26 mag 2008

Stasera su RAI 2 (3)

Nuovamente su Voyager, in prima serata.
Stasera scopriamo che i teschi di Cristallo di Rocca posseggono mirabolanti capacità divinatorie, superiori a quelle di una comune boccia di cristallo. Tipo quella che ho sulla scrivania.
I Maya lo sapevano e infatti erano grandi patiti dei teschi di Cristallo.
Alla fine però non erano riusciti a prevedere o a evitare il collasso della propria civiltà.

Sull'arca dell'alleanza, invece resto un po' deluso, lo sa mezzo mondo che l'arca non è più gerusalemme ma bensì ad Axum, guardata a vista dai discendenti dei Falascià

Poi tocca alla numerologia, 666 numero della bestia, 23 gli illuminati, 77 le gambacce e 90 la paura, ah! no quella e' la tombola.

E forse non sapevate che il primo incidente automobilistico avvenne il Venerdì 13.
E anche agli astronauti dell'Apollo 13 gli è andata di lusso. Era meglio chiamarlo Apollo 12 bis.
Coincidenza o il 13 porta sfiga?
Con questo bel dilemma ci vediamo alla prossima puntata.
Certo è che alla fine, dico dico, ma non me ne perdo una di puntate di Voyager.
E bravo Giacobbo!

24 mag 2008

Ma guarda tu i casi..

Proprio nel momento in cui l'Italia si vota alla fissione nucleare per ampliare il proprio mix energetico, colgo questa news da slashdot.
Il post e' un po' sospetto detto tra noi. Un blog americano linka un autorevole giornale finanziario italiano, che riporta la notizia secondo cui uno scienziato giapponese è riuscito ad eseguire un balzo prodigioso nella ricerca di base energetica.
Il professor Yoshiaki Arata ha infatti perfezionato unprocesso di fusione fredda basato sull'utilizzo del palladio, simile ,quindi, a quello famigerato di Fleishmann e Pons.
La differenza è che il professor Arata a detta del Sole 24 ha organizzato una dimostrazione con tanto di reattore a fusione fredda e motore di Stirling, dimostrando il ciclo completo di generazione dell'energia.
Se la notizia fosse confermata si tratterebbe effettivamente di una scoperta fondamentale.
Vediamo che accade nei prossimi giorni.
I ricercatori Giapponesi sono ahimè famosi per la non replicabilità di alcuni esperimenti. Non ho idea di che pasta sia fatto il prof. Arata.
La scoperta ha anche un risvolto nazional popolare di quelli che fanno sempre un pò sorridere. Sembra infatti che il processo originario sia stato ideato da un ricercatore italiano dell'INFN di Frascati. Ah! L'italico ingegno!

Aggiunta successiva
Dato il successo (!) di questo post mi permetto anche di lincare questo mio scritto nell'estate del 2007 sullo stato della fusione calda.

21 mag 2008

Pensieri sparsi su Tremonti, Econimia, Globalizzazione e Protezionismo e perchè no, la Germania...

A volte penso che questo tutto sbandierare e strapparsi le vesti sulla globalizzazione sia solo una gran manfrina. Una manfrina buona per gli apocalittici custodi di un protezionismo tardo ottocentesco, quelli come Tremonti per esempio.
Oppure penso anche che sia una gran manfrina ideologica per spiegare la situazione fallimentare di alcune realtà.
Oppure anche in generale sia una visione conforme al desiderio di adeguarsi allo spirito dei tempi e priva di fantasia.
La realtà come al solito è molto più complessa. Tanto per portare un esempio, mi viene in mente la realtà della cantieristica italiana, demolita e lasciata decadere anni fa. All'epoca sembrava un settore improduttivo, roba da terzo mondo, le navi le farnno solo in Korea se va bene o in Congo.
La realtà e' ben diversa adesso nel 2008, l'industria nazionale è sparita, di converso c'e' una richiesta paurosa di ordinativi e paesi come la Turchia hanno il funnel pieno per i prossimi 5 anni.

E' per questo, giusto per pesarla un pò fuori dagli schemi soliti, che linko con piacere questo bel pezzettino di Darwin sulla Germania .

5 mag 2008

Stasera su RAI 2 (2)

Stasera il nostro Giacobbo è a corto d'idee. Dopo l'inizio di puntata sulla realtà fisica dei Giganti, il "pathos" si e' purtroppo tremendamente sgonfiato sulla sindrome degli antenati.
Non so voi ma la famiglia sfigata, in cui ogni componente, per sette generazioni ha un piccolo incidente il primo giorni di scuola, mi annoia un po'. Avranno rotto uno specchio? Machissene, anzi come direbbero a Roma 'sti ca', ma si vede che in redazione erano a corto di idee.
Hanno tirato in ballo Freud, Jung, Einstein e Heisenberg (la fisica quantistica torna sempre utile) e l'Andrea Doria (ve lo giuro sul canguro!)

Il tutto finisce in una bella domanda:
"Come puo' la nostra anima viaggiare nel tempo e nello spazio?"
Non lo so, ma il mio corpo fa tutte le mattine fa 60 Km di spazio in un ora di tempo per ricongiungersi con la mia anima che lo aspetta in ufficio.
Ciao Giacobbo. L'unica cosa incredibile e' che l'etere costi cosi' poco che te ne affidino una fettina anche solo per un'oretta.

Poi la puntata e' proseguita con i vampiri e Dracula. Per chi non l'avesse capito in alto a sinistra sul cinescopio adesso campeggia la scritta "assetati di sangue".
Ah! Rivoglio Herzog e Nosferatu in prima serata!

4 mag 2008

Grazie a Repubblica: Modì e le teste del centenario, una storia livornese....

Grazie agli archivi di Repubblica, aperti sullo Web da poco, è possibile fare ricerche cercare tra gli articoli pubblicati da Repubblica dal 1984 ad oggi.
Il 1984 fu un anno interessante per noi livornesi. Quell'anno la nostra sonnacchiosa città, dimenticata un pò da tutti, balzò alla cronaca per la storia delle teste di Modigliani (Modì).
Da quel momento in poi i livornesi si guadagnarono la fama di popolo burlesco e irriverente. Fu, per quello che mi ricordo, la prima caratterizzazione a livello nazionale della mia città natale.
Grazie a Repubblica, posso integrare i miei ricordi e ricostruire tutta la storia.
Ma andiamo con ordine...

11 Luglio '84
A Livorno, all'inizio di Luglio, la stagione balneare e' pienamente iniziata. Le scuole sono chiuse e la gente ha ormai preso il ritmo estivo. Anche chi lavora non disdegna di andare al mare in pausa pranzo. Si fa tardi la sera e chi puo', si alza tardi anche la mattina.
In città quest'anno, per il centenario della nascita, è stata organizzata una mostra antologica su Amedeo Modigliani riguardante la sua attività di scultore.
Alla mostra sono però anche esposti dei quadri e proprio su uno di questi troviamo il primo articolo di Repubblica. Sembra che infatti uno dei quadri esposti non abbia un'attribuzione precisa, qualcuno parla di "falso". Qua compare il nome della sfortunata direttrice: Vera Durbè, che in questa storia avrà una parte molto difficile.
17 Luglio '84
Un altro pezzettino scritto da Mario (del) Tredici, storico cronista del Tirreno, descrive il tentativo di recuperare dai fossi le statue che Modigliani vi avrebbe buttato in un momento di stizza. La cosa ha un po' il sapore della leggenda, ma in quel periodo, visto l'interesse che Modigliani suscita, si tenta il tutto per tutto e fatta venire una draga si inizia a cercare.
25 Luglio '84
La perseveranza è premiata, dall'acqua spuntano due teste. Si grida al miracolo. Chi le ha cercate e desiderate a lungo non crede a quello che sta avvenendo. DUe Modigliani autentici, due uniche opere perdute di un periodo giovanile. Due opere che potranno rimanere a Livorno. La possiblità anche di creare un museo permanente e fama ed onori imperituri per chi non si è dato per sconfitto ma ha cercato fino all'ultimo questi oggetti. Capirete bene l'importanza del ritrovamento. Nonostante questo il giornalista mette in guardia che potrebbe trattarsi di falsi.

26 Luglio '84
Altro articolo sulle reazioni al Museo Progressivo di Arte Moderna. Il ritrovamento, per la direttrice Verà Durbè, è il coronamento di anni di speranze e di ostinazione. Per organizzare quel dragaggio è stato necessario smuovere mari e monti e solo con il supporto del fratello Dario, Direttore dalla Galleria Nazionale d'arte Moderna. Da Parigi la figlia di Modigliani, Jeanne, raccomanda il massimo rigore nell'atttribuzione.
28 Luglio '84
Lettere. La mostra viene criticata per la scarsa sostanza a livello di opere.
Poi Pisa e Livorno iniziano ad accapigliarsi per chi debba mantenere le opere, che i più ritengono realmente di Modigliani. Livorno è il luogo del ritrovamente oltre ad essere la città natale dell'artista, ma a Pisa c'è la soprintendenza alle Belle Arti. La zuffa dura per un pò, ma alla fine le teste , rimangono a Livorno con buona pace campanilistica.
29 Luglio '84
Muore a Parigi Jeanne Modigliani, la figlia dell'artista.
04 Agosto '84
Viene pubblicata postuma una lettera di critica della figlia di Modigliani. Oltre ad una critica sulla leggerezza della catalogazione, questa si lamenta per essere stata esclusa dall'organizzazione della mostra.
10 Agosto '84
Dai fossi emerge una terza testa.
2 Settembre '84
Esce in fretta il volume "Due pietre ritrovate" dove si magnificano le opere ritrovate. Arrivano anche due telefonate anonime, una alla Nazione e l'altra al Tirreno. Le telefonate guidano ad un cestono della carta straccia in cui sono trovati i negativi di una testa molto simile a quelle rinvenute. I negativi sono accompagnati da una scritta: "Testa ripescata nel 54"
4 Settembre '84
Escono allo scoperto i veri autori delle "teste" . Inizialmente nessuno li prende sul serio.Francesco Ferrucci, Pietro Luridiana e Michele Ghelarducci vanno da Panorama e vuotano il sacco.
Speravano che qualcuno smascherasse il falso, ma si erano resi conto che le cose non stavano esattamente prendendo quella direzione.
Tutti volevano trovare quelle teste e una volta che queste sono saltate fuori, nessuno era in grado di fare un passo indietro.
Nel momento in cui si rendono conto di questo meccanismo perverso, decidono di uscire allo scoperto per cercare di fermare tutto.
Ma c'e' un mistero nel mistero. I ragazzi rivendicano la produzione di una testa, e le altre due, chi le avrà fatte? Oltre a questo c'e' qualcun altro che rimanendo sconosciuto, afferma con lettere anonime di essere in possesso della "testa" recuperata nel '54, quella dei negativi.
6 Settembre '84
Intervista a Dario Durbè, questi preferisce credere ad un ipotesi di complotto a danno suo e di sua sorella e continua ad asserire che le statue sono autentiche.
Però poi ad un certo punto, salta fuori anche un quarto autore.
7 Settembre '84
Il fronte si spacca, i galleristi dubitano delle statue mentre i critici continuano "granitici" a ritenere l'attribuzione autentica.
8 Settembre '84
Un vero 8 Settembre, la polizia interviene e mette i sigilli alla testa "ritrovata" esposta alla mostra. Il Modì 2. Si tratta di una soluzione politica: si e' cercato a tutti i costi di evitare un sequestro.
11 Settembre '84

Anche l'11 Settembre non va meglio, ormai tutti riconoscono l'entità della cantonata e la disfatta e' totale , qua si mette alla berlina il critico della soprintendenza, che ha scambiato un Black and Decker per un ugnetto, manipolato con la massima precisione .
Nella migliore delle tradizioni Italiche non si crede allo scherzo, ma si preferisce costruire fantasiose ipotesi a base di complotti.
12 Settembre '84
Alla Vera Durbè deve sembrar di essere finita in un incubo, nonostante tutto non molla. E' l'ultima, contra omnes, che continua ad asserire l'autenticità dei pezzi trovati.
14 Settembre '84
Alla fine salta fuori anche l'autore delle altre due teste: Modì 1 e Modì 2. Si tratta di Angelo Froglia. Froglia ha qualche anno in più rispetto agli altri ragazzi, è ormai sulla 30, con un passato un pò agitato alle spalle. Si è fatto 3 anni di carcere per un attentato. Adesso fa l'artista e la creazione delle due teste rappresenta per lui un'azione artistica concettuale. Froglia morirà a Roma nel '97.
Ottobre '84
Purtroppo lo "scherzo" inizia a fare delle vittime. Dapprima viene destituito Dario Durbè, poi tocca anche la sorella Vera. Alla fine in Febbraio anche la Procura di Livorno si mette ad indagare e spedisce avvisi di garanzia ad un pò di persone.
Alla fine Dario verrà riabilitato vincendo la causa con il ministero e tornando al suo posto.
Si deve però aspettare il '91 perchè anche l'inchiesta della Procura si chiuda con un bel: "non luogo a procedere".

18 Settembre '91
A Settembre di quell'anno, tal Salvatore di Livorno tramite Giuseppe Saracino, noto stilista Livornese, afferma di essere in possesso di tre statue originali scolpite da Modigliani.
Dice di esserne in possesso sin dal 43, quando le ha recuperate dallo scantinato dello Zio che le aveva avute in dono da Modigliani stesso prima di partire per Parigi.
Salvatore voleva uscire allo scoperto nell'84 ma tutto il can can nato sulle statue "false" gli aveva suggerito di mantenere un basso profilo.
Saracino ha il senso delle spettacolo, afferma di volere qualche milione di vecchie lire e una trasmissione in prima serata su RAI o Finnivest per potersi confrontare lui e Salvatore contro i "Critici".
Ma la discrezione di Salvatore dura poco. Il giorno successivo il 19 accetta di essere intervistato aggiungendo un pò di particolari sul ritrovamento delle teste. Si scopre che Salvatore si chiama Pietro ed è il cugino di Saracino.
Settembre '92
Carboni continua a perorare l'autenticità delle proprie teste. E' chiaro che qua i critici dopo essersi scottati ci vanno con i piedi veramente di piombo prima di esporsi al rischio di una falsa attribuzione. Nessuno parla o si espone e Carboni periodicamente si fa sentire.


'96
Alla sembra che il sodalizio tra Carboni e Saracino si spezzi. Carboni accusa Saracino di avergli fatto sparire una testa e fa anche denuncia alla Polizia.

Settembre 2003
A Fauglia, muore Vera Durbè. All'epoca avevo letto la notizia, e mii aveva colpito quanto tempo fosse passato da allora. Mi venne da pensare che valesse la pena di mettere insieme i fatti e le idee su tutta questa storia.


Alla fine ci sono voluti quattro anni e gli archivi di Repubblica,ma ditemi almeno se questa storiella, di una calda estate livornese di tanti anni fa, vi sia un po' piaciuta.


22 apr 2008

Me la voglio segnare...

Questa me la voglio veramente segnare.
Me la voglio segnare perchè sono sicuro che tra qualche anno me la dimenticherò, sono sicuro che riguardando indietro al 2008 penserò: "ma non è possibile, non potevano credere a qualche cosa di simile".
Insomma dopo "...le cordate Italiana che deve comprare l'Alitalia, ci mando i miei figli al limite.."
dopo "l'amico Putin che tanto ci mette l'Aeroflot...", quello delle "Ben vengano le ronde dei volenterosi" mi mancava veramente.

Anzi, forse no, non mi mancava per niente e ne avrei fatto volentieri a meno.
Le ronde dei volenterosi, mi fanno sorridere per un attimo pensandole coniugate in salsa padana con condimento di Borghezio. Non riesco però a non pensare a paesi, per ora meno fortunati del nostro. A ridenti paesi dell'America Latina, per esempio, dove fare la ronda volenterosa è una buona occupazione per arrotondare lo stipendio di vigilantes e poliziotti fuori servizio e la ronda si chiama squadra o squadrone.
La si fa in gruppo e si agisce direttamente su segnalazione o mandato di privati cittadini.
Questo e' il nuovo mondo coraggioso che i nostri rappresentanti riescono a proporre e immaginare.

A volte un po' di ipocrisia non guasterebbe.
Qualcuno ha voglia di prendere i bastoni ed andare a spaccare teste in un campo nomadi? Che si prenda le sue responsabilità e ci vada! Cosi' si faceva un tempo!
Ma direte,: "ma noi vogliamo fare solo le ronde, vigilare sul territorio."
"Certo e io non vi conosco e sono nato ieri!"
Siete capitati in pieno 21secolo e non avete ancora capito come funziona. Ogni volta che sentite un accento diverso da quello del vostro quartiere mettete istintivamente mano alla fondina, salvo poi ricordarvi che non avete (ancora) il porto d'armi.
Siete cresciuti nella cultura della tolleranza e non della comprensione e adesso avete una reazione autoimmune.

Adesso non vi basta più i vostri rappresentanti vogliono trovarvi anche l'investitura semi istituzionale!
Un pò di pudore per favore.

Magari finisce come i 300 mila Bergamaschi in armi. Per quelli sto ridendo dal 94...

Comunque: Caro Diario è il 22 Aprile del 2008 e qua in Italia eminenti politici , come proposta per arginare il crimine e la violenza, favoleggiano di ronde di volenterosi cittadini.

19 mar 2008

Mio Dio, e' pieno di stelle...

Oggi e' venuto a mancare Arthur Clarke.
L'anziano scrittore aveva preparato un video per il suo 90esimo compleanno il 16 Dicembre del 2007.
Il video suonava già allora come un commiato. Clarke nonostante l'età continuava ad avere un grande entusiasmo, una grande ottimismo nei confronti delle opportunità che quest'epoca offre al genere umano.
Si doleva però per la guerra civile che dilania la sua patria d'adozione, Sri Lanka.
Ci mancherà la sua umanità e il suo ingegno.

16 mar 2008

Essere Tibetano è bello

Infatti oltre ad avere simpatizzanti di un certo spessore, quali Baggio e Richard Gere tra i primi che vengono in mente, si riesce anche a mettere d'accordo Cina e India, paesi tra loro storicamente nemici con una storia di guerra alle spalle.
Cina e India sono, grazie ai Tibetani, unite in modo concorde a prenderli a mazzate.
Unica differenza gli indiani ci vanno giù solo con i bastoni, i cinesi sparano pure.
Sul Tibet e' calata una cappa plumbea, le uniche news e immagini che escono del tipo: "Manifestanti Tibetani che aggrediscono un povero ciclista cinese", provengono da Pechino.

12 mar 2008

L'Italia spiegata ad un marziano

Nella vigilia di queste elezioni, ci sono pochi pensieri sconfortanti come quelli riguardanti le opzioni che il nostro paese ha di fronte.
La situazione e' chiaramente difficile.
Le tasse sono alte, lo sviluppo non c'è, per molti è faticoso arrivare a fine mese.
Altre categorie si lamentano della difficoltà di imprendere , dei lacci e lacciuoli presenti, che irreggimentando e limitando la libera impresa soffocano ogni iniziativa, salvo ammainare la bandiera della libera impresa, quando poi si tratta di difendere i privilegi acquisiti.

La mia sconfortante impressione e' che qualunque governo salti fuori dalle prossime elezioni non abbia molte alternative. E non solo, nessuno delle "soluzioni" propagandate dai possibili leader è realistica.
L'impressione e' che mai come a questo giro si menta, sapendo di mentire.
Adesso vi racconto perché, magari con la stessa semplicità che utilizzerei se un marziano si presentasse qua a cercare di capire quali problemi affliggono noi Italiani, felici abitanti della settima o forse ottava o nona potenza industriale democratica del pianeta.
Vista da fuori la situazione Italiana non sembra male, il paese non ha un regime dittatoriale, c'e' un sistema sanitario migliore di quello di altri paesi, la nazione non è lacerata da guerre civili o da lotte intestine.
In Italia su 60 Milioni di abitanti ci sono circa 40,6 Milioni di contribuenti , 16 Milioni di pensionati e 4.6 Milioni di dipendenti pubblici.
Il debito pubblico e' di circa 1600 Miliardi di euro.
Quindi facendo un attimo di conti 20 Milioni di lavoratori mantengono 20 Milioni tra pensionati e dipendenti del pubblico impiego.
E' naturale che i primi si lamentino per le tasse alte e i secondi per gli stipendi e le pensioni basse.
Questa e' la realtà dei numeri.
Notare il rapporto tra pensionati e lavoratori e tra i lavoratori del pubblico impiego e quello del settore privato.
Caso mai non l'aveste notato, ri-notate per favore i 2 ordini di grandezza che separano il debito da eventuali tesoretti .
Ora data questa situazione la ricetta della destra e' in sintesi: "piu' sviluppo e meno tasse".
Non si capisce però dove intendano prendere i soldi, forse scavando una voragine ancora più profonda nel debito? Già adesso questo debito di costa 91 Miliardi di interessi passivi ogni anno.
Di certo non c'e' sviluppo che possa cambiare questa situazione, al limite potranno arrivare degli spiccioli.
Anche perchè questo strano paese che e' l'Italia e' anche la partia delle lobby e delle corporazioni, Notai, Tassisti, Controllori di volo, dipendenti Alitalia, giornalisti ognuno con i propri "diritti" da far valere sul bene pubblico. E con questa compagine di miniinteressi qual è la direzione dello sviluppo economico che può andar bene a tutti?

La ricetta della sinistra invece adesso è: "più equità per gli stipendi e per le tasse". E qua non ci sono molte possibilità, o le tasse in più devono pagarle quei 20 Milioni del primo gruppo, i cui soldi servono per pagare gli stipendi agli altri 20 Milioni oppure e' necessario tassare maggiormente le imprese.
Per le piccole imprese questa ideona non farebbe altro che incoraggiare l'immersione nel "nero " che da queste parti nasconde gia' il 30% del PIL, quindi effettivamente ridurre il gettito.
Mentre per le Grandi aziende servirebbe a solleticare velleità "transfrontaliere", velleità facilmente realizzabili nel XXI secolo.

Insomma, ho l'impressione che per questo paese ormai non ci siano opzioni magiche. Qualunque cosa possano mettere in campo le nostre elite, l'unico impatto probabile sarà di regalare un po' di "spiccioli" a destra o a manca, qualcosa di più alle pensioni minime, qualcosa di più ai lavoratori, qualcosa di piu' alle famiglie. Un po' di spiccioli per mantenere il consenso e "lavarsi" la coscienza politica.
Niente di tutto questo, temo abbia la capacità di incidere sul reale.
E con questo intendo: cambiare la situazione dei monoreddito che non arrivano a fine mese, oppure migliorare la qualità della nostra istruzione, oppure finanziare le opere infrastrutturali necessarie a migliorare la qualità della vita. Sto pensando ad acquedotti, strade, autostrade, ferrovie e minuzie simili.
Si oggi sono di cattivo umore....