni dell'avvenuto riguardavano fantomatici cali di alimentazione, tempeste e altre cause, qualcuno inizia a notare come non ci siano correlazioni tra i danni ai cavi e il passaggio delle navi.
C'e' chi inizia a studiare il fenomeno e chi invece di libero sfogo alla paranoia.
C'e' chi parla di sabotaggio. Sinceramente mi sembra molto suggestivo pensare che sul fondo degli oceani ci sia qualcuno che si diverte a tagliare questi cavi invadenti. Non escluderei gli atlantidei tra i responsabili, anche se data la locazione geografica suggerirei Lemuria o Mu.
Domandina della sera, ma gli abitanti di Lemuria sono i lemuri?

Breve aggiornamento dopo un po' di tempo.
Il fatto ha interessato cosi' tanto da meritare un ariticolo su Wikipedia. Le teorie complottiste vedono nel taglio dei cavi l'effetto del confronto tra Stati Uniti e Iran. L'Iran aveva minacciato di farsi pagare il petrolio in Euro, dopo un po' i cavi iniziano a saltare...
Qualcun altro invece fa notare come sono nell'Atlantico avvengano circa 50 eventi di malfunzionamento, per cui 4 fault in un mese, non hanno un grande significato statistico.

7 dic 2007

Come truccare un'elezione

Supponiamo che siate il primo esponente di una forza di governo, diciamo di un paese un po' meno fortunato . Il vostro elettorato è composto più che altro da una manica di sicofanti e di clienti, il resto dell'elettorato vi odia, definendovi un dittatore.
Però avete un vantaggio, controllate l'apparato e questo vi è fedele.
A questo punto e' facile, a livello di seggio, spostare il risultato delle elezioni, non è neanche necessario esercitare della coercizione. Basta scommettere sulla bassa affluenza e chiedere nei seggi controllati "dai nostri" di votare per anche per quelli che non si sono fatti vedere. L'importante e' che questi votino in modo ortodosso.
Fin qua tutto bene, il problema e' che questo schema, soft e indolore, crea una correlazione tra la percentuale dei votanti e la vittoria della forza di governo. Praticamente più e' alta la percentuale dei votanti e più alta è la percentuale di vittoria della forza di chi ha imbrogliato.

Ecco, questo e' esattamente quello che deve essere accaduto in Russia.
Si possono mettere a tacere le voci e le opposizioni, ma alla fine, scava scava nei numeri e la verità viene sempre fuori.
C'e' anche un altro grafico che mostra la percentuale di schede nulle e il risultato, ma purtroppo il mio russo, per dirla cosi', non e' assolutamente adeguato a comprenderne il significato. Invito chi si volesse cimentare, a postare qua sotto una traduzione.

3 dic 2007

A volte il mondo ti stupisce..

Stamattina due news veloci mi anno fatto dato la percezione di come le cose non vadano sempre in modo scontato.
Si aspettavano i risultati di due consultazioni che vedono per protagonisti due "uomini forti" della scena politica estera.
Innanzitutto, le elezioni Russe hanno dato a Putin un plebiscito molto superiore alle aspettative .
I favori si sono attestati al 60%. Si potrebbe coniare il termine maggioranza Russa. La vittoria è schiacciante e le forze di Russia Unita, con la maggioranza assoluta, si muoveranno a questo punto per emendare la costituzione. Il problema , se di problema si vuol parlare, e' che questa stravittoria, ha creato un po' di imbarazzo al Cremlino. Usa, UE e OCSE si sono subito chieste se queste elezioni si siano svolte regolarmente. Sarkozy invece si è subito congratulato, si vede che l'esperienza dello sciopero ad oltranza dei ferrotramvieri Francesi non gli ha migliorato il carattere.
Chavez , il Caudillo Venezuelano, il populista amico di Bertinotti e di Castro, ha fatto retromarcia sulla modifica costituzionale per cui si era battuto. Ha perso per un 0,7 % di consensi e ha dovuto riconoscere (lui!) che in democrazia a volte le cose non vanno come si vorrebbe.
Per ora questa modifica costituzionale, che gli avrebbe garantito di ricandidarsi ad libitum, non si farà.

25 nov 2007

Sull'orlo del baratro...

Proprio mentre dall'Afghanistan arrivano notizie non proprio tranquillizzanti, dall'Iraq, invece, sembra rallentare l'ecatombe di Iracheni a cui ci eravamo , ahimè , assuefatti.
Incredibile, ma per una volta, con l'idea della "Surge" , i consiglieri di W. Bush ne hanno azzeccata una. I maligni suggerirebbero: "forse perchè l'idea originale non era loro ma proveniva degli ambienti militari".
Comunque sia andata, la "Surge", l'iniziativa militare per aumentare il controllo del territorio, rallentare gli attentati e innescare un circolo virtuoso, sembra aver avuto successo.
Lo hanno detto quasi subito i militari e adesso, dopo sette mesi lo ammette anche una fonte non tenerissima nei confronti dell'amministrazione, lo dice lo Washington Post, (Iraq: segnali di speranza..) di tendenza decisamente Liberal e difficilmente influenzabile dalla propaganda governativa e anche il NY Times.
Per carità , per le strade di Bagdad la gente continua a morire con la facilità delle mosche, ma non si assiste più all'escalation terrificante degli ultimi mesi con centinaia di morti al giorno.
Sembra che spinto il paese sull'orlo del baratro, le forze l'Irachene stesse abbiano deciso di fermarsi. I sunniti hanno compreso che Al Qaeda è un pericolo anche per loro, gli Sciiti hanno iniziato a riconoscere gli errori compiuti in passato e a guardere con occhio più critico la loro intransigenza, e i Curdi hanno iniziato a capire che forse c'e' posto anche per loro in Iraq.
In compenso mentre l'Iraq sembra essere aver imboccato un percorso di lenta normalizzazione, l'Afghanistan e', a detta dei più , perduto. Non ci si chiede se Kabul cadrà, ma quando ? nel 2009 o già nel 2008?

17 set 2007

S'io fossi...

S'io fossi il fondatore di una famosa organizzazione internazionale parlerei di quello che so.
S'io fossi il ministro degli esteri di una potenza nucleare, starei molto attento a quello che dico.
S'io avessi a cuore la necessità di evitare guerre, non stimolerei con dichiarazioni, regimi illiberali che aspettano solo un conflitto per schiacciare l'opposizione.
S'io fossi Bernard Koucher, tra i fondatori benemeriti di Medici senza Frontiere, eviterei di fare dichiarazioni simili...
Ma tanto non lo sono..
Comunque e' scoppiato un bel casino, lui probabilmente voleva fare delle dichiarazioni generiche per sensibilizzare l'opinione pubblica. Ma ha scoperto, suo malgrado, che , nel ruolo che ha, qualunque dichiarazione non viene presa a cuor leggero.
Il giorno dopo a Theran si parlava di 600 missili puntati verso Israele.
Qualcuno ha mica voglia di fare un "s'io fossi.. " nei panni del ministro degli esteri Israeliano?

Confesso, questo post e' stato fatto dal futuro. E' il 22 Settembre, ma giuro che tutti i contenuti li ho pensati il 17.

16 set 2007

Passaggi a Nord Ovest

Per la prima volta nella storia il passaggio a nord ovest e' aperto. Questa estate e ghiacci del circolo polare artico si sono sciolti fino a liberare un tratto di mare tra la banchisa e le coste continentali.
La conferma arriva dall'ESA e temo che tutto questo non farà che scaldare la corsa per l'artico gia' in atto.
Al di tutto questo, non riesco a sposare le certezze granitiche di chi vede nell'uomo l'unico responsabile dell'innalzamento della temperatura globale.
Certezze come quelle del nostro ministro Pecoraro Scanio che credo si immagini una cappa di gas serra che stazionando perennemente sopra il nostro paese sia la causa di questi innalzamenti di temperatura mirabolanti.

11 ago 2007

Prove di guerra fredda?

In questa sonnolenta pausa estiva le notizie che arrivano dal resto del mondo non sono per niente tranquillizzanti.
Da una parte si sta scatenando una corsa alle rivendicazioni territoriali sul polo nord, corsa che vede tra i sui protagonisti, Canada, Stati Uniti, Russia e Danimarca. I Russi in grande pompa hanno attrezzato uno sbarco sottomarino sul punto piu' a nord della terra, inseguiti subito a livello di intenti dai Canadesi che stanno cercando di anticipare i Danesi.
I Russi non contenti dell'espansione a Nord, stanno punzecchiando i propri vicini un po' in tutte le direzioni, sconfinano vicino a Guam, butta una bomba che non esplode in Georgia nel Caucaso, e un mesetto fa in Gran Bretagna lo stesso tipo di bombardieri e' stato pizzicato da alcuni Tornado della RAF.
Visto da fuori tutta questa attività non puo' essere causale, qua i complottisti avranno vita facile con le loro illazioni.
Chissà che cosa bolle effettivamente in pentola...

1 lug 2007

News dal Cairo

Una bambina egiziana Badour Shaker e' morta recentementein una clinica clandestina al Cairo per l'anestesia preparatoria ad un intervento di mutilazione genitale femminile. FoxNews parla di questa notizia. In Egitto la cosa messo sotto pressione autorità mediche e religiose affinche questi interventi vengano messi definitivamente fuori legge.
Per ora si è messo in movimento il ministero della Sanità proibendo questo genere di interventi.
Al di la di tutto legge o no, un cosa importante di questo fatto è come, quella cosa che noi in Occidente chiamiamo "la società civile" si sia mobilitata per condannare e far si che simili atti non si ripetano più. Il movimento è stato così radicale che molte autorità religiose si sono messe anche loro a condannare la pratica della mutilazione.
Stranamente nessuno in Italia ne ha parlato. O almeno non ho trovato news (mi dicono che la Bonino lo ha detto, ma si sa la Bonino sa tutto.... ).
Temo che lo scarso risalto dato a questa notizia è che non conforta una certa visione stereotipale del mondo che i nostri giornalisti trovano confortante, ma questa e' una mia idea.
Personalmente trovo invece confortante constatare come anche nel nostro illuminato mondo Occidentale la madre degli imbecilli sia sempre incinta.

6 mag 2007

Sarko no, Sarkozy!

Alla fine ha vinto il candidato neo gaullista.
Nonostante questo, non credo che la Segolene abbia fatto una cattiva campagna. Anzi. La vittoria di misura 53 contro 47 e spiccioli, sta li a dimostrarlo. Non credo neanche che la Segolene abbia perso, come scrivono alcuni giornali stamattina per misoginia.
Credo invece che i Socialisti francesi abbiano peccato di Hybris, di orgoglio.Hanno creduto, pur partendo svantaggiati, di riuscire a vincere questa corsa da soli. Hanno creato cosi’ i presupposti per questa una sconfitta di misura. Il balletto con Bairou visto al termine della campagna e’ li a dimostrarlo.
Probabilmente., se invece di correre da soli avessero chiuso subito un accordo con il centrista, forse quel 3% di differenza adesso potrebbe pendere dalla loro parte, dando alla Royal il mandato che meritava di ottenere. Comunque, non se ne dolgano le donne di questa sconfitta. Ritengo che una Merkel continui a valere quanto tre Segolene. Per la Royal vedremo se riuscirà a sopravvivere alle lotte intestine che si stanno consumando, dopo la sconfitta, in seno ai socialisti.
Alla prossima...

4 mag 2007

E' ufficiale....

Non se ne può più. Ieri l'altro sera "Otto e mezzo" sulla sette, puntata dedicata allo scontro Sarko Segoléne. La mattina su RaiNews 24 idem, servizi a non finire. Il secondo servizio del tiggi nazionale: stesso argomento.
E' ufficiale, non ne posso più. Non comprendo assolutamente la fascinazione che hanno i nostri giornalisti per questo confronto.
Il fatto, per esempio, chen el paese piu' importante d'Europa (la Germania) il cancelliere sia una donna, la Merkel, politico indubbiamente abile con un passato professionale e umano interessate; il fatto che tutto questo abbia avuto una rilevanza assai minore rispetto alla risonanza che si da alle vicende Francesi, ecco, tutto questo mi irrita.

Mi irrita e mi fa pensare che non vi sia obiettività nella selezione delle notizie.

Vicende che vedono questi due candidati, a mio avviso, abbastanza opachi, abbastanza di cartapesta e per finire, entrambi poco credibili.
Mi sembra improbabile che qualcuno oltralpe riesca ad appassionarsi a questo confronto.
Eppure alla fine è cosi', i candidati sono articifiali in modo improbabile, ma rappresentano proprio quelle genere di caricature di persone con un certo appeal televisivo che probabilmente piace a chi fa un certo genere di giornalismo. E quindi, vai con la grancassa e la massima rilevanza a tutto quello che accade.
Stamattina: "Bairou non voterà per Sarko". Grande notizia. E noi qua a chiederci allora: "Ma cosa farà allora? Votera' per Segolene? Se ne andrà al mare? Suspence.."
Vi confesso, rimango freddo...
Avvenuto anche il dibattito televisivo, restano solo un pugno di giorni prima del ballottaggio.
Ancora un po' e sarà finita, la Francia avrà un nuovo presidente, e noi, avremo altri fatti irrilevanti di cui occuparci.