Scherzi a parte. La ragione del titolo è che in questo post avrei potuto infilare una serie di "Lo sapevate che.." del tipo: "Lo sapevate che in Africa i cellulari sono utilizzati come borsellini?
Il tutto per segnalare questo bell'articolo del New Scientist: "L'antropologo del cellulare".
L'articolo, per quanto breve, è estremamente interessante.
Per quanto l'articolo sia relativo al fenomeno dell'uso del cellulare, dal punto di vista "antropologico", il fenomeno analizzato è tutti i giorni sotto i nostri occhi. Ma forse non siamo così pronti a notarlo.
Nelle società collettiviste, il cellulare viene frequentemente personalizzato dal proprio possessore e serve a ribadisce la personalità della singola identità.
Nelle opulenti società occidentali, il cellulare denota invece il proprio status sociale. In Africa invece, in paesi che non hanno un rete telefonica fissa, è uno strumento base di sopravvivenza. Viene personalizzato per supportare 2 o più SIM, così da poter utilizzare il piano tariffario più conveniente, questo capita in Uganda. Le persone la stanno molto attente anche ai centesimi della valuta locale, e chiamano i loro contatti direttamente con l'operatore di appartenza. E' come se qua in Italia ci proccupassimo di mettere la SIM di Wind per chiamare i nostri amici di Wind o e passassimo a quella TIM quando dobbiamo chiamare un abbonato TIM.
In altri paesi, sempre dell'Africa, il cellurare viene invece usato come un borsellino per trasferire soldi da un villaggio all'altro. La le banche non ci sono e a questo punto non servono, basta un centro ricarica.
Vi lascio all'articolo, ma oltre alle considerazioni sull'inventiva e la fantasia che la razza umana dimostra su questo pianetino, trovo interessante la conferma di un concetto: il cellulare è la quint'essenza della tecnologia ibridante. L'oggetto tecnologico, da essere uno strumento esterno al corpo, un utensile, diventa alla fine una parte del se.
24 giu 2008
22 giu 2008
Frankly, My Dear, I Dont Give A Damn!
Via Col Vento è un classico eterno. Una di quelle cose che ti permettono di comprendere il ventesimo secolo, un bel fumettone, diciamocelo pure!
Un bel fumettone denso di accenni a contenuti ben più impegnativi della semplice storia sentimentale, la schiavitù, la tragedia della guerra, il paternalismo terriero.
Tante belle cose, ognuna delle quali, meriterebbe un film intero di approfondimento.
Ecco, in tutto questo, quello che dice la voce fuori campo dopo la dipartita di Rhett: "Tara, torna alla terra, dalla terra troverai forza.." (Vado a braccio) .
Ecco questo consiglio, dopo un matrimonio, un figlio e un marito (se non erro) morti, una guerra civile, la dipartita di genitori e di amici.
Dopo tutto questo, dicevo , il bel consiglio sul fatto che la terra è per sempre, mi è sempre sembrato "debole".
Voglio dire, una persona perde tutto e il consiglio è: visto che ti è rimasta la terra, datti alla terra.
Personalmente non comprendo il valore salvifico e morale della terra.
Deve trattarsi allora di un consiglio del tipo : se la vita ti ha dato dei limoni, è meglio se ti metti a fare delle limonate.
Cioè se alla Rossella fosse rimasto un sacchetto di diamanti grezzi, avremmo avuto la frase "Diamonds are a girl's best friend?".
Insomma il consiglio di tornare alla terra perché la terra è sicura, suona un po' da agente immobiliare e non mi ha mai convinto. Alla luce di tutto quello che accade nel film, con gli sconvolgimenti narrati, mi è sempre sembrata una via d'uscita debole.
Comunque la frase finale:"Domani è un altro giorno", nella sua abbagliante semplicità, redime tutto il resto.
20 giu 2008
Ma... qualcuno ha una corda?
Ma la cordata per salvare Alitalia che fine ha fatto? Con mezzo paese impegnato a discutere dell'ennesimo decreto, la cordata dei volenterosi è sparita dai radar, ammesso che ci sia mai stata. Per certo non se ne parla più.
Se qualcuno ha aderenze con Silvio gli dia una voce per favore. Qua sono circa 200 Mega euro al giorno, mica avrà intenzione di lasciarci il conto da pagare?
Help! Investitori e venture capitalist pieni di soldi e con un senso del pericolo alterato cercansi disperatamente!
Se qualcuno ha aderenze con Silvio gli dia una voce per favore. Qua sono circa 200 Mega euro al giorno, mica avrà intenzione di lasciarci il conto da pagare?
Help! Investitori e venture capitalist pieni di soldi e con un senso del pericolo alterato cercansi disperatamente!
10 giu 2008
Rising Gas Prices Finally Kill The Once-Mighty SUV
Good news da Wired? Le vendite dei SUV sono in caduta libera. Con i prezzi dei carburanti in salita ci si consola con questo.
Detto tra noi, questa è una questa situazione che si poteva anche anticipare, eppure sembra che sulle auto si sia perso il senso comune.
Per esempio questo bell'articolo preso da BBC News, dice delle cose molto sensate. Cose del tipo che basta togliere peso alle auto per aumentare enormemente l'efficienza energetica. Ridurre la cilindrata e ridurre tout court il costo e l'energia di produzione.
Quindi il futuro è nelle auto piccole ed efficienti.
Tutto questo, come ben sappiamo, è ragionevole ma assolutamente fuori dalla realtà. Non è così che funziona il mondo.
I consumatori comprano auto sempre più costose, pesanti e zeppe di gadget tecnologici. Così va il mondo. Le auto sono più o meno simili a quelle di 30 anni fa, ma sono letterealmente imbottite di gadget e migliorie tecnologiche. Hanno tutte a bordo roba come airbag, stereo, alzacristalli elettrici, condizionatori, servo sterzo, servo freno, tv al plasma e cosi' via.
La gente, per esempio, i consumatori, comprano i SUV non tanto perchè le case automobilistiche li producano , ma perchè vuole comprarli.
Perchè muore dalla voglia di comprarli.
Muore dalla voglia di comprare auto che rafforzino la loro autostima, che riflettano il loro posto nella società, che diano sicurezza alla propria fragile personalità, delle auto insomma nate per essere delle stampelle psicologiche.
Non inizierà sicuramente a comprare auto efficienti per un aumento di consapevolezza. Lo farà solamente con la canna di una pistola, economica se volete, puntata alle tempie.
Quindi se è così che che deve andare ben venga la benzina e il gasolio a 3 eu al litro. L'ambiente, ne avrà da guadagnare.
Poi detto tra noi, tutto quest'odio nei confronti dei SUV non lo capisco molto. Ho l'impressione che nasconda alla base un sottofondo moralistico. Voglio dire, giornalmente vedo veicoli commerciali che se ne vanno a giro con gli iniettori sporchi, con i freni in pessime condizioni e con autisti che guidano come autisti protagonisti di una certa canzone di De Gregori ("Adelante adelante ..").
Inquinano come ossessi, fanno incidenti, eppure nessuno tuona contro questo flagello.
Ho l'impressione insomma che si attacchino invece i SUV per condannare un certo modello di consumi e forse di spensieratezza economica. E non per una serie di motivi precisi.
C'e' un antropologia del guidatore del SUV, ma ne esiste anche una opposta del detrattore di SUV e del fustigatore dei costumi.
Lungi da me l'idea di far parte di questo ultimo gruppo.
Personalmente se qualcuno non ha meglio da fare che bruciarsi dai 40k euro in su un auto lenta e pesante, con consumi da blindato, per me lo può anche fare.
Forse si tratta di una moda passeggera, che sarà guardata con curiosità dai nostri nipoti. D'altra parte chi non ha mai guardato un auto degli anni '70 chiedendosi come facessero ad andare a giro con quegli affari. Io me lo chiedo tutte le volte che incrocio una 500 fiat vecchia maniera.
Mistero, c'e' chi si compra il SUV e chi si ostina ad andare a giro con un trabiccolo simile. Non voglio sapere che cosa mettono dentro il serbatoio per farla muovere.
Comunque il genere umano è interessante perchè vario.
Tornando alla crisi del mercato dei SUV, chissà se tra qualche anno le nostre strade saranno nuovamente invase da costosissimi SUV ibridi invece che da efficienti C1.
Dovessi scommettere credo che la flessione sarà passeggera e che i consumatori torneranno a comprare SUV appena le aziende automobilistiche glielo permetteranno, abbassandone con vari accorgimenti tecnologici il consumo.
Chi compra un SUV sicuramente guadagnerà qualche cosa in sicurezza passiva nel caso di un frontale con una pericolosa 500 Fiat. D'altra parte i SUV, come i miei 4 affezionati lettori sapranno, non hanno la scocca a deformazione progressiva come le auto filistee che guidano i comuni mortali. Per questo possono aver la meglio in uno scontro con un altra auto, ma sconsiglierei confronti con pali, alberi e muretti, dato il peso e il baricentro, sconsiglierei anche le sterzate brusche, la manovra dell'alce e le scommesse sugli spazi di arresto.
Ma che volete, non si puo' mica avere tutto, no?
Detto tra noi, questa è una questa situazione che si poteva anche anticipare, eppure sembra che sulle auto si sia perso il senso comune.
Per esempio questo bell'articolo preso da BBC News, dice delle cose molto sensate. Cose del tipo che basta togliere peso alle auto per aumentare enormemente l'efficienza energetica. Ridurre la cilindrata e ridurre tout court il costo e l'energia di produzione.
Quindi il futuro è nelle auto piccole ed efficienti.
Tutto questo, come ben sappiamo, è ragionevole ma assolutamente fuori dalla realtà. Non è così che funziona il mondo.
I consumatori comprano auto sempre più costose, pesanti e zeppe di gadget tecnologici. Così va il mondo. Le auto sono più o meno simili a quelle di 30 anni fa, ma sono letterealmente imbottite di gadget e migliorie tecnologiche. Hanno tutte a bordo roba come airbag, stereo, alzacristalli elettrici, condizionatori, servo sterzo, servo freno, tv al plasma e cosi' via.
La gente, per esempio, i consumatori, comprano i SUV non tanto perchè le case automobilistiche li producano , ma perchè vuole comprarli.
Perchè muore dalla voglia di comprarli.
Muore dalla voglia di comprare auto che rafforzino la loro autostima, che riflettano il loro posto nella società, che diano sicurezza alla propria fragile personalità, delle auto insomma nate per essere delle stampelle psicologiche.
Non inizierà sicuramente a comprare auto efficienti per un aumento di consapevolezza. Lo farà solamente con la canna di una pistola, economica se volete, puntata alle tempie.
Quindi se è così che che deve andare ben venga la benzina e il gasolio a 3 eu al litro. L'ambiente, ne avrà da guadagnare.
Poi detto tra noi, tutto quest'odio nei confronti dei SUV non lo capisco molto. Ho l'impressione che nasconda alla base un sottofondo moralistico. Voglio dire, giornalmente vedo veicoli commerciali che se ne vanno a giro con gli iniettori sporchi, con i freni in pessime condizioni e con autisti che guidano come autisti protagonisti di una certa canzone di De Gregori ("Adelante adelante ..").
Inquinano come ossessi, fanno incidenti, eppure nessuno tuona contro questo flagello.
Ho l'impressione insomma che si attacchino invece i SUV per condannare un certo modello di consumi e forse di spensieratezza economica. E non per una serie di motivi precisi.
C'e' un antropologia del guidatore del SUV, ma ne esiste anche una opposta del detrattore di SUV e del fustigatore dei costumi.
Lungi da me l'idea di far parte di questo ultimo gruppo.
Personalmente se qualcuno non ha meglio da fare che bruciarsi dai 40k euro in su un auto lenta e pesante, con consumi da blindato, per me lo può anche fare.
Forse si tratta di una moda passeggera, che sarà guardata con curiosità dai nostri nipoti. D'altra parte chi non ha mai guardato un auto degli anni '70 chiedendosi come facessero ad andare a giro con quegli affari. Io me lo chiedo tutte le volte che incrocio una 500 fiat vecchia maniera.
Mistero, c'e' chi si compra il SUV e chi si ostina ad andare a giro con un trabiccolo simile. Non voglio sapere che cosa mettono dentro il serbatoio per farla muovere.
Comunque il genere umano è interessante perchè vario.
Tornando alla crisi del mercato dei SUV, chissà se tra qualche anno le nostre strade saranno nuovamente invase da costosissimi SUV ibridi invece che da efficienti C1.
Dovessi scommettere credo che la flessione sarà passeggera e che i consumatori torneranno a comprare SUV appena le aziende automobilistiche glielo permetteranno, abbassandone con vari accorgimenti tecnologici il consumo.
Chi compra un SUV sicuramente guadagnerà qualche cosa in sicurezza passiva nel caso di un frontale con una pericolosa 500 Fiat. D'altra parte i SUV, come i miei 4 affezionati lettori sapranno, non hanno la scocca a deformazione progressiva come le auto filistee che guidano i comuni mortali. Per questo possono aver la meglio in uno scontro con un altra auto, ma sconsiglierei confronti con pali, alberi e muretti, dato il peso e il baricentro, sconsiglierei anche le sterzate brusche, la manovra dell'alce e le scommesse sugli spazi di arresto.
Ma che volete, non si puo' mica avere tutto, no?
9 giu 2008
Una zaffata di Napoli...
Articolino del NY Times sui rifiuti europei. D'obbligo il raffronto tra Napoli e Amburgo con Napoli che naturalmente, non esce benissimo dal confronto.
Naturalmetne Napoli sta ad Italia intera. Qua non c'e' spazio per i distinguo.
Dall'articolo escono delle informazioni interessanti. Per esempio il fatto che l'UK sia probabilmente messa peggio dell'Italia ("U.K. as the dustbin of Europe").
Divertentissima la job description di Bertolaso "Italy’s new trash chief", a volte oltre oceano, per spiegare e' meglio semplicare alcune sottigliezze nostrane.
Altrimenti come tradurre "Commissario Straordinario All'Emergenza rifiuty"? Forse con: "Trash Emergency Temporary Deputy Supervisor?" Lasciamo stare..
Mi fanno notare dalla regia che Bertolaso è un sottosegretario ministeriale, vabbè, se qualcuno si vuole esercitare con una traduzione maccheronica, è il benvenuto.....
A propo..
Visto oggi (23/6) su Euronews
Bertolaso: Undersecretary of refuse emergency. (mah!?) Perché no allora Unterstaatssekretär Notfall-Abfälle...
Naturalmetne Napoli sta ad Italia intera. Qua non c'e' spazio per i distinguo.
Dall'articolo escono delle informazioni interessanti. Per esempio il fatto che l'UK sia probabilmente messa peggio dell'Italia ("U.K. as the dustbin of Europe").
Divertentissima la job description di Bertolaso "Italy’s new trash chief", a volte oltre oceano, per spiegare e' meglio semplicare alcune sottigliezze nostrane.
Altrimenti come tradurre "Commissario Straordinario All'Emergenza rifiuty"? Forse con: "Trash Emergency Temporary Deputy Supervisor?" Lasciamo stare..
Mi fanno notare dalla regia che Bertolaso è un sottosegretario ministeriale, vabbè, se qualcuno si vuole esercitare con una traduzione maccheronica, è il benvenuto.....
A propo..
Visto oggi (23/6) su Euronews
Bertolaso: Undersecretary of refuse emergency. (mah!?) Perché no allora Unterstaatssekretär Notfall-Abfälle...
5 giu 2008
I saved the world today
Guardate il volto di quest'uomo a sinistra. Guardatelo bene.Quest'uomo si chiama Stanislav Petrov e ha salvato il mondo.
Se qualcuno volesse sapere che volto ha un eroe eccolo qua.
Questi i fatti.
Nel 1983 i rapporti tra USA e USSR non andavano un granchè bene.
Un jumbo koreano con 269 persone a bordo, colpevole di essere fuori rotta sulla penisola di Sakhalin viene abbattuto dai caccia Sovietici. Non vi fu nessun superstite.
Gli Stati Uniti, guidati da Reagan dichiarano l'impegno per il programma "Guerre Stellari" di realizzare un'efficace difesa antimissili
La NATO inizia una serie di manovre ed esercitazioni in Europa che prevedono anchel'uso di armi nucleari tattiche.
L'URSS si era alla fine convinta che gli USA fossero pronti a scatenare il primo attacco.
Questa la storia.
La mezzanotte del 26 Settembre 1983 (ora di Mosca) il luogotenete Stanislav Petrov è l'ufficiale di servizio presso il bunker Serpukhov-15. Lui con il suo staff di 200 persone hanno il compito di presidiare, raccogliere le segnalazioni dei satelliti relative ad un attacco nucleare e informare i superiori di quello che sta avvenendo.
E' un computo delicato, in caso di avvisaglie, lo stato maggiore Sovietico ha solo pochi minuti per ordinare una rappresaglia.
In questa notte che sembra uguale a tutte le altre avviene qualcosa che sarà ricordato da tutti.
Poco dopo la mezzanotte l'allarme inizia a suonare. Il sistema dei satelliti OKO, in particolare il Cosmos 1382 segnala il lancio di un missile balistico intercontinentale (ICBM) dalla base Maelstrom dell' USAF in Montana .
Petrov sa che il sistema di primo allarme sovietivo è poco affidabile. In particolare è improbabile che gli USA lancino un primo attacco nucleare composto da un singolo missile.
Tutti si aspettano un primo attacco massiccio, un attacco in grado di azzerare al primo colpo tutte le risorse dell'avversario.
Invece nel cuore di quella notte, il sistema segnala un singolo lancio. Una cosa che non ha molto senso.
Petrov decide che si tratta di un falso allarme e di non allertare i suoi superiori.
Però dopo qualche minuto la console si illumina nuovamente: è stato lanciato un secondo missile.
La segnalazione è seguita poi da quella relativa ad un terzo lancio, poi un quarto. e infine un quinto.
A questo punto la situazione si mette veramente male.
Secondo il sistema satellitare gli USA hanno lanciato 5 missili. L'allarme suona come impazzito, è necessario prendere una decisione. Se non è l'inizio della Terza Guerra Mondiale, gli somiglia molto da vicino. Il sistema segnala 5 missili in volo e probabilmente un'orda di vettori sta per seguirli nel lancio. Sull'Unione Sovietica sta per scatenarsi un olocausto nucleare.
Nonostante questo Petrov continua a non fidarsi del sistema di allarme.
Sa che se avvisasse i superiori questi potrebbero preferire lanciare una rappresaglia alla cieca che attendere di avere più informazioni.
A questo punto sceglie di attendere ulteriormente. Se gli USA hanno realmente lanciato un attacco, i missili superata la circonferenza terrestre, in fase di rientro dovrebbero diventare visibili anche per i radar di terra.
Non ha altri modi di sapere che cosa stia realmente accadendo, un ICBM diventa rilevabile dai radar di terra solo 15 minuti prima dell'impatto , circa 15 minuti dopo il lancio.
Il problema è che a quel punto rimarrebbe veramente poco tempo per avvisare i comandi centrali e scatenare una rappresaglia.
Se i radar di terra confermassero il lancio dei missili avversari, lu Stanislav Petrov, finirebbe per essere ricordato dai Russi superstiti, come la nemesi di Alexander Nevsky. Esecrato nei secoli per aver non aver vegliato sulla patria consegnandola, di fatto inerme, alla distruzione.
Aspettano, aspettano. Passano 5 minuti, poi altri 10, e alla fine trascorrono tutti quei fatidici 15.
A questo punto nel bunker si festeggia. La fine del mondo è rimandata.
Epilogo

Nonostante l'istinto avesse guidato correttamente la scelta di Stanislav, questo fatto non fu apprezzato dai superiori. Petrov venne trasferito ad una unità non operativa e dopo qualche anno andò in pensione.
I Russi negarono sempre che l'errore di un singolo uomo potesse scatenare una guerra nucleare, ma dall'83 le procedure di controllo e di lancio delle armi nucleari vennero profondamente riviste.
Nel 2006 Petrov venne invitato negli Stati Uniti presso le Nazioni Unite e gli fu assegnato il premio dell'Association World Citizen.
Il giornalista Walter Cronkite cercherà di realizzare un film sulla vicenda,
A chi vuole documentarsi, posso consigliare questo link, o questo che è anche interessante dal punto di vista tecnologico, oltre alla solita e ottima Wikipedia.
Che cosa aveva visto il Cosmos 1382? Probabilmente i raggi del sole che sorgeva sull'orizzone terrestre.
2 giu 2008
Fusione fredda, altri dettagli
Potete guardare un pò di dettagli qua e qua.
Arata ha provato ad inserire deuterio in una "spugna" di palladio e ossido di zirconio riuscendo a far salire la temperatura del contenitore a 70 C.
Poi l'esperimento è stato ripetuto con idrogeno al posto del deuterio e successivamente senza zirconio-palladio, in entrambi i casi senza ottenere generazione di calore, come a dire che a quanto pare i tre elementi servono proprio tutti perchè la reazione possa avvenire.
Da quello che leggo le dimensioni dei granuli di ossido di zirconio sono fondamentali per il successo dell'esperimento.
Non ho chiaro come sia stata effettuata la misurazione dell'Elio-4 (vulgaris) che a detta di Arata sarebbe un sottoprodotto della reazione.
Aspettiamo speranzosi per vedere se qualcuno riuscirà a ripetere l'impresa.
Il mio primo post sull'esperimento di Arata.
1 giu 2008
Questo non lo vedrete in prima serata.
Proprio adesso che si parla in modo vago di cambiare le regole di ingaggio in Afganistan, mi è venuta voglia di cercare un filmato che avevo visto di sfuggita passare su RAI 3. Il servizio è dell'ottimo Sigfrido Ranucci.
Avevano provato a proporlo alle Iene ma dato il contenuto, era arrivato il veto alla trasmissione.
Per cui in pochi hanno avuto la possibilità di vederlo. Ed è un vero peccato.
Il filmato è stato ripreso dai nostri stessi militari e documenta alcune fasi della battaglia dei Ponti di Nassirya nell'Agosto del 2004.
Ve lo faccio vedere senza secondi fini.
Penso che questo filmato avrebbe dovuto essere guardato, rimuginato e digerito.
Da allora ho un senso di fastidio che mi accompagna tutte le volte che vedo un servizio sui nostri militari all'estero. Il fastidio che quella che viene raccontata sia una storia di comodo, pura propaganda.
Mi spiego meglio, trovo encomiabile il comportamento dei soldati italiani, sarà la complicità della telecamera ma quello che vedo sono dei militari che sotto il fuoco nemico sono attenti ad eliminare l'avversario senza lasciarsi prendere la mano.
Niente fuoco di saturazione, il tiro è sempre diretto ad un obiettivo una volta che questo è stato riconosciuto ("Luca, annichiliscilo Porcozzio!", non c'e' gente che spara a casaccio, si fa attenzione a non colpirsi vicendevolmente, e così si combatte per due giorni, continuativi.
Questo conferma il livello di addestramento, l' attenzione e la professionalità dei nostri soldati, casomai ve ne fosse bisogno.
Ma, eppure di questo non si è potuto parlare e non si parla.
Si preferisce lo stereotipo in cui i nostri vanno o sono andati (nel caso dell'Iraq) costruire ospedali e ponti e magari per questo si sono fatti anche ammazzare.
Costruendo così quel bozzetto pietistico/martirologico delle nostre missioni all'estero buono per essere spolverato tutte le volte che qualche cosa va storta.
A questo punto, mi voglio risparmiare la tirata su Nassirya, farò solo un accenno.
Dopo la strage, i mezzi di informazione (tranne alcuni quali il solito Report) si sono concentrati completamente sugli aspetti più emotivi e strazianti della vicenda, sulle vittime, sui rapporti con gli iracheni poco invece ho visto, sul fronte del capire e comprendere invece se e dove erano stati fatti errori, nella gestione della situazione.
Non so se se all'interno del nostro Esercito, al sicuro da occhi profani indiscreti, vi sia stata una riflessione sulla vicenda.
Fatto sta che quella è stata la strage peggiore di un contingente dispiegato in Iraq, sicuramente non un grande successo, qualcosa , possibilmente da evitare in futuro.
In questo contesto, però si parla di martiri.
Questo è quello che si preferisce raccontare.
La realtà nel bene e nel male è diversa. Raccontare che queste non sono missioni di guerra, è probabilmente la via più comoda.
E non per evitare la domanda etica sul ripudio della "guerra come strumento per risolvere le questioni internazionali" in questo scorcio di 21esimo secolo, ormai questa è una barzelletta.
D'altra parte un esercito ce lo abbiamo, se l'articolo 11 fosse da prendere sul serio, avremmo solamente una magra difesa territoriale, invece no, abbiamo forze militari con tutti i crismi, per quanto finanziate in modo abbastanza "magro".
Il problema, scottante che vedo, è che se la guerra come diceva von Clausewitz è solo la continuazione della politica con altri mezzi, allora qual è qua la politica che sta dietro a queste missioni?
Abbiamo una politica comune con i nostri alleati o stiamo solo facendo il nostro bravo dovere di Ascari al servizio di qualcun altro?.
Perchè siamo andati in Iraq e che ci facciamo in Afghanistan?
Ma la politica tace e preferisce raccontarci degli ospedali degli acquedotti eludendo la questione.
Tra parentesi, ma su questo vorrei documentarmi, ho sentito dire che anche la sfortunata missione dell'ARMIR,venne giustificata con motivi legati alla stabilizzazione del territorio Russo, dopo l'invasione tedesca.
Neanche loro, insomma, erano in missione di Guerra.
Certo che in questo paese non cambia mai niente.
Avevano provato a proporlo alle Iene ma dato il contenuto, era arrivato il veto alla trasmissione.
Per cui in pochi hanno avuto la possibilità di vederlo. Ed è un vero peccato.
Il filmato è stato ripreso dai nostri stessi militari e documenta alcune fasi della battaglia dei Ponti di Nassirya nell'Agosto del 2004.
Ve lo faccio vedere senza secondi fini.
Penso che questo filmato avrebbe dovuto essere guardato, rimuginato e digerito.
Da allora ho un senso di fastidio che mi accompagna tutte le volte che vedo un servizio sui nostri militari all'estero. Il fastidio che quella che viene raccontata sia una storia di comodo, pura propaganda.
Mi spiego meglio, trovo encomiabile il comportamento dei soldati italiani, sarà la complicità della telecamera ma quello che vedo sono dei militari che sotto il fuoco nemico sono attenti ad eliminare l'avversario senza lasciarsi prendere la mano.
Niente fuoco di saturazione, il tiro è sempre diretto ad un obiettivo una volta che questo è stato riconosciuto ("Luca, annichiliscilo Porcozzio!", non c'e' gente che spara a casaccio, si fa attenzione a non colpirsi vicendevolmente, e così si combatte per due giorni, continuativi.
Questo conferma il livello di addestramento, l' attenzione e la professionalità dei nostri soldati, casomai ve ne fosse bisogno.
Ma, eppure di questo non si è potuto parlare e non si parla.
Si preferisce lo stereotipo in cui i nostri vanno o sono andati (nel caso dell'Iraq) costruire ospedali e ponti e magari per questo si sono fatti anche ammazzare.
Costruendo così quel bozzetto pietistico/martirologico delle nostre missioni all'estero buono per essere spolverato tutte le volte che qualche cosa va storta.
A questo punto, mi voglio risparmiare la tirata su Nassirya, farò solo un accenno.
Dopo la strage, i mezzi di informazione (tranne alcuni quali il solito Report) si sono concentrati completamente sugli aspetti più emotivi e strazianti della vicenda, sulle vittime, sui rapporti con gli iracheni poco invece ho visto, sul fronte del capire e comprendere invece se e dove erano stati fatti errori, nella gestione della situazione.
Non so se se all'interno del nostro Esercito, al sicuro da occhi profani indiscreti, vi sia stata una riflessione sulla vicenda.
Fatto sta che quella è stata la strage peggiore di un contingente dispiegato in Iraq, sicuramente non un grande successo, qualcosa , possibilmente da evitare in futuro.
In questo contesto, però si parla di martiri.
Questo è quello che si preferisce raccontare.
La realtà nel bene e nel male è diversa. Raccontare che queste non sono missioni di guerra, è probabilmente la via più comoda.
E non per evitare la domanda etica sul ripudio della "guerra come strumento per risolvere le questioni internazionali" in questo scorcio di 21esimo secolo, ormai questa è una barzelletta.
D'altra parte un esercito ce lo abbiamo, se l'articolo 11 fosse da prendere sul serio, avremmo solamente una magra difesa territoriale, invece no, abbiamo forze militari con tutti i crismi, per quanto finanziate in modo abbastanza "magro".
Il problema, scottante che vedo, è che se la guerra come diceva von Clausewitz è solo la continuazione della politica con altri mezzi, allora qual è qua la politica che sta dietro a queste missioni?
Abbiamo una politica comune con i nostri alleati o stiamo solo facendo il nostro bravo dovere di Ascari al servizio di qualcun altro?.
Perchè siamo andati in Iraq e che ci facciamo in Afghanistan?
Ma la politica tace e preferisce raccontarci degli ospedali degli acquedotti eludendo la questione.
Tra parentesi, ma su questo vorrei documentarmi, ho sentito dire che anche la sfortunata missione dell'ARMIR,venne giustificata con motivi legati alla stabilizzazione del territorio Russo, dopo l'invasione tedesca.
Neanche loro, insomma, erano in missione di Guerra.
Certo che in questo paese non cambia mai niente.
31 mag 2008
Tnx Darwin!
Ringrazio Darwin (si, l'ho scoperto adesso...) che qualche giorno fa ha lincato questo bellissimo mashup di Google Earth capace di visualizzare le mappe della Raccolta di Mappe Storiche di David Rumsey.
Questa è la Toscana .
Fichissimo
Questa è la Toscana .
Fichissimo
26 mag 2008
Stasera su RAI 2 (3)
Nuovamente su Voyager, in prima serata.Stasera scopriamo che i teschi di Cristallo di Rocca posseggono mirabolanti capacità divinatorie, superiori a quelle di una comune boccia di cristallo. Tipo quella che ho sulla scrivania.
I Maya lo sapevano e infatti erano grandi patiti dei teschi di Cristallo.
Alla fine però non erano riusciti a prevedere o a evitare il collasso della propria civiltà.
Sull'arca dell'alleanza, invece resto un po' deluso, lo sa mezzo mondo che l'arca non è più gerusalemme ma bensì ad Axum, guardata a vista dai discendenti dei Falascià
Poi tocca alla numerologia, 666 numero della bestia, 23 gli illuminati, 77 le gambacce e 90 la paura, ah! no quella e' la tombola.
E forse non sapevate che il primo incidente automobilistico avvenne il Venerdì 13.
E anche agli astronauti dell'Apollo 13 gli è andata di lusso. Era meglio chiamarlo Apollo 12 bis.
Coincidenza o il 13 porta sfiga?
Con questo bel dilemma ci vediamo alla prossima puntata.
Certo è che alla fine, dico dico, ma non me ne perdo una di puntate di Voyager.
E bravo Giacobbo!
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