Niente da fare. Il pronunciamento della consulta sul Lodo Alfano mi ha preso alla sprovvista. Fossi stato un bookmaker, ieri avrei perso un bel po' di soldini a pagare le quote di chi aveva scommesso sull'esito effettivo.
Incredibilmente gli unici che non si sono stupiti sono stati i miei amici conoscenti che abitano fuori dall'Italia. Dall'estero la percezione della situazione italiana è sicuramente differente.
Mi rendo conto adesso che il ventaglio delle evoluzioni possibili si allarga rapidamente. Due giorni fa eravamo un paese con una maggioranza tronfia e tracotante, un'opposizione da operetta, bloccato e imballato, adesso la situazione puo' evolversi in modo inaspettato. A chi queste ora è giù in strada ad esultare, consiglierei di tornare con i piedi per terra: al momento non c'è niente di nuovo B. è sempre stato inquisito ed da oggi potrà tornare ad esserlo. Gramellini ci ricorda come questo sia lo stato naturale del nostro PresConsMin. Non credo che, nel prossimo futuro, le orde rosse prenderanno d'assalto il palazzo d'inverno. Quello che ci possiamo, al limite ,aspettare è un rimescolamento del peso di alcune figure all'interno del PdL. Staremo comunque a vedere,
Naturalmente il PresConsMin tuona contro i giudici di sinistra e contro i verdetti politici. La verità è che la sentenza della Consulta è quantomai tecnica. Non si ribadisce che un cittadino non possa avere i processi penali temporaneamente sospesi, ma che tutto questo, avrebbe dovuto essere reso legge con una legge costituzionale.
Tutto qua.
Sarebbe bastato per il PresConsMin usare un iter parlamentare meno da furbetto e non ci sarebbero stati problemi. Una bella riforma costituzionale ben fatta, sarebbe stata inoppugnabile. Ma si sa, lui è circondato com'è solo da avvocaticchi ha sempre preferito procedere un pezze, a leggine a persona, ad emendamenti. E questo è il risultato.
8 ott 2009
14 set 2009
Incipit de Lapalisse.
RAI2 , Miss Italia.
Studio: "- la nostra inviata a Salsomaggiore porrà alcune domande alla presentatrice, partiamo col collegamento.."
Inviata (domanda alla Carlucci) "Quest'anno abbiamo assistito ad un miss Italia al femminile...."
Svegliatemi per la prossima edizione al maschile.
Studio: "- la nostra inviata a Salsomaggiore porrà alcune domande alla presentatrice, partiamo col collegamento.."
Inviata (domanda alla Carlucci) "Quest'anno abbiamo assistito ad un miss Italia al femminile...."
Svegliatemi per la prossima edizione al maschile.
10 set 2009
Incontrate anche voi il nuovo leader della sinistra.
Ho pensato che era tanto che non sentivo un politico fare un bel discorso così filato, se fossi stato presente avrei applaudito più volte. Non un accenno a identità nazionali, ordine, fu regime, "aiutiamoli a casa loro", antiamericanismo, o altre cose storicamente tipiche della nostra destra.
Tutto coerente, senza se e senza ma, poi mi sono accorto che era proprio Fini a parlare, che non stavo sognando, e allora con un brivido ho cambiato canale.
Bentornato!
Il sito ufficiale dell'HST lo trovate qua con le ultime foto qua.
6 set 2009
Sull'influenza H1N1
In particolare ho trovato notevoli oltre alla forma e al contenuto anche l'approccio. Questo è per me assolutamente inedito. L'autore affronta problemi complessi di biologia utilizzando i paradigmi della scienza dell'informazione. E la cosa funziona! Ho l'impressione che questo articolo non sia un caso isolato, ma solo il primo di una serie, di una sottocultura nascente.
L'articolo parte da un'idea avuta dall'autore nell'osservare il genoma del virus H1N1. Questi mostra, come con le attuali conoscenze sia possibile modificare un virus, generalmente poco aggressivo, e renderlo molto più letale.
L'H1N1 è un virus RNA codificato in tutto da 8 geni. 8 spezzoni di RNA, identificati dalle seguenti sigle: PB2 PB1 PA HA NP NA MP NS (vedi qua). Il genoma dell'H1N1 è liberamente disponibile e consultabile qua, ad esempio.
In tutto si tratta di 13588 basi. Se codifichiamo ogni base con 2 bit, in fondo ce ne sono solo 4 di basi, allora tutto il genoma entra in 3397 bytes: 3,3 kB.
Niente male come efficienza di encoding, specialmente se la rapportiamo alla dimensione dei più comuni virus informatici che ingombrano quasi un ordine di grandezza in più di byte. MyDoom per avere un'idea e' circa 22 KB.
Dalla letteratura sappiamo che una mutazione del gene PB2, precisamente nella posizione della 1879a base, rende i virus dell'influenza A, a cui l'H1N1 appartiene, molto più aggressivi.
Con il genoma in mano, dell'H1N1 e un'azienda tipo la Mr. Gene, l'autore afferma di avere la possibilità di implementare questa mutazione nell' H1N1. Basta infatti sostituire in quella posizione una base di Guanina con una di Adenina per ottenere un H1N1 molto più pericoloso.
A questo punto il genoma (3,3 Kb) puo' essere inviato ad un'azienda come la Mr. Gene, per ottenere indietro i geni belli e pronti. Con qualche altro sforzo (articolo è del 99), diventa possibile realizzare il virus vero e proprio.
Et violà, l'arma biologica è servita.
Dopo la lettura rimane il senso di stupore e qualche domanda:
1) Quante scoperte sono possibili semplicemente analizzando, con occhio nuovo, dati che conoscono già?
2) Perché molte scoperte e miglioramenti sono immediatamente indirizzabili a rendere le cose un po' peggiori invece che migliori? E' cinquant'anni che cerchiamo inutilmente un sistema per sfruttare l'energia nucleare di fusione., mentre invece, in quattro e quattr'otto, prima ancora di spaventarci all'idea, è diventato possibile cuocere virus ad hoc, quasi nel garage di casa?
3) Chissà, quante scoperte ci sono ancora in quei dati. Chissà quante pericolose. Per esempio: Per motivi storici/sociali le etnie di provenienza asiatica hanno una resistenza inferiori nei confronti delle malattie polmonari, rispetto agli occidentali. Di converso questi sono più vulnerabili ai batteri/virus gastrointestinali. Quanto tempo manca prima che qualcuno inizi a sintetizzari armi biologiche che hanno come bersaglio particolari gruppi etnici?
4) I virus sono nanomacchine, le migliori e le più piccole. Con una comprensione ancora migliore dei meccanismi del motore cellulare, diventerà possibile implementare a piacimento una qualunque nanomacchina. La prossima rivoluzione tecnologica, sarà alla fine quella della nanotecnologia? Drexler sarà il primo futurologo ad essere ricordato per aver visto giusto?
28 ago 2009
Il caso dell' onorevole B. e del signor B.
è un po' che non scrivo, vediamo di riprendere prima di arrugginirci del tutto, onde evitare di finire a postare unicamente aggiornamenti di status su FB.
Oggi Il Giornale pubblica un'infamante inchiesta sul Dino Boffo direttore di Avvenire. L'inchiesta copre aspetti della vita privata del signor Boffo con pienezza di particolari e di riferimenti.
Vista da fuori la manovra sembrerebbe proprio una rappresaglia da parte del Direttore del Giornale ( o del suo editore) alle critiche mosse, da alcuni esponenti vicini alla CEI, su atteggiamenti simili a quelli contestati al premier.
Tutto questo è molto divertente, anche perché il cardinal Bertone, ha in fretta e furia cancellato la cena di rappacificazione che doveva tenere assieme all'onorevole B.
Non so che cosa sarà della cerimonia della perdonanza. Si dice che l'onorevole B. sia su tutte le furie per l'accaduto.
In ogni caso non riesco a mettere sullo stesso piano l'ipotetica conduzione del privato contestata al nostro onorevole B., Presidente del Consiglio, con quella contestata al povero Boffo. In fondo, Boffo, non è il mica il massimo responsabile dell'esecutivo italiano. O al pubblico deve interessare se il signor B., direttore di Avvenire è ricattabile? Sinceramente credo proprio di no.
Oggi Il Giornale pubblica un'infamante inchiesta sul Dino Boffo direttore di Avvenire. L'inchiesta copre aspetti della vita privata del signor Boffo con pienezza di particolari e di riferimenti.
Vista da fuori la manovra sembrerebbe proprio una rappresaglia da parte del Direttore del Giornale ( o del suo editore) alle critiche mosse, da alcuni esponenti vicini alla CEI, su atteggiamenti simili a quelli contestati al premier.
Tutto questo è molto divertente, anche perché il cardinal Bertone, ha in fretta e furia cancellato la cena di rappacificazione che doveva tenere assieme all'onorevole B.
Non so che cosa sarà della cerimonia della perdonanza. Si dice che l'onorevole B. sia su tutte le furie per l'accaduto.
In ogni caso non riesco a mettere sullo stesso piano l'ipotetica conduzione del privato contestata al nostro onorevole B., Presidente del Consiglio, con quella contestata al povero Boffo. In fondo, Boffo, non è il mica il massimo responsabile dell'esecutivo italiano. O al pubblico deve interessare se il signor B., direttore di Avvenire è ricattabile? Sinceramente credo proprio di no.
20 lug 2009
For all mankind.
Ci sono persone che, incapaci di vedere il senso del meraviglioso in quello che accade, preferiscono credere ad assurde teorie di complotti e macchinazioni. Credo invece che la cosa più fantastica e al tempo stesso improbabile, sia il fatto che sulla Luna, il 20 Luglio del 1969, i due dell'Apollo 11, ci siano scesi sul serio, riuscendo anche a tornare indietro sani e salvi. Non per la propria gloria, non per la supremazia degli Stati Uniti, ma per tutto il genere umano. |
L'impresa apollo è stata sicuramente un'officina di tecnologia, scienza, esplorazione con ricadute nei settori più disparati: dalle padelle in teflon ai controlli di qualità e molto, molto altro. Ma c'è stato, a detta di molti, un contributo fondamentale, non scientifico o tecnologico, che il programma ha donato. Un dono alla consapevolezza umana a al senso di chi siamo e da quale posto proveniamo. Il risultato, è condensato in questa foto famosissima foto scattata dall'Apollo 8 : Earthrise. Le distese sterili della Luna ci hanno permesso di capire quale dono incredibile sia questo pianetino che abitiamo. Visti dall'altro lato della luna, siamo tutti li, contenuti in quella foto. Non importa di quale colore sia la vostra pelle, il credo religioso e quello politico, alla fine questo è l'unico mondo che possiamo abitare e condividere. |
15 lug 2009
Ma esattamente cos'è che ci facciamo, e perchè?
Questo nello schema a destra è l'Iveco VTLM, veicolo leggero pensato per le forze armate.L'esercito Italiano lo utilizza con successo sotto il nome di Lince, l'Esercito Britannico ne ha acquistatati circa 400 esemplari, in una versione leggermente modificata col nome di Panther.
E' un mezzo di successo ed e' molto apprezzato E' a tutti gli effetti orgoglio e vanto dell'Esercito Italiano. Con il Lince i nostri militari sono sopravvissuti a più di 7 attacchi di IED senza riportare alcun caduto. A bordo di un lince puoi saltare su una mina anticarro e sperare di uscirne vivo.
Lo scorso 14 Luglio, però , in Afghanistan, vicino a Farah, alcuni
Il risultato finale lo potete purtroppo vedere nella foto a lato (non ho la certezza che sia l'immagne giusta, non arrivano quasi foto dall'Afghanistan, ma ci sono buone possiblità che sia proprio quella ).Alla fine, per varie ragioni, in Afghanistan c'é qualcuno che reputa che far brillare gli italiani su mezzo quintale di esplosivo sia un risultato degno di essere conseguito.
La situazione in Afghanistan sta peggiorando inesorabilmente e personalmente trovo insopportabile il fatto che qua dall'Italia non ci sia un'informazione obiettiva su quello che accade.
Non so se sia una scelta dello stato maggiore o del governo, ma questa dell'Afghanistan, da l'impressione di essere una guerra privata, combattuta all'insaputa della nostra opinione pubblica.
Non c'è uno straccio di informazione su quello che accade. Se si deve fare un servizio su quello che fanno i nostri militari, vengono mostrate immagini bucoliche di villaggi afgani con l'inaugurazione di una conduttura di acquedotto o di una scuola. Se questi fossero i contenuti della missione, tanto vale sarebbe stato sufficiente inviare i volontari della pace o la protezione civile.
Quando proprio deve trapelare una qualunque informazione, perché proprio non se ne può fare a meno, come nel malaugurato caso di un caduto, allora questa viene condita di tutti i possibili elementi tranquillizzanti.
Come in questo caso, per i feriti, ci si affretta sempre a dire che non sono mai in pericolo di vita. Come se perdere un arto o rimanere paralizzati alla fine sia comunque qualcosa di trascurabile. Non si mostrano quasi mai foto dei mezzi danneggiati e del luogo. Si fa si in modo che l'attenzione si focalizzi su quello che avviene dopo, i familiari, il funerale, le interviste con gli amici, raramente si mostra quello che è avvenuto prima o durante. Rare sono le foto prese sul campo o sul luogo dove è avvenuto lo scontro o l'incidente.
Tutto sembra assemblato apposta per lasciare il ricordo meno traumatico possibile.
Insomma quello che contesto, non è assolutamente il razionale geopolitico che ci ha portato in Afghanistan, immagino ci siano ottime e imprescindibili motivazioni. Gli eserciti non si muovono da soli per andare a fare la guerra, almeno nei paesi democratici, lo fanno invece su mandato dei politici che hanno in mente dei fini ben chiari.
Almeno, dovrebbero.
Quello che a me disturba, è riceve in continuazione un'informazione parziale al limite della propaganda su quello che succede la. Una serie di servizi che gira gira finiscono per riproporre il tema degli "italiani brava gente" e li si fermano, senza approfondire, ne spiegare.
Si dirà che questo confezionamento dell'informazione è strumentale alla guerra di propaganda tra le forze Nato e i misteriosi
Ma ho l'impressione che ci possa essere una spiegazione molto più semplice.
La verità è che al momento, ne la destra ne la sinistra, hanno la capacità di spiegare in modo compiuto per quali ragioni siamo in Afghanistan. Una spiegazione basata sul razionale di equilibri di alleanze in seno alla Nato e sull'impegno europeo legato al mantenimento dell'ordine mondiale per quanto probabilmente verra risulterebbe assolutamente insoddisfacente e impresentabile sia da un lato che dall'altro dell'arco costituzionale.
Le uniche idee che riescono ad esprimersi sono quelle diciamo "naif" e quanto mai lontane dalla realtà delle cose.
Mi riferisco ad opinioni del tipo:
- "Siamo in Afghanistan per combattere il fondamentalismo islamico" (Eccellente, allora avvisatemi quando invaderemo anche l'Arabia Saudita, che quella interessa anche a me, per lo meno per saccheggiare i palazzi dei principi)
- "Dovremmo abbandonare l'Afghanistan e demilitarizzarlo inviando solo missioni umanitarie" (Perfetto, basta non avere il mal di stomaco in momenti in cui qualcuno cannoneggia dei vecchi buddha di pietra oppure insegna alle donne a stare al loro posto).
30 giu 2009
Giustizia in slow motion (e a ripetizione)
Ieri Bernard Madoff è stato condannato a 150 anni di carcere per la gigantesca truffa portata avanti in questi anni attraverso il suo fondo.
Non voglio entrare nel merito del fallimento clamoroso dei controlli da parte della SEC, neanche del fatto che la truffa fosse stata già precedentemente denunciata come tale da un altro finanziere.
Da un certo punto di vista queste sono somiglianze con il caso Parmalat.
C'è pero' un aspetto che denuncia a gran voce uno dei problemi principali di questo paese, uno dei problemi che nessuno, ne da dentro la magistratura ne fuori, sembra essere realmente a risolvere.
Mi spiego meglio:
Caso Madoff:
Dicembre 2008, emergono le prime avvisaglie di problemi.
11 Dicembre 2008. Madoff viene arrestato.
11 Marzo 2009. Madoff si dichiara colpevole.
29 Giugno 2009. Il processo si conclude con una pena esemplare di 150 anni. Madoff potrà fare ricorso solo se emergeranno elementi che possano provare il mancato rispetto dei suoi diritti costituzionali, altrimenti la storia si chiude qui.
Caso Parmalat
15 Dicembre 2003 Il CDA Parmalat si dimette.
22 Dicembre 2003 Tanzi viene iscritto al registro degli indagati.
1 Marzo 2004 Parte il primo processo di Milano
29 Marzo 2004 Tanzi è riinviato a giudizio.
18 Dicembre 2008 Viene emessa la sentenza. Molti i prosciolti, Tanzi ottiene una pena definita lieve: 10 anni. Dato che si tratta del primo grado di giudizio, Tanzi potrà ricorrere ancora due volte prima di approdare ad una sentenza definitiva. Tanzi ha già 71 anni, e data l'età è incompatibile con la detenzione in un istituto di pena. Ovverosia non si farà neanche un giorno di carcere (tranne quelli che si è fatto quando era sotto custodia cautelare).
Per carità, non credo di essere un giustizialista, uno di quelli che prova un particolare piacere a sentire il tintinnio delle manette, ma sono l'unico a vedere un problema?
Non voglio entrare nel merito del fallimento clamoroso dei controlli da parte della SEC, neanche del fatto che la truffa fosse stata già precedentemente denunciata come tale da un altro finanziere.
Da un certo punto di vista queste sono somiglianze con il caso Parmalat.
C'è pero' un aspetto che denuncia a gran voce uno dei problemi principali di questo paese, uno dei problemi che nessuno, ne da dentro la magistratura ne fuori, sembra essere realmente a risolvere.
Mi spiego meglio:
Caso Madoff:
Dicembre 2008, emergono le prime avvisaglie di problemi.
11 Dicembre 2008. Madoff viene arrestato.
11 Marzo 2009. Madoff si dichiara colpevole.
29 Giugno 2009. Il processo si conclude con una pena esemplare di 150 anni. Madoff potrà fare ricorso solo se emergeranno elementi che possano provare il mancato rispetto dei suoi diritti costituzionali, altrimenti la storia si chiude qui.
Caso Parmalat
15 Dicembre 2003 Il CDA Parmalat si dimette.
22 Dicembre 2003 Tanzi viene iscritto al registro degli indagati.
1 Marzo 2004 Parte il primo processo di Milano
29 Marzo 2004 Tanzi è riinviato a giudizio.
18 Dicembre 2008 Viene emessa la sentenza. Molti i prosciolti, Tanzi ottiene una pena definita lieve: 10 anni. Dato che si tratta del primo grado di giudizio, Tanzi potrà ricorrere ancora due volte prima di approdare ad una sentenza definitiva. Tanzi ha già 71 anni, e data l'età è incompatibile con la detenzione in un istituto di pena. Ovverosia non si farà neanche un giorno di carcere (tranne quelli che si è fatto quando era sotto custodia cautelare).
Per carità, non credo di essere un giustizialista, uno di quelli che prova un particolare piacere a sentire il tintinnio delle manette, ma sono l'unico a vedere un problema?
24 giu 2009
Memorie di Clemente.
Piccola confessione, mia moglie credeva la prendessi in giro e non riusciva a capacitarsi che lo stessi facendo sul serio.Alla fine sono uscito dalla libreria con un'espressione soddisfatta e sottobraccio l'ultima fatica editoriale di Clemente Mastella:"Non sarò Clemente, memorie dell'ultimo democristiano".
Perché lo ho fatto?
Perché ho comprato l'opera di un politico così lontano dalle mie corde e dalla mia esperienza personale?
Non lo so, ho cercato di darmi delle risposte sul perché mi sentissi così attratto.
La migliore che ho trovato e che si è attratti da ciò che non si conosce e non si comprende.
Ho l'impressione che sulla figura di Mastella ci sia sempre stato dell'understatement. Voglio dire una persona che riesce a passare a seconda dei casi da una schieramento all'altro, un paio di volte in una decina d'anni, e che contemporaneamente riesce ad evitare di fare la fine di Capezzone. Intendo dire a finire a fare i lavoro sporco, il peone, costretto a recitare in prima serata, a sacrificare la faccia, recitando la pravda del berlusconismo. Invece no, il candidato storico di Ceppaloni, si muove tra uno schieramento all'altro e quando si candida per le Europee prende 111 mila preferenze e passa!
Ebbene quest'uomo non è la mezza calzetta che ci hanno raccontato, quest'uomo e' un genio!
Ho ritenuto quindi la cosa meritoria di approfondimento. Oltre a questo, il nome di Mastella evoca generalmente una rabbia e un risentimento superiore a quello scatenato da un Casini o un Maroni, oppure un Formigoni. Perchè tanto odio nei confronti dell'ex Democristiano di Ceppaloni? Perchè una maggiore acquiescenza nei confronti degli altri?
Deve esserci qualche cosa che mi sfugge.
Per ora sono appena agli inizi. La lettura è godibile e fluida, merito probabilmente anche di un'ottima revisione. La tesi del libro, che è nelle intenzioni agiografico è di mostrare come il nostro non sia peggiore di altri politici. Nel far questo racconta i peccatucci propri e le malefatte altrui.
Mastella non si nasconde dietro un dito, parla con la massima trasparenza e mostra il suo punto di vista. E' vero, ammette, lui fa favori. Anzi non riesce a rifiutarsi. Il clientelismo non è quel fenomeno degenere che tutti immaginiamo. Anzi il clientelismo tiene l'uomo politico in contatto con la gente. Gli dona un ruolo di mediazione. Permette alla gente di interagire con le strutture statali usando il politico come intermediatore.
Quando il clientelismo viene interrotto, il primo a subire degli svantaggi è l'elettore stesso che messo direttamente a contatto con le strutture delle banche, della sanità e della pubblica amministrazione, è obbligato a lottare contro i loro difetti congeniti.
Questa è una delle basi del Mastella-pensiero. Ripensateci, la prossima volta che impazzirete ad un help desk comunale: "Avessi un referente".
Oltre a questo Clemente puntualizza, favori sempre, tangenti e bustarelle mai! Una bella differenza rispetto a chi intascava per il partito. E' evidente che qua non c'è del vuoto opportunismo, ma bensì una visione del mondo nettamente differente e originale
Clemente non fa mistero e racconta con dovizia di particolari anche i meccanismi della lottizzazione, in RAI per esempio.
In RAI vige (vigeva) la regola del sette, ogni sette posti questa era l'assegnazione:
- 3 democristiani.
- 2 socialisti.
- 1 comunista.
- 1 meritevole.
Sicuramente emerge un altro tratto preponderante del nostro. La simpatia. Mastella di persona deve essere, come ho sentito dire, un piacione irresistibilmente simpatico.
La cosa traspare nei fatterelli qua e la nella narrazione. La nascita per esempio dei Mastellini, tanto vituperati da Grillo. I famosi torroncini che ormai sono diventati quasi un dono proverbiale. Il primo a riceverli fu Moro.
Esemplare del carattere e della spregiudicatezza di Clemente, è l'episodio in cui colse in flagrante Beppe Pisanu a truccare una votazione interna alla DC. Pisanu stava inserendo delle schede votate sfruttando i candidati assenti.
A quel punto invece di denunciare il broglio Mastella affrontò da Pisanu e gli propose un arrangiamento: "Una a me e tre a te". Un colpo da maestro.
Cos'è il genio? È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità di esecuzione!
Capito il concetto?
Il libro poi riesce a dare uno spaccato estremamente interessante delle dinamiche della politica dalla prima alla seconda repubblica. E' pieno di fatterelli, vissuti in prima persona e non. Come non citare la scena di una seduta della parlamento presieduta da Andreotti Si discuteva della fammosa "legge truffa", e in aula volavano penne e fascicoli. In quell'occasione Andreotti continuo' a presiedere impertubabile la seduta, con in testa un cestino della carta straccia, a mo' di elmo da guerriero samurai. Imperdibile!
Incredibilmente anche Mastella è concorde nel definire Cossiga come l'uomo più intelligente dei potenti democristiani.
Insomma il libro sembra valere ben più dei 18 eu del prezzo di copertina. Lato mio, prometto di tenervi aggiornati su tutte le perle che troverò.
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