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6 mar 2010

Non capisco.

Mi chiedo se ad essere escluse fossero state le liste di partiti minori ci sarebbe stata questa confusione, questo sollevarsi di lamenti in nome della democrazia. Si, va bene sono state escluse liste che raccolgo circa il 30%- 40% dei voti (sicuramente non il 60%), e pappapero pappappa' il diritto alla democrazia.
Come se il valore della scelta democratica fosse di scegliere un nome in barba a qualunque regola democraticamente stabilita.
Come elettore vorrei poter scegliere tra candidati in grado di guidare una regione e viene da chiedersi come certe compagini che non riescono a presentare una lista in tempo o che scendono ai dubbi mezzi di falsificare le firme, possano con serenità guidare la prima o la quarta regione Italiana.
Non è democratico votare senza di loro? Invece deve essere molto democratico, infilare a forza gli esclusi unicamente perché appartenenti alla compagine di governo. Tutti poi a gridare al complotto rosso o radicale. Un po' di onesta intellettuale per chiamare i buffoni "buffoni" non avrebbe guastato.
E comunque, bene, il partito degli azzeccagarbugli ha vinto un'altra volta. Non c'è nessuna regola che non si possa mettere a posto per tempo. Finché le leggi erano ad personam si poteva credere che fossero necessarie unicamente per far si che il danno legato allo stato giuridico di Berlusconi non trascinasse al disastro il governo intero della Repubblica.
Ma adesso è chiaro qual'e' la visione del governo: Non c'e' nessun problema legale, degli amici o dei sodali degli amici, che non possa essere messo a posto e risolto con qualche ritocco ad hoc.
La legge, le regole, non hanno alcun valore in se, alla fine sono unicamente dei trucchi messi su per far si che chi ha una posizione di vantaggio possa mantenerla, no? Almeno questo è l'unico insegnamento che riesco a percepire da questa storia.

10 set 2009

Incontrate anche voi il nuovo leader della sinistra.

Ho appena finito di ascoltare il discorso di Fini trasmesso da RAI News 24. Questi si è tolto una serie di sassolini dalle scarpe, ha dato del massone all' onorevole B., ha parlato di laicità dello stato, protezione per gli immigrati, sperequazione e corretta gestione delle differenze territoriali. Poi ha denunciato l'idiozia delle ronde padane, la situazione della scuola, la situazione miserrima degli anziani e delle fasce svantaggiate.
Ho pensato che era tanto che non sentivo un politico fare un bel discorso così filato, se fossi stato presente avrei applaudito più volte. Non un accenno a identità nazionali, ordine, fu regime, "aiutiamoli a casa loro", antiamericanismo, o altre cose storicamente tipiche della nostra destra.

Tutto coerente, senza se e senza ma, poi mi sono accorto che era proprio Fini a parlare, che non stavo sognando, e allora con un brivido ho cambiato canale.

29 mar 2009

Il tassello mancante.

A chi ha dei dubbi su quale spirito animi la Lega Nord posso segnalare questo bel video , in cui è ripreso, sua insaputa si noti bene, quel moderato di Borghezio.

Il video proviene d'oltralpe e i contenuti sono abbastanza agghiaccianti. Ma, si sa, i Francesi sono gli ultimi Comunisti d'Europa e quindi vivono questo genere di cose come un segno dell'approssimarsi della fine dei giorni.
Al contrari,o in Italia, probabilmente nessuno si sarebbe sconvolto.


Ora, forse appartenete anche voi al gruppo di quelli che hanno avuto sempre dei dubbi o delle perplessità relativamente al vero spirito che anima la lega.
Personalmente ho trovato sempre molto inquietante la distanza tra differenti esternazioni/manifestazioni della Lega Nord. In particolare, tra quello che era propagandato in TV e quello che si vedeva alle manifestazioni di piazza, oppure confrontando quello che leggevi sui manifesti elettorali di quartiere con il contenuto delle interviste riportate dai quotidiani.
Il tutto mi ha sempre odorato di proverbiale e trinariciutica (mi si passi il termine) doppiezza.

Nominalmente la Lega propaganda istanze di questo tipo:
  • Indipendenza e maggior autonomia dal governo centrale.
  • Maggiore equità fiscale.
  • Maggior vicinanza alle necessità del territorio e trasparenza nell'amministrazione delle città.
  • Si all'immigrazione, purché tutelata con quote. No al mercato del lavoro orientato al ribasso, al mercato delle vacche, delle braccia e allo sfruttamento indiscriminato.
  • No alla globalizzazione, si alla localizzazione.
  • No al degrado delle città e delle periferie.
Insomma a guardarle, sono delle istanze tutto sommato, accettabili, condivisibili. Anzi ce ne sono pure troppe. Un elettorato moderato non ha problemi i riconoscersi in esse e in soconda battuta a votare i candidati.
Insomma, ho persone tra i miei conoscenti, che sono elettori della Lega; questi affermano con tranquilità che non c'è da preoccuparsi.
La Lega vuole solo tutelare il territorio, vuole portare concretezza nelle amministrazioni, ripulire le città, aiutare i cittadini e gli stessi irregolari, che sfruttati e ignorati vivono in condizioni disumane in Italia.
Anzi, si teorizza che questa sia l'unica forza politica in grado di dare una risposta agli strati più deboli della popolazione, spaventati dai problemi del degrado e dell'immigrazione.
Insomma l'idea che alla fine traspare da questi discorsi è che meno male che c'è la Lega a portare avanti certe istanze sull'agenda della discussione politica, altrimenti questo paese se ne andrebbe tranquillamente verso una guerra civile.
Guarda, mi dicono, la Lega propone di fare in Italia esattamente quelle cose che in altre parti d'Europa tutti gli altri stanno già facendo. Paesi liberali , tali e quali al nostro, come la Germania, l'Austria, la Svizzera.
Insomma la Lega non è niente di virulento e ha una radicazione nel territorio formidabile.

Si, forse è vero, annuivo.
Però, però , pensavo tra me, che tutto questo bello scenario moderato, continuava a non spiegare alcuni fenomeni: i "Bastoni contro l'immigrazione", la guardia nazionale padana, le ronde, la voglia di prendere le impronte digitali ai ROM, i Celti, le riserve indiane, il disprezzo e la paura strisciante per i diversi, il desiderio di creare un nemico pubblico a tutti i costi: Prima gli Albanesi, poi i nordafricani (Arabi),poi i Cinesi, e infine i Romeni.

Insomma c'è di più. C'è la tattica, la strategia, l'ideologia, la geopolitica, fino a Gianfranco Miglio.

Mi si diceva che queste erano tendenze e idee minoritarie, che poi si sarebbero stemperate col tempo e con la permanenza al governo.
O no?
Ecco a questo punto il post e' dedicato a te, oh elettore moderato della Lega, lo so che esisti e che non sei un ossimoro, si tu, sto scrivendo proprio a te!
Lo so che esisti, lo so che gli xenofobi e i razzisti sono solo una minoranza dell'elettorato leghista e che senza di te il Caroccio non sarebbe che un fenomeno marginale.

Tu che gli hai votati perché le città sono insicure e volevi un po' più di tranquillità dopo che una banda di ragazzetti ROM ti ha rubacchiato in casa.
Tu che mandi i figli a catechismo, ma senti che il crocifisso in tribunale e a scuola forse è un po' fuori posto.
Tu che ha il cognato di Catanzaro, ma che al bar scherzi con gli amici sul rimandare i terroni a casa loro, perché alla fine rimandare i terroni a casa, credi sia solo una rodomontata o uno scherzo e tale debba rimanere.
Tu che sorridi all'idea della Guardia Nazionale Padana e alla sua emanazione pubblicamente finanziata: Le ronde. In fondo, pensi, che ci sia molto di simbolico e poco di concreto in certe attività.
Tu che all'idea che anche i medici denunzino i clandestini, ti rendi anche conto di quali effetti collaterali possa generare un provvedimento simile.

Ecco, elettore moderato della lega, dopo aver visto il video di Borghezio, non ti viene da pensare che questi qua pur di andare al potere ti abbiano fottuto, strumentalizzando le tue paure e avendo in mente un'agenda ben diversa da quello che tu immagini?

2 mar 2009

Non è ver che sia la laicità.

Ho potuto vedere Franceschini qualche sera fa mentre era ospite di Fazio, al consueto "Che tempo che fa".
Fazio ha domandato più o meno come la mettesse con la difesa della "Laicità dello stato" e devo dire che la risposta dell'attuale Leader del PD non mi ha propriamente soddisfatto.
Questa è stata più o meno:"La laicità dello stato è sempre garantita. Naturalmente si garantisce anche la libertà di coscienza di ogni singolo parlamentare."
"Ah!", ho fatto.
Ecco quello è stato un momento epifanico.
Quindi, ho pensato: ma vedi tu, la difesa della laicità dello stato è garantita a meno che che non conflitti con altri principi etici che in quel momento il parlamentare può più ritenere prioritari.
Bella fregatura.
Per esempio, altri diritti che mi vengono in mente, cosi' in ordine sparso: Il diritto alla vita del feto, le pari opportunità offerte agli embrioni, il diritto del corpo di sopravvivere alla morte del proprio animo, e altri diritti di cui adesso non sospettiamo neanche l'esistenza.
Questi "diritti" enunciati qua sopra, a mio avviso, tendono tutti a limitare la liberà di scelta e di autodeterminazione dell'individuo, in tutela di un non ben identificato diritto "in potenza" alla vita di qualche cos'altro.
E quindi mi sono chiesto: che caspita voglia dire "laicità dello stato?".
Che che impatti ha questo principio etico con il programma in solido di questo partito?
Cosa si propone di fare una forza politica che lo propugna?
Forse che lo stato non finanzierà l'insegnamento della religione nella scuola dell'obbligo? Che non sarà finanziata con le tasse in modo preferenziale la religione maggioritaria? Che non si faranno discriminazioni sui simboli religiosi esposti negli edifici di culto? Che non si proibiranno le manifestazioni pubbliche tenute da esponenti di una religione minoritaria nei pressi degli edifici di quella maggioritaria?

Ma ho come l'impressione che questi temi non siano sull'agenda politica di nessuno, e a questo punto mi chiedo: Ma qual e' il valore del dire "Io supporto la laicità dello stato"? Sono sicuro che con questi termini di distinguo sulla libertà di coscienza, anche l'UDC si direbbe disponibile a supportare la laicità dello stato. Anzi credo che in Italia, in tutto l'arco costituzionale, non ci siano partiti dichiaratamente confessionali. Per ora.
Non è che ormai dell concetto della "laicità dello stato" non è rimasto altro che un vuoto slogan? Una foglia di fico per coprire un'insieme di visioni che non hanno un'identità convergente.
Un concetto ormai vuoto e forse fuori dal tempo e da un'agenda politica ragionevole?

Comunque tornando a noi e a Franceschini, a questo punto posso dire che:
1) A me della Laicità dello stato come la intendono questi non me ne frega assolutamente un baffo.
2) Datemi un partito che si impegni sia sui temi di solidarietà sociale che su quelli del diritto all'autodeterminazione dell'individuo e che rifugga da artificiose e sterili etiche pro-vita e allora potrebbe anche interessarmi l' andarlo a votare.

In questo caso, però, deve garantirmi in qualche modo che il mio mandato non venga sovvertito nel nome della libertà di coscienza del parlamentare. Se il mio voto serve ad eleggere un rappresentate, voglio che questo si senta vincolato al mio mandato e che non decida lui, secondo coscienza, proprio quando il tema si fa "scottante". Che valore avrebbe il voto, no?

Altrimenti risparmiate pure il fiato e non fatevi vedere in prima serata.
Grazie.
(editato 8 volte dalla prima pubblicazione, adesso ha una forma presentabile che inzia ad assomigliare a quella cosa che avevo in mente)