8 lug 2010

Bigini di Economia. (Noise From Amerika)

Il problema in questo periodo della Sinistra e anche della Destra (quella di Fini per intenderci) cioè i partiti veri, con gente con un minimo di spessore politico, non il ciarpame polulista che vi sta nel mezzo, dicevo il problema è che in questi due gruppi, non c'è nessuno che ne capisca una beneamatissma mazza di economia e quando aprono bocca è facile rendersene subito conto.
Bisognerebbe studiare e formarci un po' tutti sulla questione. Così tanto per avere qualche idea nuova e magari anche pure intelligente invece di sorbirci la solita aria fritta e stantia.

Per questo inizio a lincare questo bell'articolo del think tank di noise from Amerika. Se anche voi avete i brividi quando qualcuno propone di impiegare finanziamenti pubblici per far ripartire l'economia, ecco allora ve ne consiglio la lettura. Preparatevi che è lungo, ma d'altra parte, voi preferite capirle le cose e non farvi raccontare balle dai Tiggi, vero?

Invece, consigliato a chi crede che il deficit pubblico si possa ridurre combattendo l'evasione, invece che eseguendo tagli: Tre cose ovvie sull'evasione fiscale.


28 giu 2010

Una precisazione

Stamattina in auto, radio Lifegate, discussione sui diamanti, sul valore intrinseco dei diamanti e sulla possibilità dei creare diamanti artificiali. Perchè a Lifegate si parla di diamanti alle 9:10 del mattino? Non ci dovrebbe essere Magic Bus, Boh? Chissà, questa è roba che potrebbe stare su Radio24 nella sezione "fonti alternative d'investimento".
Insomma, si parla di diamanti, non che me ne freghi qualche cosa, ascolto oziosamente più che altro per la pigrizia di muovere un dito e cambiare stazione dai comandi sul voltante.
Ad un tratto un'affermazione richiama la mia attenzione: "Certo se potessero creare dei diamanti artificiali uguali a quelli naturali, il prezzo dei diamanti crollerebbe", "E' già, si perchè i diamanti in ogni caso si creano in natura, mentre invece per esempio la quantità d'oro è costante".
"Giusto" ribatte uno dei due partecipanti alla discussione, "L'oro non si crea e ne si trasforma, come invece volevano fare gli alchimisti".
Mmm non li ascolto più, sto ragionando e cercando di ricordare, l'oro non si crea, mmm eppure eppure mi pare di ricordare qualche cosa di diverso.
Beh! Una ricerchina veloce su Wikipedia fatta stasera e posso contraddire i nostri due amici di Lifegate, effettivamente l'oro si puo' creare.
Gli Alchimisti sbagliavano solo(!) per un dettaglio, l'oro non si trasmuta dal piombo, bensì dal mercurio. Vedi qua.
Diciamo che il processo è un pochino antieconomico, ma se il prezzo per oncia continua a salire magari tra un po' potrebbe valerne la pena.
Mi vengono due considerazioni:
1) Sono un pignolo pedante. Che ci posso fare, dovrò contenermi per il futuro.
2) Ho il dubbio che che qualche anno fa la possibilità di trasmutare l'oro da altri elementi sarebbe stata immaginata più plausibile di quanto lo si ritenga adesso.

22 giu 2010

Allucinazioni consensuali.

Mi spiace per Gianfranco ma credo che abbia torto: La padania esiste. E' uno strano fenomeno, ma quando una gran quantità di persone inizia a credere in qualcosa, questo qualcosa più uscire dalle nebbie dell'inesistente per finire di approdare alle spiagge del reale.
Avviene così per le religioni, le ideologie, i santoni e anche per i brand pubblicitari. Sono li perché c'e' gente insiste a credere che esistano e che corrispondano effettivamente oggetti reali.
Ora mi spiace anche smentire il Senatur, ma credo che anche per lui richieda un belo sforzo di fantasia immagina che ci siano ben 10 milioni d'italiani(Umberto mica avrai contato per te tutti i voti presi insieme a Forza Italia , vero?) disposti a credere alle balle dei celti, del dio Eridano e tutto il parafernalia immaginativo sui cui la lega ha cercato, in questi anni, di crearsi un'identità.
Sia ben chiaro infatti, anche se la padania può ipoteticamente esistere e forse ancor di più in futuro, una cosa è certa, in passato non è mai esistita. Quelle genti la non si sono mai sentite parte di un'entità sovranazionale comune che abbracciava la pianura dal Piemonte al Veneto, non hanno mai parlato una lingua comune. Non è mai esistita qualche cosa di simile. Solo uno sforzo ideologico sovrano può partorire da una visione, se così semplicista e riduttiva quale la padania è.
La parte più divertente è quando questi signori qua riescono a farsi dare dei soldi per mantenere vive le tradizioni, tipo il dialetto. Quale dialetto? Quello Milanese (che assomiglia al Francese), il Lodigiano, il Bergamasco e via così in una miriade frammentata che non ha un'identità comune a livello regionale o macroregionale che si voglia.
Non so se la padania effettivamente esista, per certo non è mai esistita, forse potrà esistere in futuro se una classe dirigente povera di idee continuerà a propagandare una soluzione facile da raccontare, semplice (ma inevitabilmente errata, si veda Bloch legge di: ) a problemi molto complessi.

6 mar 2010

Non capisco.

Mi chiedo se ad essere escluse fossero state le liste di partiti minori ci sarebbe stata questa confusione, questo sollevarsi di lamenti in nome della democrazia. Si, va bene sono state escluse liste che raccolgo circa il 30%- 40% dei voti (sicuramente non il 60%), e pappapero pappappa' il diritto alla democrazia.
Come se il valore della scelta democratica fosse di scegliere un nome in barba a qualunque regola democraticamente stabilita.
Come elettore vorrei poter scegliere tra candidati in grado di guidare una regione e viene da chiedersi come certe compagini che non riescono a presentare una lista in tempo o che scendono ai dubbi mezzi di falsificare le firme, possano con serenità guidare la prima o la quarta regione Italiana.
Non è democratico votare senza di loro? Invece deve essere molto democratico, infilare a forza gli esclusi unicamente perché appartenenti alla compagine di governo. Tutti poi a gridare al complotto rosso o radicale. Un po' di onesta intellettuale per chiamare i buffoni "buffoni" non avrebbe guastato.
E comunque, bene, il partito degli azzeccagarbugli ha vinto un'altra volta. Non c'è nessuna regola che non si possa mettere a posto per tempo. Finché le leggi erano ad personam si poteva credere che fossero necessarie unicamente per far si che il danno legato allo stato giuridico di Berlusconi non trascinasse al disastro il governo intero della Repubblica.
Ma adesso è chiaro qual'e' la visione del governo: Non c'e' nessun problema legale, degli amici o dei sodali degli amici, che non possa essere messo a posto e risolto con qualche ritocco ad hoc.
La legge, le regole, non hanno alcun valore in se, alla fine sono unicamente dei trucchi messi su per far si che chi ha una posizione di vantaggio possa mantenerla, no? Almeno questo è l'unico insegnamento che riesco a percepire da questa storia.

6 feb 2010

Vita da Gargoyle.

Riprendo questo video dal blog di Luigi Giubertoni, guardatelo, ne vale la pena. Si tratta di un video prodotto da un giovane artista londinese, Keiichi Matsuda che rappresenta 2 minuti di vita in augmented reality. Il video si svolge nella cucina del protagonista mostrandocelo mentre preparara del the , prima di correre in bagno. Naturalmente si tratta di un'esperimento di fantasia, nel senso che al momento non esiste nessun sistema indossabile così completo e pervasivo da poter "aumentare" la realtà come il video mostra.

Augmented (hyper)Reality: Domestic Robocop from Keiichi Matsuda on Vimeo.

Il video è girato all'insegna dell'ironia, ma riesce comunque a dare un assaggio realistico degli effetti di un'applicazione pervasiva di augmented reality.

E da questo possono nascere varie riflessioni. Dal punto di vista marketing, per esempio, mettere le mani sugli spazi di un'applicazione AR può rappresentare il sogno di un pubblicitario.

Oppure sul livello di consapevolezza che è possibile raggiungere una volta sottoposti ad un bombardamento d'informazioni simile. Difficilmente si tratterà di illuminante da quel punto di vista.

Se qualcuno è interessato a capire la possibilità attuale dell'AR dia un'occhiata all'applicazione consumer AvatariTag della Mattel e collegata al film di Cameron Avatar per vedere le "figurine del 21esimo secolo". Il bambino che è in me sta provando un po' di invidia per questa generazione. Temo però che il set di figurine non sia stato commercializzato in Italia e adesso sto facendo una pensata se acquistare il tutto su Amazon.

31 gen 2010

A proposito...

Ma l'H1N1 non doveva essere una pandemia?

30 gen 2010

Il Presidente ha deciso: il futuro che non ci sarà.

La notizia è ancora non ufficiale, ma è quasi certo che Obama abbia scelto di cancellare il progetto Constellation. Constellation era il progetto voluto da W. Bush nel 2004 per riportare l'uomo sulla luna e "oltre".
Dopo 5 miliardi di dollari spesi in proposte e progettazione, il programma era desolatamente in ritardo rispetto alle previsioni. Il lanciatore Ares I, in grado di rimpiazzare l'ormai anziana flotta di Space Shuttle, avrebbe dovuto fare il primo volo nel 2011. Quella data avrebbe permesso nel 2010 di mettere in naftalina gli Shuttle, permettendo di dirottare ingenti risorse economiche dal mantenimento della costosa flotta ai programmi di ritorno alla Luna e (forse) Marte.

La triste verità è che i finanziamenti più anemici del previsto, i problemi tecnici, non avrebbero permesso di lanciare il primo Ares I prima del 2014. E chi avrebbe portato gli astronauti sulla ISS nel periodo dal 2010 al 2014? La NASA si sarebbe trovata ad affittare qualche passaggio dai Russi?

Alla fine sembra essere giunta la decizione (articolo dell'Orlando Sentinel) che molti si aspettavano: programma Constellation cancellato, qualche anno in piu' sui voli degli Shuttle, così da permettere il mantenimento dell'ISS e per finire, incentivi per i privati per "appaltare" il trasferimento di astronauti verso la ISS.
La decisione per quanto attesa, sta suscitando un vepaio di preoccupazioni e di polemiche. Preoccupazioni (qua per esempio ) per il destino della forza lavoro e degli appaltatori che lavorano e hanno lavorato sui progetti cancellati. Le polemiche sono purtroppo inevitabili su un programma che ha assorbito per anni ingenti risorse e che alla fine rischia di mostrare il vuoto politico presente dietro ad una visione dell'esplorazione spaziale che sembra appartiene più che altro al secolo scorso. Le reazioni dei supporters dell'esplorazione umana dello spazio, sono decisamente scioccate.

Detto tra noi, non è così automatico che la decisione presa sia disastrosa per l'esplorazione umana dello spazio. A detta dei più il vero disastro era già nelle premesse del programma ESAS, alla base di Constellation, lanciato da W. Bush. Troppo ambizioso come obiettivo per i fondi che avrebbe potuto ricevere ma contemporaeamente troppo poco ambizioso, dal punto di vista tecnologico. Molti lo ritenevano , a distanza di 50 anni, solo una vuota riprosizione del programma Apollo. Qualcuno ha scritto che l'unica Luna perduta, a questo giro, è solo una Luna di carta.
Un'analisi più lucida delle possibili implicazioni della decisione di Obama è analizzata qua, su Space Politics.

9 gen 2010

Dalla menzogna alla realtà.

Mi è capitato tra le mani questo bel libro di Errico Buonanno: "Sarà Vero", edito da Einaudi (ISBN 978880619730) .
Il libro riepiloga le maggiori menzogne storiche e ne costruisce una squisita trattazione esaustiva, ricca di passaggi e riferimento. Nel far questo, racconta come le credenze mosse da una serie di menzogne artefatte, sia poi diventate e abbiano rappresentato un motore importante nelle motivazioni degli eventi storici.
La tesi soggiacente è che le menzogne, per tutta una serie di meccanismi umani, tendono a crearsi spontanemente. "Queste, una volta che iniziano ad esistere nell'humus culturale umano, prendono forma e vita propria in modo indipendente da chi le ha originariamente create e da quel momento in poi mutano e si evolvono in funzione dei tempi.
Il titolo privo di punto interrogativo sta proprio a rappresentare l'affermazione che le menzogne, desiderate e credute, dopo un po' divengono verità.
L'autore apre il proprio racconto con La Donazione di Costantino, prosegue con la storia del "Prete Gianni" (Presbiter Johannes) per poi addentrarsi nella storia reale dei Massoni, dei Rosacroce e degli Illuminati di Praga fino ad arrivare alle misteriose macchinazioni dei Gesuiti.
Nel fare questo si racconta il divenire del kilt, del supremo bardo Ossian , del culto dei templari e altre bizzarrie che per noi "moderni" risultano ormai appartenere definitivamente tanto al reale quanto all'immaginario collettivo .
Le vicende raccontate in modo vivo finiscono per strappare una sorriso al lettore moderno, quando pero' l'esposizione si avvicina ad temi più vicini alla nostra era quali i famigerati "Protocolli dei Savi di Sion", il sorriso lascia spazio al ghigno di sgomento.
La menzogna, come la calunnia, è inizialmente un venticello, ma poi puo' trasformarsi in tifone, dato che una mistificazione come quella dei "Protocolli" ha dato sicuramente una mano ai pogrom Russi e alle persecuzioni antiebraiche di Hitleriana memoria oltre a sopravvivere negli odierni deliri dei negazionisti.
Per merito dello stile piacevolissimo dell'autore la lettura scorre senza in modo molto fluido e divertente. Un plauso va dunque all'autore solo per il fatto di essere riuscito a narrare con grazia e un pizzico di umorismo argomenti che facilmente si presterebbero ad uno stile pedante o sopra le righe.
Un plauso dunque all'autore e una raccomandazione.

18 ott 2009

Le mirabolanti capacità degli uomini primitivi.

Da un articolo del La Stampa sono venuto a conoscenza del libro "Manthropology" scritto dall'Antropologo Peter McAllister . La notizia è riportata anche Routers qua.
La tesi del libro, che per ora non ho avuto modo di leggere direttamente , come è riportata dall'articolista è suggestiva: "Le capacità fisiche dei moderni atleti modernu sono poca cosa se rapportate a quello che gli uomini primitivi erano in grado di fare".
Il libro cita infatti il ritrovamento di alcune orme lasciate nel fango da alcuni aborigeni australiani circa 20.000 anni fa, per dimostrare come questi fossero in grado di correre velocemente almeno quanto il primatista mondiale Usain Bolt.
Il libro trova e porta altre prove a suffragare l'ipotesi dell'inedeguatezza fisica dell'uomo moderno.
Per esempio, che i giovani Tutsi erano in grado di saltare altezze superiori all'attuale record mondiale di salto in alto. Testimonianze fotografiche del secolo ventesimo, sono li adimostrarlo.
Per i Tutsi, ogni giovane doveva essere in grado di saltare almeno la propria altezza. Per questo si esercitavano continuamente. E a posteriore direi che i risultati si vedevano.
Fin qua niente di nuovo, è pensiero comune, il fatto di ritenere che le moderne tecniche di allenamento siano in grado di permettere l'espressione dei migliori record umani.
Abbiamo quindi semplicemente un libro controcorrente. Il libro per essere provocatorio la butta anche sul sessista, parla quindi di decadenza del maschio moderno
In realtà questa idea, della decadenza del genere umano, non è esattamente un'idea nuova.
Se ne trova traccia nell'Eneide per esempio (Eneide Libro XII, trad. Annibal Caro)

....si vide un sasso, un sasso antico e grande
ch'ivi a sorte per limite era posto a spartir campi e tôr lite a' vicini.
Era sí smisurat o e di tal peso,
che dodici di quei ch'oggi produce
il secol nostro, e de' piú forti ancora,
non l'avrebbon di terra alzato a pena....


Enea qua solleva un masso che neanche dodici uomini contemporanei (dell'epoca romana) sarebbero stati in grado di sollevare. E' evidente il punto di vista del Poeta.
In una concezione del mondo neoplatonica, puo' sembrare naturale pensare che lo spirito, l'energia, del creatore "imperfetto" possa andare ad esaurirsi col passare del tempo.
Immagino che i più, specialmente coloro i quali hanno fiducia nelle sorti magnifiche e progressive del genere umano, potrebbero scandalizzarsi alle tesi dell'antropologo Australiano.
Anche quelli che non comprendono il pensiero di Darwin, mescolando cose tra loro appartenenti a categorie arbitrarie quali progresso ed evoluzione, potrebbero ugualmente non comprendere.
Se così fosse, direi che queste persone sottovalutano la capacità proteica e di adattabilità esprimibili dai nostri geni.
Mi spiego meglio, si dice che e il50% delle capacità di un atleta siano legate alle tecniche di allenamento, mentre l'altro 50% alla sua genetica.
Il concetto è che difficilmento una tecnica di allenamento potrà competere con il pool genetico di un gruppo umano sottoposto ad una costante pressione evolutiva.
Sei un Tutsi e non riesci a saltare almeno la tua altezza? Non potrai avere figli. Se alterai tanto in alto invece avrai una prole numerosa.
Sei un aborigeno e non riesci a correre i 100 mt in 10 secondi? Non riuscirari a prendere alcuna gazzella e finirai per morire di fame. Se invece acchiapparei le gazzelle proabilmente avrai una prole numerosa. E di questa prole un bel po' saranno pure corridori veloci, alcuni, per via degli incroci, probabilmente piu' veloci di te.
Chiaro no il meccanismo? Con una pressione selettiva adeguata qualunque vantaggio evolutivo diventa estremo dopo poche generazioni, fino a selezionare delle popolazioni che hanno pochi tratti superumani.
E' evidente che utilizzare l'eugenetica, non è un'alternativa percorribile per le moderne società. Almeno per quasi tutte.
Oltre a questo l'uomo moderno primeggia in una serie sterminata di sport, dal nuoto, alla corsa, alla maratona, alla ginnastica a corpo libero ai pesi. E l'inceremento dei record è un fatto incontrovertibile, da qualche centinaio di anni a questa parte. Ben prima dell'età industriale.
Quindi l'opera del nostro antropologo australiano è solo li a dimostrare che comparando pere e mele è possibile dimostrare qualunque tesi.
In ogni caso, anche se non composte da super-uomini, le popolazioni tribali hanno sempre qualche cosa da insegnarci. Pensiamo per esempio alla tecnica di messa a fuoco subaquea utilizzata dai pescatori di perle. Non si tratta di un adattamento genetico, bensì di un tratto culturale. Anche gli occidentali, se addestrati correttamente, possono imparare a mettere gli oggetti a fuoco sott'acqua senza alcun bisogno di occhiali e lenti.
D'altra parte è evidente che l'uomo moderno potrà prendersi la rivincita sui propri predecessori, selezonati geneticamente dall'ambiente, solo quando le tecniche di ingegneria genetica permetteranno in modo incruento di scegliere i pool genetici ottimali per certi sport.
Ma con quale spirito gareggeremo allora?

15 ott 2009

In difesa dei "The Cure".

Quand'ero più giovane e molto piu' stupido un bel giorno credetti che i "The Cure" si fossero venduti. I The Cure, per me , rappresentavano una delle band componenti quella galassia Gotica denotata in Italia col termine Dark.
Per questo adoravo principalmente i pezzi "canonici", quelli degni della massima ammirazione, quelli più "gotici". Brani come "three imaginary boys", " A Forest", "killing an Arab" per citarne alcuni.
Poi arrivarono altri album "In between days" e "Kiss me, Kiss me, Kiss me" e apriti cielo il pubblico militante grido' allo scandalo: "i The Cure fanno musica commerciale", "E' roba inascoltabile", "ormai si sono venduti", "si stanno involvendo"
Quanto mi sbagliavo. Riascoltata dopo quasi trent'anni quella musica è perfettamente organica e strutturale al periodo. Riascoltati insieme agli altri gruppi, i The Cure erano assolutamente nel flusso delll'ecletticismo musicale di quegli anni, in grado di assorbire quello che c'era in giro elaboralro e riproporlo creando nuove forme.
Altro che farsi affibbiare l'etichetta di Gotici.
Qua sotto il video di "Close to me", (1985) sentite qua che roba.