20 ott 2008

Un post per l'Europa

Nell'immaginario collettivo l'Europarlamento viene descritto come un luogo abitato da burocrati e soffocato dalle lobby. Un posto lontano dalla vita delle persone normali, dove burocrati perfezionisti discutono del diametro delle banane o della gradazione alcolica degli whiskey.

In particolare si sente da piu' parti il lamento su come in sede Europea non si faccia politica, ma solo burocrazia.

I mezzi d'informazione poi vanno a nozze con queste dicerie evidenziando le pecche e le storture del momento, l''abbandono dell'Italiano come lingua ufficiale oppure la rigidità della BCE ad affrontare la crisi economica.

La realtà tende però ad essere differente dal senso comune e i media, purtroppo, tendono a flirtare con il punto di vista dei lettori, a filtrare quello che non si sposa con la loro visione del mondo condivisa.

Per esempio nei giorni passati in pochi hanno fatto notare che l'EU aveva approvato degli standard anti inquinamento e di consumi piu' restrittivi rispetto a quelli auspicati dai costruttori di automobili.

Successivamente la commissione EU, aveva ribadito gli obiettivi relativi al taglio delle emissioni CO2 e della sostenibilita' energetica dello sviluppo. Tutto nell'ambito programma 20/20/20. Che richiede di tagliare del 20% le emissioni di CO2, utilizzare un 20% di energia in meno con tecnologie più efficienti, di aumentare del 20% la quota generata con energie rinnovabili.
Il tutto da raggiungere entro il 2020.


A mio avviso, definire, ribadire obiettivi sfidanti e riuscire a tenere il timone fermo in momenti difficili e' fare politica.
E' un modo di fare politica , lontano dal vuoto esercizio di potere, concreto, pratico e in grado di influire sulla vita delle persone. E' una politica attenta ai risultati concreti e poco disponibile a mercanteggiare con le lobby dei produttori.
Questi sono i fatti. Il resto sono chiacchiere.

Fa un po' specie che in questo contesto favorevole, ci siano comunque alcuni staterelli che combattono battaglie di retroguardia.
Chi scrive pensa che l'irrilevanza di tali staterelli sia legata al fatto che si ostinino a condurre battaglie di questo tipo. Battaglie motivate da un gretto interesse nazionale, prive di qualunque visione e respiro. Incapaci di suscitare negli altri paesi un qualunque tipo di interesse o di solidarietà, perchè privi di idee e di visioni. Ancorati e guidati da una politica di do ut des, vecchia e stantia.

Un esempio di questi starelli e' dato dall'Italia. Invece di percepire il programma 20 20 20 come una possibilita' per dare impulso alla propria industria e in generale per l'economia, il belpaese si e' messo a strepitare che un programma simile lo avrebbe condotto al lastrico.

Noi, la nazione che sovvenziona l'incenerimento dei rifiuti come se fosse una risorsa rinnovabile, dove i dubbi se buttare giu' le pale eoliche appena installate sono assolutamente legittimi, dove nonotante gli impegni presi 30 anni fa, non si è fatto niente per generare energia in modo svincolato dal petrolio.

Un paese che fa la voce grossa in commissione, solo per rappresentare le istanze della nostra industria piu' inquinante e tecnologicamente "povera".
Un paese che contemporaneamente, in modo assolutamente schizofrenico, decide di varare incentivi economici per le rottamazioni delle vecchie auto e dei vecchi elettrodomestici
Un paese che fa fronte comune con la Polonia, la nazione che da sola a fatto più danni alla compagine Europea dopo la guerra civile nella ex-Yugoslavia.

Vedere stasera la Prestigiacomo, ministro dell'ambiente Italiano chiedere in commissione che cosa avrebbero fatto l'India (l'India!), la Cina (la Cina!) , gli USA (!) su questo fronte, come se questi fossero i paesi guida di cui è necessario cercare il consenso.
Tutto questo mi sta facendo veramente vergognare dei nostri rappresentanti.

15 ott 2008

Cucù: la tv non c'è più!

Il governo, forse per rappresaglia nei confronti di una regione "Rossa", la Sardegna, effettuerà lo switchover al digitale terrestre entro la fine di questo mese.
Detto in altre parole, spegnerà da tutti i ponti ripetitori il vecchio segnale analogico, trasmettendo solo quello digitale. Quindi tutti gli utent della Sardegnai, paganti del canone ma non in possesso di decoder digitale terrestre, il giorno del cambio, finiranno al buio.
Ma che bella cosa.
Sinceramente non capisco il razionale di affrontare in questo modo e con queste tempistiche un passaggio così delicato. Per dare un'idea, i televisori con decoder digitale incorporato si vendono da poco più di un anno nei negozi e neanche tutti i modelli.
L'italia ha intenzione di completare il passaggio entro il 2010. Questo vuol dire che il mio televisore Sony, il recorder digitale, il vecchio VCR, diventeranno tutti inadeguati a recevere il segnale. Dovrò aggiungere uno scatolotto (il decoder) per far funzionare il televisore, ma come farò con il VCR e il recorder digitale, che sono apparecchi dotati di tuner televisivo?
Non lo so, almeno io avrò due anni per pensarci. I sardi invece pochi giorni.
Mi chiedo chi abbia preso la decisione di rendere di colpo obsoleti tutti gli apparecchi di un'intera regione. Non capisco perchè non si sia scelto uno switchover più dolce.
I vantaggi del digitale, sulla carta, saranno una gran quantità e non starò ad elencarli in questa sede.
Ma perchè fare questa operazione a tappe così forzate? C'e' la necessità di tagliare sui costi operativi della rete analogica? C'e' per caso da salvare un canale che altrimenti rischia di andare sul satellite?
Qua è possibile trovare un approfondimento (sole24ore) che però,a mio avviso risuona un pò troppo propagandistico. Sono assolutamente convinto delle superiorità tecnologica della piattaforma digitale (e anche di alcuni suoi difetti di cui nessuno parla).
Non mi convincono invece i mezzi e i tempi. Nel Regno Unito lo switchover avverà non prima del 2012. La mia impressione è che gli Italiani dovranno sborsare un bel pò di soldi per adeguare i pripri apparati. E questo cambio avverrà precipitosamente. Magari è solo una mia impressione.
E poi mi chiedo: Ma in Sardegna non si sono innervositi? Hanno realizzato che dovranno essere le cavie di questo esperimento nazionale?
Qualcuno ha qualche info in più?

13 ott 2008

Terror from the deep (the aftermath)

Un po' di persone mi hanno detto di aver trovato questa storiellina intrigante.
Mentre la scrivevo di getto, lo scorso Febbraio, gli eventi erano ancora in corso ed era difficile distinguere tra i fatti e le illazioni.
A distanza di mesi, però, sono emerse alcune informazioni aggiuntive che potrebbero dare un senso a tutto questo.

Ricapitolando: All'inizio del 2008 una serie di guasti a cavi sottomarini isolò il medioriente dal resto del mondo. Furono stati necessari un po' di giorni per ripristinare la situazione normale. E durante il ripristino i collegamenti sia Internet che telefonici di tutta l'area, ma in particolare dell'Iran e dell'Irak, furono intermittenti.

Ora, per puro caso, questa settimana mi stavo chiedendo quali fossero i paesi che accettano valute differenti dal dollaro per comprare il petrolio.
Ho scoperto che attualmente ce ne sono due: il Venezuela e l'Iran.
Un tempo anche l'Iraq aveva annunciato che avrebbe utilizzato l'Euro per le negoziazioni in petrolio, poi ci fu l'invasione, e le cose cambiarono. Adesso il nuovo governo non sembra aver intenzioni di mettere in discussione quale sia la valuta corretta da utilizzare.

Di questi due paesi, il Venezuela e l'Iran, in particolare l'Iran aveva annunciato proprio l'8 Dicembre del 2007, l' intenzione di trattare il proprio petrolio in valute differenti dal dollaro.
In questo comunicato si preannunciava anche, per il 17 Febbraio del 2008, l'apertura della Borsa del petrolio Iraniano.
Effettivamente a Febbraio, nonostante i problemi legati alle interruzioni della connettività, la borsa di Kish venne aperta ufficialmente.

A questo punto se siete arrivati fin qua, vi siete fatti probabilmente una di queste due idee.

1) Che il taglio di 6 cavi in una settimana sia un evento fortuito.
2) Che effettivamente qualcuno si sia dato da fare sul fondo del mare, magari per compiere un atto intimidatorio.

Se siete della seconda idea, provate a chiedervi quale nazione possa avere l'interesse, le tecnologie e i mezzi per compiere questo lavoretto.
In un mondo caotico e multilaterale come quello odierno, anche il fatto di poter dimostrare di essere in grado di compiere un'operazione simile, è sicuramente un bel deterrente.

11 ott 2008

Sul correre in banca.

<disclaimer>
Questo è un post catastrofista, astenersi gli ansiosi.
</disclaimer>

In queste ore ho sentito più di una persona combattuta dal desiderio di corre in banca e infilare i propri risparmi dentro il materasso.
Ecco vorrei buttare giù due righe per esprimere il mio pensiero sull'opzione materasso/corsa allo sportello.
Tenere i propri soldi in mano, può sembrare effettivamente rassicurante. Ma se si pensa un attimo alla fine le banconote da 10, 100, 500 euro, sono solo dei pezzi di carta.
Pezzi di carta che valgono qualche cosa perchè sono garantiti da una banca centrale, che a sua volta è garantita in fondo in fondo da quella che si chiama economia reale.
Ora in uno scenario in cui le finanze dei paesi sono pronte ad essere immolate sull'altare del salvataggio delle banche, quale può essere il valore nominale degli euro?

Mi sto riferendo naturalmente allo scenario peggiore, quello in cui una serie di banche iniziano a fallire con effetto domino e i risparmiatori si precipitano agli sportelli a ritirare gli euro.
Cosa posso comprare con una banconota da 50 eu se l'euro è svalutato di un milione di volte?
Effettivamente può esserci una crisi di liquidità, ma cosa può accadere se in questo frangente le banche si mettono a stampare banconote?
Non voglio darvi suggerimenti, voglio solo allegare alcune le immagini dell'inizio del secolo scorso.
5 Milioni di marchi, il necessario a comprare una pagnotta...












10 Miliardi, un paio di scarpe.











Riscaldamento domestico durante la repubblica di Weimar. Quando la banconote costano meno del carbone....

10 ott 2008

Il capitano sul ponte di comando...

Stasera guardavo nuovamente in TV l'immagine del nostro Presidente del Consiglio.
Come un capitano sul ponte di una nave da battaglia, è li, nell'ora più nera ad esortarci a mantenere la calma e a non demordere. L'economia va in pezzi, ma non per questo dobbiamo lasciarci andare e perdere la speranza. Il futuro si prospetta nero ma noi siamo un paese ricco di risorse e ne usciremo.
Il neo ministro che ha ripreso da poco le redini del paese, dimostra ti avere la statura morale dello statista parlando direttamente alla sua nazione.
A quel punto ho avuto una sensazione di Deja Vu. Mi sono ricordato di un altro neo primo ministro, lui stesso nel 2001, mentre esortava il paese appena dopo l'11 settembre.
E poi me lo ricordo ancora a parlare per le vittime dello Tsunami.
E allora ho pensato:
Certo lui è l'uomo della provvidenza, il capo di stato che si è fatto da se. E' solo sfortunato. Tutte le volte che viene eletto succede qualche cosa.
Sarà anche unto dal signore, però forse che porta anche tanta sfiga!


Meno male che, nel frattempo, mentre monta la più grande crisi mondiale dal '29, la sinistra non si sgomenta e fa quadrato per la lotta sulla commissione di controllo della RAI. Adesso posso andare a dormire tranquillo.

2 ott 2008

Messaggio di servizio

Questo modesto blog plaude e si congratula per l'iniziativa editoriale "L'Ala Ovest" gestita da Alessio e gentilmente ospitata da Menstyle.
Il blog seguirà l'evoluzione della campagna elettorale USA offrendo naturalmente la possibilità di discutere e di approfondire.
Per questo segnalo con piacere ai miei 4 lettori (li ho contati) il link. Già che ci sono ringrazio i ragazzi Bulgari che passano periodicamente di qua, non so perché lo facciano, dato che questo è un blog in lingua italiana, ma vi adoro.
Buon Divertimento.

Ok, smettetela...

Guardo queste continue affermazioni sulla solidità delle nostre banche, affermazioni diffuse a piena voce dalle principali testate e dai responsabili del governo, come qua(Tremonti) e qua (Berlusconi). L'impressione però è che queste affermazioni, questo sbracciarsi, che non faccia altro che rafforzare la percezione che il sistema bancario italiano sia sul punto di crollare come un castello di carta... "straccia" .
Se volete evitare il panico, SMETTETELA SUBITO!.. vi prego, sto veramente prendendomi paura.

28 set 2008

Missione di salvataggio

In Armageddon del 1998, Hollywood ci ha raccontato di una la storia di missione di salvataggio importante e pericolosa, in questa venivano usate contemporaneamente due navette.
Il film alla fine non era questo granchè, ma l'immagine delle due navette che decollavano per salvare il pianeta era potentemente epica (lascio da parte i risvolti Freudiani) .
Dopo 10 anni, la realtà si prende la sua rivincita.
La NASA ha effettivamente preparato due navette per una pericolosa missione di salvataggio e ringrazio Carletto Darwin per il link.
Questa volta si tratta di andare a salvare il telescopio spaziale Hubble. Venerabile e glorioso strumento in orbita da oltre quindici anni, a rischio di andare fuori controllo a meno che non vengano effettuate alcune riparazioni necessarie.
La missione ( STS-125 ) però è decisamente rischiosa.
Oltre a richiedere svariate ore di attività extraveicolare per la riparazione del telescopio la navetta non avrà la possibilità di attraccare alla stazione spaziale internazionale (ISS).
Questo per via dei differenti parametri delle orbite dell'ISS e dell'Hubble. E questa cosa rende la missione molto più rischiosa.
Infatti, dall'incidente del Columbia in poi, alla NASA, si è sviluppata la consapevolezza che una navetta, dopo ogni decollo, abbia una seria probabilità di contrarre gravi danni alla scudo termico.
Una navetta così danneggiata non potrebbe rientrare in sicurezza.
Per questo motivo, il piano di contingenza prevede che l'equipaggio evacui lo shuttle danneggiato riparando nella stazione spaziale internazionale.
Ma come fare per la missione STS-125?
Da qui l'idea di preparare una seconda navetta, pronta a decollare in soccorso, se la prima dovesse avere dei problemi. All'ipotetica missione di salvataggio è stato assegnato il codice di designazione STS-400.
La missione è pianificata per il prossimo Ottobre. Partirà l'Atlantis dal Pad A, mentre l'Endeavour rimarrà pronto in caso di problemi al Pad B.
Siamo ormai gli ultimi lanci degli Shuttle prima che finiscano in naftalina. Per cui, augurandoci che l'STS-400 non decolli mai, godiamoci questa bellissima immagine con l'arcobaleno tra le due navette.

26 set 2008

It's the end of the world as we know it, it's the end...

(da ripetere canticchiando ad libitum)

Ti svegli una mattina negli Stati Uniti le banche d'affari sono una specie in via d'estinzione. Tutte kaputt o trasformate in banche comuni. Me lo avessero detto 3 anni fa non ci avrei creduto.
Nessuno sa ancore le idee chiare su quale sia stato il meccanismo che ha permesso a tutto questo di accadere. Si parla di piramidi di derivati con obblighi impossibili da coprire.
Così l'effetto domino è partito dal mercato immobiliare per poi propagarsi a tutto il sistema finanziario, passando per il credito spicciolo fino alle banche di investimenti.
Per certo, un modo di investire e speculare è definitivamente morto.
Noi italiani ci sentiamo comunque sempre dei dilettanti, ci abbiamo messo 15 anni per mangiarci 15 Miliardi di euro con Alitalia, sotto gli occhi di tutti, con sperperi degni di una corte da fine dell'Impero.
Invece gli americani, questi professionisti, in pochi giorni, fanno un default che necessita di ( almeno ) 700 (diconsi settecento ) Miliardi per essere ripianato.
E nessuno aveva visto niente. Fossi un cittadino statunitense mi chiederei dove sono riusciti a far sparire 700.000.000.000 dollari. Dove caspita gli hanno fatti finire?
Possibile che nessuno si fosse accorto di niente, mentre si facevano operazioni finanziarie senza una adeguata copertura?
Giusto pochi mesi fa (a Giugno) fa Bernanke asseriva che la crisi era quasi passata e che ben presto sarebbe arrivata la ripresa.
Probabilmente al di la qua dell'Oceano si faticano a capire i numeri e le dimensioni di questo dissesto.
E' come se un paese già indebitato fino al collo come gli Stati Uniti, avesse di colpo tirato fuori la stessa cifra astronomica spesa per finanziare la guerra in Iraq.
Di colpo il conto si è raddoppiato.
Non una ma due guerre.
Altro esempio, L'Italia ha un PIL di circa 2100 Miliardi di dollari (dipende un po' dal cambio), qua stanno stanziando una cifra pari ad 1/3 del PIL Italiano.
Nonostante questo, nessun fautore del libero mercato ha fatto sentire la propria voce, quando si è prospettato di sfilare i soldi dalle tasche dei contribuenti per salvare quelle banche.
Segno che la paura è veramente troppo alta.
Paura di un effetto domino disastroso per tutta la società statunitense.
Pensateci, fine di quella banche, fine dei fondi di investimento, fine dei fondi pensione, fine delle pensioni, fine dei fondi sanitari, fine della sanità.
Un intero paese che si sveglia senza futuro, ricchezza e garanzie, perdendo tutto quello che aveva accumulato fino ad allora.
Da qui lo sforzo dirigista della prima economia mondiale liberista.
Con questo scherzo gli USA spingono il debito oltre il 70% del PIL e non è poco per una nazione che ha la maggior parte del debito in mani straniere, cinesi in particolare e una bilancia economica fortemente sbilanciata.
C'e' veramente da vedere il dollaro cadere a picco.
Con queste premesse temo che la prossima fase dell'economia non sarà una breve recessione ma bensì o un fattore stagionale, ma bensì un lungo inverno freddo.
Tra qualche mese andremo in viaggio di piacere negli USA. Mia moglie ha spinto per comprare un po' di dollari, nell'idea che potrebbero risalire dalla quotazione corrente.
Per come si mette la situazione, invece di far incetta di una valuta che potrebbe diventare carta straccia o avere la stessa credibilità del pound egizio, forse converrebbe fare scorta di jeans di Armani e di calze di nylon Filodoro, come ai bei tempi delle economie pianificate.
Amen. Stiamo a vedere e speriamo bene. C'e' veramente di che aver paura.

15 set 2008

Punti di vista

Sapere che la Palin è orgogliosamente contro l'aborto e decisamente a favore della pena di morte, mi da da pensare su come possano essere vari ed opposti i punti di vista sulle questioni.

Non sono un pietista a tutti i costi, ma continuo a trovare la pena di morte, quella comminata ufficialmente da giudici e giurie, somministrata da boia coscienziosi, qualcosa di inumano.
Non ho lo invece la stessa avversione per l'aborto.
Credo che gli enti in potenza, siano in potenza di diventare qualche cosa e per questo non siano equivalenti alla stessa cosa "in atto". L'aborto NON è omicidio.
Per questo non ho problemi a riconoscere il primato personale della decisione finale sulla questione dell'aborto e voglio che ci siano leggi a tutelare questo diritto.
Credo invece che sia la decisione di proibire gli aborti ad uccidere veramente le persone.

E potremmo finire anche allora a parlare del diritto di portare armi. Chi porta un'arma, sappia che quando la userà avrà il 50% di probabilità di causare la morte di un familiare.

In questo mondo un po qualunquista, cialtrone in cui tutte le opinioni alla fine si somigliano e sono equivalenti, è confortante a volte, poter misurare la propria distanza da quella di certi personaggi.