2 feb 2009

Meteorologia

Come mi fanno notare, questi sono i proverbiali giorni della merla, anzi siamo alla Candelora. Quindi e' inutile che vi lamentiate del freddo. Tocca patire e basta.
Per esempio, qua ha nuovamente nevicato. Quindi stamattina, vai con le gomme da neve via con un'ora e un quarto per raggiungere l'ufficio sano e salvo.
Coraggio, che prima o poi la primavera arriva.

24 gen 2009

Vocabolario

Sotto controllo: Situazione effettivamente fuori controllo, ma sotto casa altrui, preferibilmente in un'isoletta lontana.

La cosa fa un pò ridere, più che altro per contrapposizione con le dichiarazioni muscolari e intransigenti del Governo.
Gli immigrati in maggioranza sono Tunisini arrivati attraverso Libia. Per questo, Maroni se la vedrà con il Ministro degli Interni Tunisino. Ma, ricordo male , o avevamo chiuso un accordo con la Libia proprio per evitare questo genere di problemi?

In definitiva, tutto questo farebbe ancor più ridere se non fosse che alla base di tutto vi è l'esperienza tragica dell'emigrazione così come la vivono migliaia di disperati. Il problema è che con questo governo la tragedia vira frequentemente sui toni della farsa e allora e' difficile capire se convenga (sor)ridere o piangere.

Caldi refusi

Da Repubblica sulla nuova minaccia informatica. Testualmente: "Nelle ultime settimane un warm, un programma informatico". Sarà mica stato un Worm? Forse la trascrizione dell'intervista è stata presa da una registrazione audio? Traduttore, traditore, o forse solo distratto. :-)

22 gen 2009

L'agenda del ns. commercio estero.

La statura di un politico la si misura anche dalle battaglie sulle quali ritiene giusto impegnarsi.
Questo l'ho pensato ieri, guardando il ns. ministro del commercio tuonare a Praga contro i dazi doganali USA. Fin qui tutto bene. I dazi doganali USA non sono una novità, anzi sono la normalità nella dialettica commerciale tra USA e EU. Edo Ronchi ha assicurato che la nuova presidenza Ceca della EU metterà nella propria agenda la questione dell'esportazione delle acque minerali italiane negli USA.
A questo punto sono tornato indietro e ho riletto la notizia.
Dazi alle acque minerali?", Stop ai nostri prodotti?
Ho visualizzato mentalmente una teoria di navi da carico che traversavano l'atlantico. Un grande deserto di acqua, per trasportare altra acqua nel nuovo mondo.
Mi sono chiesto: "Ma qual è il senso di tutto questo?". E' etico e sensato bruciare Petrolio per portare acqua imbottigliata in un paese che non ha problemi di scarsità d'acqua.
E' sensato e ragionevole spingere il nostro sviluppo economico in questa direzione?
E per il sistema Italia, dal punto di vista strategico, è importante diventare un forte produttore di acque mineralli, o converrebbe spingere su prodotti con, diciamo, un più alto "valore aggiunto".
Anche una forma di parmigiano sarebbe meglio, per esempio.

Ma se qualcuno conta di garantire un futuro a questo paese e conta di farlo con le acque minerali, mi sa che si sbaglia di grosso.
Oppure qualcuno parla solamente per la lobby dei produttori di acque minerali?

18 gen 2009

Collegamenti

Capita a volte che qualcuno guardi un film come The Matrix e lo trovi li per li anche divertente.
Con quella costruzione contamina e incrocia tutta una serie di generi cinematografici.
Comunque, per non divagare, all'epoca avevo fatto caso come il film iniziasse con l'esortazione: "Segui il coniglio bianco".
Il Coniglio Bianco altro non che è il Bianconiglio di Alice nel Paese nelle Meraviglie. Chissà perchè i traduttori della Diney avevano deciso di tradurre Coniglio Bianco (White Rabbit) in Bianconiglio, mistero.
Comunque ero stato la a gongolare pensando: ecco si, i registi giocano con i significati, e chiaramente vogliono dirci che Neo è un po' l'Alice di questo Wonderland-Matrix.

Dopo qualche anno, però, può anche capitare di scoprire che il pezzo più famoso dei Jefferson Airplane si chiama White Rabbit. Non solo, si scopre anche che il locale preferito dei Jefferson era un club chiamato The Matrix.

E a quel punto ti rendi conto che anche in un filmetto così, di riferimenti te ne erano sfuggiti un po'.

15 gen 2009

Sulla Bufala (sinistrorsa e ambientalista) del riscaldamento Globale

Ormai è risaputo, il nostro esecutivo ha in uggia le teorie sul cambiamento climatico e qualunque proposta di innovazione che cerchi di governare il rischio climatico.
Questo fenomeno, l'uggia e il fastidio, si sono manifestati recentemente sul Giornale e su Libero. Il freddo degli ultimi giorni, di questo inverno "perfetto" ha subito permesso a qualcuno di gridare alla "morte" della teoria del riscaldamento globale. Si sa, i più confondono la climatologia con la meteorologia. La crociata contro il cambiamento climatico è stata notata e segnalata da Pietro Greco qua, (grazie Darwin).
Ora, probabilmente l'aumento di mezzo grado, medio della temperatura dall'inizio del secolo, potrebbe essere un abbaglio, statistico. Anche l'aumento medio previsto nei prossimi vent'anni, è effettivamente tutto da dimostrare e da comprovare. Modelli soddisfacenti, da questo punto di vista, credo che non ne esistano. E che dice il contrario, mente.
C'e' pero' un fenomeno incontrovertibile che dovrebbe farci riflettere: L'accumulo di CO2 nell'atmosfera.

L'accumulo di CO2 nell'atmosfera, nonostante sia contestato da alcuni, è per la comunità scentifica un dato abbstanza consolidato. La maggior parte dei climatologi è convinta che dall'epoca preindustriale la quantità di CO2 si stia accumulando nell'atmosfera. E che questo fenomeno ha avuto una preoccupante impennata sulla fine del ventesimo secolo.
Grazie alle "carote" estratte dai ghiacciai antartici, c'e' chi ritiene di possedere una stima abbastanza affidabile della quantità di CO2 presente nell'atmosfera terrestre.






E a guardare la tendenza c'e' di che preoccuparsi. Se un contemporaneo di Shakespeare respirava aria contenente 280 parti per milione di C02, oggi l'aria che respiriamo ne attualmente circa 380 parti per milione (ppm). Farà bene? Farà male?

Per certo, il dato ha il pregio dell'oggettività.
Credo che nonostante l'inverno rigido, ci sia di che preoccuparsi. Con buona pace dei desideri di moratoria della moratoria del CO2.

13 gen 2009

La nuova Ferrari

Ebbene si, oggi facciamo un post decisamente generalista.
Come tutti gli anni, è stata presentata la nuova Ferrari, la F60. Qualche foto in più qua.
Tutto come al solito quindi. Nuova auto, nuova limatura all'aerodinamica, all'ingegneria del motore, al regolamento, nuovi cavalli, sfide tecniche.
E invece no! Quest'anno c'e' finalmente una novità interessante e rivoluzionaria.
La novità e' che la nuova F1 Ferrari é ibrida.
Questa novità stranamente viene sussurrata, la stampa, in particolare quella italiana preferisce parlare del dettaglio tecnico ( il KERS, il nuovo sistema che permette il recupero di frenata) la sostanza della cosa non emerge con la preponderanza che meriterebbe.
Le F1 più innovative adesso sono ibride. Dopo l'esuberanza di potenza degli anni passati, i v12 i v10, adesso l'unica frontiera che puo' essere interessante per i costruttori è quella dell'ibridizzazione dei motori. Probabilmente chi tra i costruttori non ha un auto ibrida in catalogo o non pensa di averlo a breve, rischia di trovarsi fuori gioco.
Tra i grandi l'unica che è in queste condizioni, mi pare sia proprio la Fiat, a meno che non mi sia perso qualche cosa.
Vai a vedere che aveva ragione la Toyota già dieci anni fa?
La cosa strana è che nessuno ne parli. Non mi vorrete mica far credere che la Fiat ha chiesto e ottenuto una consegna del silenzio alla nostra stampa giornalistica su tutta la faccenda?

Aggiunta successiva (23/1/09).
Anche Wired segnala la cosa e offre qualche approfondimento. Notare il video in Italiano.

9 gen 2009

Qualche riga su Gaza (nel nostro piccolo..)

(Questo articolo è stato modificato dopo la prima pubblicazione)

La questione di Gaza è complessa e dolorosa e mal si presta a semplificazioni e all'applicazione di schemi preconfezionati. Leonardo, su questo fronte, ha scritto un bel pezzo nel tentativo di sfatare alcuni miti.

Chi dovrebbe capirne qualche cosa, fa invece affermazioni semplicistiche e frettolose. Per esempio, stasera 9 Gennaio 2008, il nostro MINISTRODEGLIESTERI, Ore 20:30 sul TG1, Frattini in versione rassicurante da vero STATISTA afferma che "Stiamo preparando un convoglio umanitario che nei prossimi giorni deciderà cosa mandare ai Palestinesi di Gaza".

Già, ho sorriso. Mi pare che emerga più la proccupazione di non inviare oggetti appuntiti e infiammabili impossibili da trasformarsi in armi da parte dei bellicosi Palestinesi che aiuti effettivi. Solo posate di plastica quindi. Della serie: Noi non aiutiamo i terroristi!

Ma la parte interessante viene dopo.
"Coinvolgere l'Autorità nazionale Palestinese nella ripresa del controllo del territorio ..... a Gaza occupata da Hamas non ci puo' stare solo la forza internazionale".

Ora questa affermazione puo' essere comprensibile alla luce della complicazione sovrumana di tutta la questione palestinese. Infatti con tutto questo trambusto Frattini si e' chiaramente dimenticato che Hamas ha vinto elezioni regolari e ha successivamente cacciato fuori l'ANP dalla striscia di Gaza dopo scontri durissimi che hanno avuto la connotazione di una mini guerra civile.
E' difficile quindi parlare di occupazione della striscia di Gaza, al limite quella ad essere occupata è la Cisgiordania, ma dall'ANP! Ma come ho scritto sopra, la questione mal si presta alle semplificazioni.

Quell'evento sono state la più grande vittoria strategica per Israele degli ultimi anni. Da quelle elezioni è nata una guerra civile che ha scavato un solco profondissimo nei palestinesi, creando i due staterelli attuali, privi di unità e di credibilità: la striscia di Gaza e la Cisgiordania.

In questo contesto, riportare i Palestinesi dell'ANP, precedentemente scacciati, in veste di ascari internazionali a Gaza, sembra veramente una pessima idea.

A meno che la sostanza del piano geniale non sia proprio questa: impegnare i Palestinesi in una logorante guerra civile, stile Iraq, fatta di autobombe ed esecuzioni sommarie, con derive sempre più estremiste e minoritarie. Con buona pace della pace.

Che cosa starà architettando il nostro immaginifico ministro?

Non lo so veramente, ma a differenza di questi non credo che esistano soluzioni semplici per una questione così complessa. In certi contesti credo sia meglio affermare con onestà di non possedere una bacchetta magica.

Per certo, il mondo non sta assistendo ad una grande operazione antiterroristica, come qualcuno, in modo semplicistico, vorrebbe far credere.
Siamo invece di fronte ad una partita abbastanza decisiva per Israele e per i Palestinesi. O meglio per Tsahal e Hamas.
L'esercito Isreaeliano cerca sul campo di riscattare il disastroso intervento nel sud del Libano del 2006, quando sicuro della propria forza si gettò impreparato in una trappola architettata da Hezbollah.
Adesso è chiaramente riuscito a convincere la dirigenza politica che può riuscire a trovare una soluzione.
L'obiettivo probabilmente e' di delegittimare del tutto Hamas, creando i presupposti per un intervento esterno volto a controllare il territorio di Gaza. L'ideale sarebbe ottenere un protettorato, cosi' da congelare le aspettative nazionalistiche e rappresentative dei palestinesi per un (bel) po'.

L'obiettivo di Hamas è esattamente opposto. Nei suoi sogni più proibiti c'è la speranza di ripetere l'exploit di Hezbollah, bloccando l'esercito Israeliano con una guerriglia feroce, continuando a lanciare razzi e continuando a controllare il territorio. Questo le permettebbe di sedersi ad un ipotetico "tavolo di pace" aprendo quindi la strada ad un riconoscimento "formale". E da qui chissà cosa ne potrebbe venir fuori, magari la possibilità di controllare o co-controllare un valico strategico come quelli di Rafah. Per certo Hamas non ha nessuna voglia di vedersi rimpiazzata o controllata da quelli dell'ANP.

Nella realtà Hamas non ha assolutamente un potere militare comparabile a quello foraggiato e ben organizzato di Hezbollah. Da parte sua Tsahal ha potuto preparare questa offensiva con calma nei mesi passati, ed è improbabile che si faccia nuovamente trovare impreparato.

Nel mezzo, tra questi due, ci sono gli abitanti di Gaza, che non hanno modo di mettersi in salvo e di fuggire. Nessuno, nonostante tutto, è disponibile ad ospitarli, neanche i "Fratelli Musulmani" vicini. E adesso che su Gaza piovono bombe, lanciano razzi, volano pallottole e girano carri armati, è strage continua.

6 gen 2009

Alberoni Spotting

Stasera, questa volta sul TG2, nuova intervista al nostro Alberoni . Rispetto all'intervista di fine anno cambiava lo sfondo. Questa volta , nell'inquadratura,due quadri simil Tiepolo campeggiavano dietro il nostro ineffabile .
Per il resto, contenuti identici all'intervista girata sulle reti Mediaset. In sintesi: L'Italia va bene e andrà bene, siamo la capitale del buongusto e se facciamo quello che ci piace e ci riesce bene, vedrete che la crisi passerà in un attimo.
Ari -Boh! Avranno finito gli opinionisti?

2 gen 2009

Facebook (già, ci sono arrivato anch'io)

Iniziamo a fare outing, in questo periodo, gli ultimi due mesi diciamo, sono stato un po' meno presente perchè .... ho frequentato un po' di più Facebook. Ecco l'ho detto.
Mi ero creato un profilo un annetto fa, ma poi non lo avevo mai utilizzato. Per colpa di qualche vecchio amico, all'inizio dell'estate sono ritornato su quell'applicazione e col tempo ho scoperto che si era creata una certa massa critica di informazioni tale da rendere interessante interagire un po'. Da li e' per me iniziato il fenomeno.
Lo so, questa attività è dai più deprecata. In particolare, per una serie di validi motivi che non voglio mettere adesso in discussione, tutta l'Intellighenzia Internettiana disprezza un po' la corazzata generalista del Social Networking di Facebook. I migliori gli preferiscono infatti strumenti "social" più specializzati e raffinati.

Fatto sta che questa frequentazione mi ha permesso di sperimentare alcune cosucce.
Innanzitutto Facebook stessa è un'ottima applicazione Web, ben fatta, semplice e abbastanza robusta. Non stupisce il successo planetario ormai inarrestabile. E questo in virtù del fatto che il prezzo di entrata è molto basso.

Mi spiego meglio, ognuno di questi strumenti "Sociali", Linkedin per non far nomi, richiede che l'utente inserisca tutta una serie di dati per popolare il proprio profilo. Questa attività è lunga e quindi "costosa" in termini di tempo. Su Facebook le cose funzionano in modo differente, lo sforzo per attivarsi (il costo d'ingresso) è minimo. Basta al limite inserire il proprio nick e si è dentro.
Poi a quel punto, e' la propria rete di contatti, con la sua attività che crea e aggiunge le informazioni che finiscono poi per essere collegate anche al proprio profilo.
Insomma, rispetto ad altri strumenti, si fa poco sforzo per entrare e il ritorno in termini di divertimento è molto rapido. Da questo, ecco spiegato il successo esplosivo.
E non è tutto. Facebook ha il vantaggio di concentrare in se una serie di applicazioni che generalmente troviamo separate. C'e' il sistema per uploadare foto e taggarle con informazioni (a la Flickr), lo wall per il microblogging ( stile Twitter ) oppure i postare link ad altri documenti (stile Tumblr) oppure riferire interventi più lunghi e anche la possibilità di andare in chat con gli "amici" presenti in linea (come un qualunque IM).
Tutto questo rende possibile concentrare in questo spazio una serie di azioni e operazioni a che generalmente tendono ad essere disperse in rete. E questo rende Facebook un "Luogo". Ovverosia uno spazio in cui è possibile eseguire una serie di attività ma in cui siamo anche esposti all'evento fortuito o all'incontro casuale. Molto spesso è possibile gironzolare senza un'idea precisa di quello che potrebbe capitare, ma semplicemente aspettando che qualcosa accada. E le azioni sono tante, è possible girare per i profili conosciuti, guardare le foto condivise, commentarle, arricchirle di informazioni, etrare in chat con un "amico" in linea, mandare messaggi, commentare post. Tutto in un unico ambiente abitato da persone che conosciamo.

Oltre a questo si aggiunga anche il Tam Tam dei mezzi di informazione tradizionali che hanno scelto di dipingere FB, non come una super chat abitata da adolescenti brufolosi, ma come un luogo pruriginoso dove si rovinano famiglie e si intrecciano chissà quali legami. E questo ha donato all'ambiente quel fascino irresistibile dato dal sapore del trasgressivo e del peccaminoso.

Al di la dell'applicazione il vero spasso è offerte dalle persone che sono presenti. Nell'ultimo periodo di accesso massiccio, un notevole bestiario umano è passato in parata, e per puro diletto mi va di divertirmi a descrivervi qualche profilo.

* Utente esperto Disincantato (Blasé). L'atteggiamento è questo: "Sono qua ma solo per farvi vedere che in realtà vivo altrove. Passo di qua ma faccio altre cose, non scocciatemi più di tanto. Mi sono fatto il profilo solo per consuetudine sociale, e voi siete solo un branco di sfigati. E comunque non volevo iscrivermi. "La scusa più divertente l'ho raccolta qualche tempo fa da una conoscente: "Sono qua solo per lavoro, in realtà non volevo iscrivermi per niente, anzi non ci tengo e non taggarmi nelle foto che sono timida". Da li poi è stato un continuo upload di foto e interventi a destra e a manca. Credo che adesso abbia superato i 500 contatti. L'ho decisamente abbassate nel news feed per spam eccessivo.

* Neofita. Sono su Facebook perché ci sono tutti i miei amici. Non so in realtà che cosa ci sto a fare, ma se mi scrivete sullo Wall mi arrabbio perché è una violazione della privacy. Intanto ho messo su il mio indirizzo, numero di casa, codice fiscale e numero di piede.

* Social competitivo. Non ti conosco, ma aggiungimi ai tuoi amici. Ho fatto a gara con i miei per raggiungere il numero più alto di collegamenti in meno di un mese. Dai unisciti anche tu.

* Turista per caso.
Foto del profilo irriconoscibile, tipo con Burqa se soggetto femminile o con una kefia e caftano se maschile. Non c'e' molto se non una serie di album fotografici su tutti i viaggi fatti nei luoghi più improbabili del mondo, dal Gobi alla Patagonia. E' chiaro il pensiero della persona: Se Marco Polo ( o Indiana Jones) avesse avuto una pagina su Facebook sarebbe stata così. Insomma la fiera delle vanità.

*Nostalgico.
Link e foto rigorosamente taggate e scattate dagli anni 60-70-80 (dipende dall'età) che riprendono il soggetto in tenera età con i compagni di asilo/scuole elementari/medie/liceo. I collegamenti riguardano per lo più vecchi compagni persi di vista e poi ritrovati dopo venti trent'anni. I Post sul Wall ricordano un po' i ritrovi degli scampati a qualche immane tragedia: Anche a distanza di anni, felici di essere sopravvisuti, ma tutt'ora provati. Complessivamente traspare un'impressione generale da Grande Freddo, ma senza le scene di sesso.

* Compulsivo. Ogni sessanta secondi aggiorno lo status descrivendo quello che sto facendo. Se guardo le nuvole fuori dalla finestra scrivo: "Pinco Pallino guarda le nuvole dalla finestra". Se sto scolando la pasta, mi fermo e scrivo: "Pinco Pallino scola la pasta". Pericolossimo inloopparsi. Mario Rossi ha iniziato ad aggiornare a Ottobre 2008 lo status scrivendo: "Mario Rossi aggiorna lo status su Facebook" e da li ha continuato imperterrito ogni sessanta secondi. I medici vogliono staccare l'alimentazione ma i comitati pro vita si oppongono sostenendo che anche quella, per quanto vegetativa, sia vita.

* Ludico-Compulsivo. Sono i peggiori. Passano tutto il tempo a fare quiz sulla personalità, sui gusti, sugli amici, oppure a giocare a guerre di Bande o di Vampiri o di qualunque altra stupidaggine la mente umana possa vomitare pur di rubarti l'accesso alle tue informazioni personali. Ma questi continuano imperterriti. La cosa pegggiore è che ti tempestano di inviti per unirli un questa insana attività. Bandire.

* Trend follower. Tutti sono su Facebook quindi perchè io no. Della serie, lo faccio solo per farmi un po' di buona pubblicità. Mi sono aperto il sito. Ho aggiunto la foto più bella che avevo (manco sembro io). Ho compilato tutti i campi giudiziosamente. Ho aggiunto tre o quattro booklet, viaggi, cene e amici vari. Poi è inutile che mi cerchiate la, che tanto non lo guardo. Se mi volete, mandatemi un'email.

Ma alla fine? Il limite principale di Facebook è in fondo la sua forza. Facebook non è l'Internet, si propone invece uno Walled Garden. Una versione più controllata della Grande Rete, un ambito più piccolo, dove puoi scambiare le informazioni con i tuoi amici selezionati. Alemno così era fino a qualche mese fa. Sicuramente adesso non lo è più, con oltre 140 Milioni di utenti attivi FB sta pervadendo Internet o per lo meno. Adesso inizia ad essere difficile capire chi sia effettivamente quell'amico del tuo amico e se la richiesta ti stia arrivando da un essere umano o da un (ro)Bot.
Non voglio azzardare previsioni, ma qua mi vengono in mente due scenari possibili.

1) Facebook diventerà l'Internet. Un po' come adesso associamo l'Internet al WWW, in futuro assoceremo la presenza su internet all'interazione con Facebook. Facebook quindi come applicazione prevasiva della grande rete. Questo è lo scenario a mio avviso più improbabile e pericoloso. FB è una tecnologia proprietaria per quanto aperta. E in quasi casi ci si fa la domanda su chi "controlli i guardiani?".

2) Facebook non crescerà più di tanto e le tecnologie e le applicazioni fuggiranno al di fuori. Il futuro vedrà applicazioni federate con sistemi per lo scambio e il mantenimento dei profili. Non avrà senso chiudere le applicazioni in un recinto chiuso, quando questo recinto ha dimensioni paragonabili al mondo stesso. Quindi FB si dovrà aprire il più possibile e si porrà unicamente come piattaforma di mediation, sempre più indipendente dalle parti di frontend.

La boccia di cristallo, l'ho presa all'Ikea e sta sulla mia scrivania da quasi tre anni. Vi confesso però che non ha mai funzionato. L'unica possibilità è stare a vedere cosa accadrà. Per il resto, tutto questo, è un vero spasso.

(Ma tutta questa tirata a quale categoria mi fa appartenere? Mah!)