Su Voyager, ribollita in prima serata di xfiles e leggende metropolitane, stasera hanno ritirato in ballo questa bella storia del 2003.
Quella del viaggiatore del tempo arrestato per insider trading. In realtà io ho lincato una storia differente, quella di Andrew Carlssin, viaggiatore del tempo, proveniente dal 2256 e arrestato per insider trading da parte della SEC.
Cercando qua e la, ho trovato c'erano stati aggiornamenti nel 2006, Carlssin è stato intervistato in prigione, e dopo 3 anni, continuava ad insistere di essere un viaggiatore del tempo, facendo anche delle "profezie" sul del futuro petrolio Canadese. Ora la questa storiella è stata postata il 31 Marzo del 2006.
Consultando Wikipedia si scopre quello che forse si poteva supporre: "Andrew Carlssin is a fictional person from a news story hoax.". Oops...
La RAI invece racconta una storia molto simile, che però ha per protagonista un'altro personaggio, tale John Titor. Titor ha iniziato a farsi vivo su Internet postando messaggi.
Anche su questo argomento Wiki è lapidaria.
Titor scrive dal 2000 circa e da allora non ha beccato una previsione.
Giuro che se mi salta in mente di fare il profeta, mi metto a scrivere di roba estremamente vaga , magari in terzine incomprensibili, giusto per non dare a nessuno il gusto di sbugiardami...
29 ott 2007
Come ti fondo l'atomo
Il campo dei tentativi per raggiungere la fusione controllata ed estrarne cosi' energia mi affascina. Più vado ad approfondire, più scopro tecniche e tentativi.
Andiamo con ordine:
Andiamo con ordine:
- Fusione controllata a confinamento magnetico. Tipo ITER e Ignitor, ne ho scritto recentemente. Si prendono degli atomo di deuterio e trizio e si "strizzano" e si scaldano per mezzo di campi elettromagnetici fino a che non fondono. Il contenitore magnetico può avere la forma di ciambella o di un otto come in alcuni stellarator.
- A confinamento inerziale. Si inseriscono sempre del deuterio e del trizio in una piccola capsula e si spara sopra con i laser più potenti a disposizione posizionati in una sfera. La capsula implode e teoricamente il deuterio e il trizio "fondono". Questa e' la sostanza dell'esperimento Shiva/Nova che però non riuscì a raggiungere la fusione.
- Catalizzata da Muoni. I muoni hanno la capacità di fondere in caso di impatto gli atomi di deuterio.l Il trucco è riuscire a creare muoni a sufficienza per generare una quantità di energia dalla fusione superiore a quella necessaria per creare i muoni che l'hanno innescata. E non è un trucco semplice.... Per ora non è stato raggiunto neanche il break even termico.
- A confinamento Elettrostatico. Dispositivi tipo il Fusor, il Polywell , questi dispositivi utilizzano potenti campi elettrici per accelerare gli ioni fino al punto di fusione. Sembra che Google stessa si sia interessata molto a questa tecnologia. C'e' un discreto articolo qua. Tra parentesi tra gli ideatori e' presente anche il professor Bussard. Non so se il nome Bussard vi dice qualche cosa....
28 ott 2007
P.C.M.I.L.
L'ho scoperto su Internet seguendo qualche link. Trovo i videocommenti di questo leader politico veramente irresistibili. Notare il sipario iniziale con il cannoneggiamento da parte dell' incrociatore Aurora e l'assalto al palazzo di Inverno (Eisenstein?) , Marx, Engels, Lenin e Stalin, imperdibile.
Italy on the news
Sui blog internazionali, due notizie dal bel paese riguardanti la libertà del software e di informazione.La prima è una buona notizia. Per lo meno lo è dal punto di vista di chi supporta il software libero e percepisce , quando compra un PC, il prezzo obbligatorio del sistema operativo preinstallato come una vera e propria tassa nei confronti di Microsoft.
In sintesi; per la prima volta un giudice italiano ha dato ragione ad un acquirente di PC , dando torto al venditore, in merito alla rimborsabilità del software base. Praticamente il cliente ha avuto la possibilità di chiedere il rimborso per il software di base installato dal produttore, ma non desiderato dal cliente finale. In questo caso Windows XP.
Qua la sentenza del giudice di pace.
La seconda news e' come dire, un pò "meno" buona, per non dire pessima.
La nuova proposta di legge sull'editoria che intende regolamentare anche l'editoria internet ha regalato un po' di buonumore all'estero. Qua c'e' un articolo del Times impietoso intitolato: Un assalto geriatrico ai blogger italiani.
L'articolo apre cosi:
"by G8 standards, Italy is a strange country. Put simply, it is a nation of octogenarian lawmakers elected by 70-year-old pensioners. Everyone else is inconsequential. "
Puo' rendere l'idea di quanto l'italiani, per il resto del mondo, stia diventando un paese sempre più alieno, chiuso nelle sue logiche e nei suoi meccanismi, ormai incomprensibili per gli "altri".
L'articolista non ritiene che questa manovra sia solo una risposta al movimento di Grillo, nonostante questo si sia dimostrato capace di unificare e cristallizzare l'ostilità al palazzo. Bensì di un problema ideologico della nostra classe politica.
Notare il parallelo tra Roma, Harare (Zimbabwe) e Pechino, ecco, magari questo è un po' sopra le righe. Grazie al cielo non siamo ancora quel genere di stato.
Comunque sul concetto generale non sono del tutto d'accordo.
Credo che in questa proposta, più che animata di spirito liberticida, aleggi invece di una certa ideologia legislativa-totalitarista tipicamente italica.
Uno spirito secondo cui la legge deve definire ogni aspetto del vissuto, in modo anche molto puntiglioso, in onore ad una visione poco pragmatica ed estremamente astratta della legge.
Si rischiano così gli effetti paradossali, di un paese con migliaia di leggi e leggine, estremamente minuziose, regolarmente non applicate o non applicabili.
Situazioni che oscillano dal lassismo estremo al rigore inconcepibile.
In questo caso probabilmente il legislatore avrebbe dovuto fare un passo indietro rispetto ai reati di diffamazione a mezzo stampa, riconoscendo cosi' che il mondo e' cambiato e che non siamo piu' nel ventennio.
Così purtroppo non è stato, e il resto del mondo ride.
A proposito per chi invece avesse ancora dei dubbi sulla diabolicità di Microsoft collego questo pregevole pezzettino di Mau Codogno.
Cheers
26 ott 2007
DARPA Il gran giorno è arrivato
Nelle prossime veicoli autonomi proveranno ad attraversare una finta rete di strade cittadine, completa di auto, incroci e ostacoli mobili.
E' la DARPA Urban Challenge la sfida finale del programma lanciato 3 anni fa. La prima gara fu tenuta nel 2004. Nessuno degli sfidanti arrivò in fondo. Nel 2005 andò meglio, ci fu un vincitore ed una serie di colpi di scena.
Adesso va in onda la sfida, quella seria. Le altre gare erano disputate nel deserto e richiedevano ai veicoli di fare lunghi percorsi su strade extraurbane, qua la faccenda invece e' molto più complessa. Ci sono incroci affolati, rotonde, veicoli parcheggiati e in movimento. Una situazione molto vicina alla realtà dei percorsi urbani. Vedremo chi uscirà vincitore.
Sicuramente questa tecnologia potrebbe avere ricadute molto serie sulla vita di tutti i giorni. Provo ad immaginare una realtà dove i veicoli "guidano" autonomamente e gli umani hanno semplicemente il compito di fare i passeggeri.
Quanti , degli 8000 morti annuali (per non parlare dei feriti) per incidenti stradali che avvengono in Italia, potrebbero essere risparmiati?
E' la DARPA Urban Challenge la sfida finale del programma lanciato 3 anni fa. La prima gara fu tenuta nel 2004. Nessuno degli sfidanti arrivò in fondo. Nel 2005 andò meglio, ci fu un vincitore ed una serie di colpi di scena.
Adesso va in onda la sfida, quella seria. Le altre gare erano disputate nel deserto e richiedevano ai veicoli di fare lunghi percorsi su strade extraurbane, qua la faccenda invece e' molto più complessa. Ci sono incroci affolati, rotonde, veicoli parcheggiati e in movimento. Una situazione molto vicina alla realtà dei percorsi urbani. Vedremo chi uscirà vincitore.
Sicuramente questa tecnologia potrebbe avere ricadute molto serie sulla vita di tutti i giorni. Provo ad immaginare una realtà dove i veicoli "guidano" autonomamente e gli umani hanno semplicemente il compito di fare i passeggeri.
Quanti , degli 8000 morti annuali (per non parlare dei feriti) per incidenti stradali che avvengono in Italia, potrebbero essere risparmiati?
21 ott 2007
Polluzione, Polluzioni
Ne ho beccata un'altra, di modi di dire mutuati dall'Inglese, intendo. Giusto l'altra sera, il contesto era un articolo su "La polluzione dell'aria".
Ovverosia l'inquinamento dell'aria.
"Pollution" ha sempre indicato l'inquinamento, la sporcizia in generale, in inglese. Non che in Italiano non avesse senso, ma semplicemente non lo si utilizzava. Le polluzioni erano una cosa ben diversa dagli scarichi delle fabbriche.
Adesso invece a forza di sentirla e leggerla in un'altra lingua, ci siamo abituati
Ovverosia l'inquinamento dell'aria.
"Pollution" ha sempre indicato l'inquinamento, la sporcizia in generale, in inglese. Non che in Italiano non avesse senso, ma semplicemente non lo si utilizzava. Le polluzioni erano una cosa ben diversa dagli scarichi delle fabbriche.
Adesso invece a forza di sentirla e leggerla in un'altra lingua, ci siamo abituati
14 ott 2007
Fusione calda, tempi freddi...
Leggo ieri, sul corriere della sera, un'intervista al Professor Bruno Coppi. In questa intervista Coppi denunciava l'azzardo realizzativo in corso del progetto Iter e rilanciava invece con il suo Ignitor.
A questo punto, non conoscendo molto di Ignitor ho sentito la necessità di documentarmi un pò, svolgendo la mia ricerchina.
Cos'é la fusione a confinamento magnetico?
Per circostanziare il campo, stiamo parlando di produzione di energia, in particolare di produzione di energia per mezzo della fusione termonucleare controllata.
L'idea di progetti come Iter e Ignitor è abbastanza semplice, si prendono degli atomi di deuterio e trizio, si confinano con dei campi magnetici e si aumenta la pressione e la temperatura finchè non iniziano a fondersi.
Questo genere di fusione, viene chiamato a confinamento magnetico, per disinguerla da altri generi di fusione.
Il calore sprigionato dalla fusione, va ad alimentare il processo di fusione e a produrre energia. Il calore in eccedenza, viene poi utilizzato per scaldare un liquido, far girare una turbina, insomma quelle "cosa la'" che servono poi per generare energia elettrica.
Fin qua tutto bene, il problema è che scaldare il plasma di deuterio e trizio fino a far fondere gli atomi si è dimostrato un compito di una difficoltà enorme.
Il plasma tende a perdere compattezza, in particolare quando si innescano i processi di fusione la stabilità peggiora ancora di più.
La Storia
I ricercatori ci stanno provando dagli anni 50' in poi, i primi sono stati i russi con il design Tokamak, poi gli americani con lo Stellarator, una bottiglia magnetica a forma di otto.
Negli ultimi anni, l'utilizzo di magneti a superconduttore e una migliore comprensione della fisica dei plasmi hanno permesso ai ricercatori di raggiungere la fusione per brevi istanti, ma raggiungere e mantenere per lungo periodo uno stato stazionario sostenuto dalle reazioni di fusione, continua ad essere il Sacro Graal di chi opera in questo campo.
Tutto questo perchè la fusione calda per essere una alternativa utilizzabile al posto del petrolio, del carbone e dell'energia nucleare di fissione deve produrre energia con un certo rendimento.
Questo rendimento per i reattori di questo tipo si indica col parametro Q.
Q uguale a 1,5 vuol dire che per ogni watt utilizzato per alimentare il reattore, il reattore ne produce 1,5 watt di energia. Calcolando che poi quel calore deve passare attraverso una turbina che ha un rendimento di circa un terzo, si capisce che per generare energia in modo economico il fattore Q debba essere il più alto possibile.
ITER
A questo punto arriviamo a ITER. ITER è un progetto molto ambizioso partito nel 1985 con un consorzio formato da Unione Europea, Russia, Stati Uniti, Canada e Giappone. L'obiettivo era di creare il primo reattore a fusione commercialmente utilizzabile. Dato che nessuno ha mai creato neanche un prototipo di reattore a fusione funzionante, si capisce come ITER sia ambizioso come progetto.
L'idea è di utilizzare la migliore tecnologia disponibile su una scala mai vista per produrre, dapprima il primo reattore sperimentale, chiamato ITER, e in una seconda fase il primo prototipo di reattore per la produzione di energia DEMO.
Le dimensioni del progetto erano titaniche, l'inizio della fase di ingegnerizzazione doveva avvenire nel 2001, la consegna finale del reattore DEMO nel 2040 circa, per una spesa complessiva di 10 Miliardi di Euro da spendersi in 30 anni circa.
Il reattore ITER sarà una macchina gigantesca, con bobine superconduttrici alte quanto un palazzo di 5 piani e dovrebbe avere un fattore Q pari a 10. DEMO sarà ancora più grosso con un fattore Q che dovrebbe arrivare a 25.
Quindi se spendiamo un megawatt per alimentare DEMO questo dovrebbe produrne 25. In particolare ITER punta a produrre 500 MW di potenza. DEMO dovrebbe superare la potenza del più potente reattore a fissione attualmente esistente.
ITER però non ha avuto vita facile, dapprima si sono tirati fuori gli Stati Uniti, che negli anni 80 credevano di non avere grossi problemi con l'energia. Poi la Russia in seguito alla crisi economica ha ridotto notevolmente gli impegni, poi il Canada si e' anche lui sfilato.
L'Europa e il Giappone hanno allora iniziato a litigare per una serie di anni sulla scelta del sito che avrebbe ospitato ITER e DEMO. Alla fine 2005 , il Giappone ha acconsentito a scegliere Cadarache in Francia come sito in cambio di una fetta consistente nei gruppi direzionali del progetto.
Recentemente nel consorzio sono rientrati nell'ordine Gli Stati Uniti, la Cina e l'India. Questo dovrebbe garantire ad ITER una discreta stabilità anche se potrebbe aumentare le complicazioni decisionali.
Le critiche
E' chiaro che ITER per si è attirato forti critiche per avere dimensioni gargantuesche coniugate ad un rischio di progetto attualmente non quantificabile. I detrattori affermano che prima di impegnarsi in un progetto simile convenga approfondire con ricerca di base il comportamento dei plasmi, il comportamento dei materiali sottoposti ad un bombardamento di neutroni ad alta energia e tutta una serie di fattori che devono essere compresi a fondo per poter arrivare a produrre energia di fusione su base industriale in modo certo.
L'articolo
Ecco quindi l'obiezione del professor Coppi che propone invece di costruire un piccolo reattore, Ignitor, con tecnologia dei magneti tradizionali, niente bobine superconduttrici
bensì "normali" bobine in rame.
Questo permetterebbe subito (4-5 anni) di investigare le modalità di accensione del plasma e di riscaldamento del plasma, anticipando così di svariati anni il lavoro di ITER. Coppi lascia capire, neanche tanto tra le righe, che la sua macchina potrebbe probabilmente raggiungere l'ignizione e forse diventare un prototipo molto meno costoso di ITER per produrre energia di fusione.
Qua di lato potete ammirare la dimensione relativa dei due macchinari.
Il Mito e la Realtà
Ho provato, alla fine della mia ricerchina, a verificare alcune affermazioni che generalmente saltano fuori quando si parla di fusione a confinamento magnetico.
La fusione pone meno rischi per la radioattività rispetto alla fissione
Questo e' falso, in realtà un reattore a fusione del tipo di ITER, genera neutroni con una altissima energia. E quindi e' una fonte di radioattività primaria notevolmente consistente e anche la radioattività da irraggiamento non è assolutamente trascurabile. Il decommissioning di un reattore a fusione sarà complesso quanto quello di un reattore a fissione.
La Fusione e' una reazione controllata e per questo inerentemente sicura.
Questo e' un argomento portato dai fautori della fusione in opposizione alla pericolosità inerente delle reazioni di fissione. A tutti gli effetti questa affermazione è vera.
Un reattore a fissione ha il rischio di andare in fissione incontrollata e per questo deve essere continuamente moderato, mantenuto cioè in uno stato in cui la reazione di fissione avviene, ma sempre in modo controllabile.
Più è ampio questo margine più è "sicuro" il reattore. Oltre a questo il combustibile è tutto nel nocciolo nocciolo e ne serve un bel pò per mantenere una reazione spontanea di fissione.
Un reattore a fusione invece, mantiene pochi grammi di materiale di fusione.
Se ad un tokamak viene tolta energia, la reazione si ferma istantaneamente , ed e' probabile che il mantello stesso del reattore riesca ad assorbire il flusso di plasma liberato dai magneti contenendo il tutto. Quindi da questo punto di vista non c'e' il rischio di una Chernobyl .
La fusione utilizza una fonte di energia abbondante
Beh! Questo e' vero. Il deuterio si recupera dall'acqua di mare, mentre il trizio può essere generato come prodotto secondario dall'irraggiamento del litio.
La fusione non genera scorie
Questo e' abbastanza vero, nel senso che le scorie generate dalla fusione, parliamo dei materiali del reattore irraggiati, dovrebbero avere vita breve, circa un centinaio di anni. Niente a che vedere quindi con il lungo periodo di dimezzamento degli attinidi.
La fusione sarà una fonte illimitata di energia.
Questo dipende dal risultato di tutte queste ricerche. se...
se si riuscirà a mantenere uno stato stabile di fusione per periodi abbastanza lunghi di tempo,
se il fattore Q raggingibile sarà sufficientemente alto (>20),
se i materiali di cui è costruito un reattore resisteranno per un tempo sufficientemente lungo allo stress,
allora e' probabile che l'affermazione sopra possa diventare vera.
A questo punto, non conoscendo molto di Ignitor ho sentito la necessità di documentarmi un pò, svolgendo la mia ricerchina.
Cos'é la fusione a confinamento magnetico?
Per circostanziare il campo, stiamo parlando di produzione di energia, in particolare di produzione di energia per mezzo della fusione termonucleare controllata.
L'idea di progetti come Iter e Ignitor è abbastanza semplice, si prendono degli atomi di deuterio e trizio, si confinano con dei campi magnetici e si aumenta la pressione e la temperatura finchè non iniziano a fondersi.
Questo genere di fusione, viene chiamato a confinamento magnetico, per disinguerla da altri generi di fusione.
Il calore sprigionato dalla fusione, va ad alimentare il processo di fusione e a produrre energia. Il calore in eccedenza, viene poi utilizzato per scaldare un liquido, far girare una turbina, insomma quelle "cosa la'" che servono poi per generare energia elettrica.
Fin qua tutto bene, il problema è che scaldare il plasma di deuterio e trizio fino a far fondere gli atomi si è dimostrato un compito di una difficoltà enorme.
Il plasma tende a perdere compattezza, in particolare quando si innescano i processi di fusione la stabilità peggiora ancora di più.
La Storia
I ricercatori ci stanno provando dagli anni 50' in poi, i primi sono stati i russi con il design Tokamak, poi gli americani con lo Stellarator, una bottiglia magnetica a forma di otto.
Negli ultimi anni, l'utilizzo di magneti a superconduttore e una migliore comprensione della fisica dei plasmi hanno permesso ai ricercatori di raggiungere la fusione per brevi istanti, ma raggiungere e mantenere per lungo periodo uno stato stazionario sostenuto dalle reazioni di fusione, continua ad essere il Sacro Graal di chi opera in questo campo.
Tutto questo perchè la fusione calda per essere una alternativa utilizzabile al posto del petrolio, del carbone e dell'energia nucleare di fissione deve produrre energia con un certo rendimento.
Questo rendimento per i reattori di questo tipo si indica col parametro Q.
Q uguale a 1,5 vuol dire che per ogni watt utilizzato per alimentare il reattore, il reattore ne produce 1,5 watt di energia. Calcolando che poi quel calore deve passare attraverso una turbina che ha un rendimento di circa un terzo, si capisce che per generare energia in modo economico il fattore Q debba essere il più alto possibile.
ITER

A questo punto arriviamo a ITER. ITER è un progetto molto ambizioso partito nel 1985 con un consorzio formato da Unione Europea, Russia, Stati Uniti, Canada e Giappone. L'obiettivo era di creare il primo reattore a fusione commercialmente utilizzabile. Dato che nessuno ha mai creato neanche un prototipo di reattore a fusione funzionante, si capisce come ITER sia ambizioso come progetto.
L'idea è di utilizzare la migliore tecnologia disponibile su una scala mai vista per produrre, dapprima il primo reattore sperimentale, chiamato ITER, e in una seconda fase il primo prototipo di reattore per la produzione di energia DEMO.
Le dimensioni del progetto erano titaniche, l'inizio della fase di ingegnerizzazione doveva avvenire nel 2001, la consegna finale del reattore DEMO nel 2040 circa, per una spesa complessiva di 10 Miliardi di Euro da spendersi in 30 anni circa.
Il reattore ITER sarà una macchina gigantesca, con bobine superconduttrici alte quanto un palazzo di 5 piani e dovrebbe avere un fattore Q pari a 10. DEMO sarà ancora più grosso con un fattore Q che dovrebbe arrivare a 25.
Quindi se spendiamo un megawatt per alimentare DEMO questo dovrebbe produrne 25. In particolare ITER punta a produrre 500 MW di potenza. DEMO dovrebbe superare la potenza del più potente reattore a fissione attualmente esistente.
ITER però non ha avuto vita facile, dapprima si sono tirati fuori gli Stati Uniti, che negli anni 80 credevano di non avere grossi problemi con l'energia. Poi la Russia in seguito alla crisi economica ha ridotto notevolmente gli impegni, poi il Canada si e' anche lui sfilato.
L'Europa e il Giappone hanno allora iniziato a litigare per una serie di anni sulla scelta del sito che avrebbe ospitato ITER e DEMO. Alla fine 2005 , il Giappone ha acconsentito a scegliere Cadarache in Francia come sito in cambio di una fetta consistente nei gruppi direzionali del progetto.
Recentemente nel consorzio sono rientrati nell'ordine Gli Stati Uniti, la Cina e l'India. Questo dovrebbe garantire ad ITER una discreta stabilità anche se potrebbe aumentare le complicazioni decisionali.
Le critiche
E' chiaro che ITER per si è attirato forti critiche per avere dimensioni gargantuesche coniugate ad un rischio di progetto attualmente non quantificabile. I detrattori affermano che prima di impegnarsi in un progetto simile convenga approfondire con ricerca di base il comportamento dei plasmi, il comportamento dei materiali sottoposti ad un bombardamento di neutroni ad alta energia e tutta una serie di fattori che devono essere compresi a fondo per poter arrivare a produrre energia di fusione su base industriale in modo certo.
L'articolo
Ecco quindi l'obiezione del professor Coppi che propone invece di costruire un piccolo reattore, Ignitor, con tecnologia dei magneti tradizionali, niente bobine superconduttrici
Questo permetterebbe subito (4-5 anni) di investigare le modalità di accensione del plasma e di riscaldamento del plasma, anticipando così di svariati anni il lavoro di ITER. Coppi lascia capire, neanche tanto tra le righe, che la sua macchina potrebbe probabilmente raggiungere l'ignizione e forse diventare un prototipo molto meno costoso di ITER per produrre energia di fusione.
Qua di lato potete ammirare la dimensione relativa dei due macchinari.
Il Mito e la Realtà
Ho provato, alla fine della mia ricerchina, a verificare alcune affermazioni che generalmente saltano fuori quando si parla di fusione a confinamento magnetico.
La fusione pone meno rischi per la radioattività rispetto alla fissione
Questo e' falso, in realtà un reattore a fusione del tipo di ITER, genera neutroni con una altissima energia. E quindi e' una fonte di radioattività primaria notevolmente consistente e anche la radioattività da irraggiamento non è assolutamente trascurabile. Il decommissioning di un reattore a fusione sarà complesso quanto quello di un reattore a fissione.
La Fusione e' una reazione controllata e per questo inerentemente sicura.
Questo e' un argomento portato dai fautori della fusione in opposizione alla pericolosità inerente delle reazioni di fissione. A tutti gli effetti questa affermazione è vera.
Un reattore a fissione ha il rischio di andare in fissione incontrollata e per questo deve essere continuamente moderato, mantenuto cioè in uno stato in cui la reazione di fissione avviene, ma sempre in modo controllabile.
Più è ampio questo margine più è "sicuro" il reattore. Oltre a questo il combustibile è tutto nel nocciolo nocciolo e ne serve un bel pò per mantenere una reazione spontanea di fissione.
Un reattore a fusione invece, mantiene pochi grammi di materiale di fusione.
Se ad un tokamak viene tolta energia, la reazione si ferma istantaneamente , ed e' probabile che il mantello stesso del reattore riesca ad assorbire il flusso di plasma liberato dai magneti contenendo il tutto. Quindi da questo punto di vista non c'e' il rischio di una Chernobyl .
La fusione utilizza una fonte di energia abbondante
Beh! Questo e' vero. Il deuterio si recupera dall'acqua di mare, mentre il trizio può essere generato come prodotto secondario dall'irraggiamento del litio.
La fusione non genera scorie
Questo e' abbastanza vero, nel senso che le scorie generate dalla fusione, parliamo dei materiali del reattore irraggiati, dovrebbero avere vita breve, circa un centinaio di anni. Niente a che vedere quindi con il lungo periodo di dimezzamento degli attinidi.
La fusione sarà una fonte illimitata di energia.
Questo dipende dal risultato di tutte queste ricerche. se...
se si riuscirà a mantenere uno stato stabile di fusione per periodi abbastanza lunghi di tempo,
se il fattore Q raggingibile sarà sufficientemente alto (>20),
se i materiali di cui è costruito un reattore resisteranno per un tempo sufficientemente lungo allo stress,
allora e' probabile che l'affermazione sopra possa diventare vera.
8 ott 2007
Guerre
Mio figlio:Babbo cosa stai registrando?Io: Oh niente e' un film su una guerra di tanto tempo fa.
F: Quale?
I: Oh c'era una città in asia, si chiamava Troia ed era abitata da grandi commercianti. Anche la grecia era abitata da grandi mercanti, e ai greci, i troiani non piacevano molto. Aspettavano solo una scusa per muovere guerra?
F: Perché
I: Perché? Già perché? Perché .... per muovere guerra, diciamo che ci vuole una buona scusa, non è che ti puoi alzare la mattina e muovere guerra a qualcuno, insomma serve un pretesto.
F: ah!
I: Si insomma i greci erano li che aspettavano un pretesto, quando uno dei principi troiani, Paride, si invaghì di una bella greca, Elena e la rapì. Ora Elena era la moglie di Menelao un greco abbastanza importante e questo permise ai greci di trovare il pretesto che cercavano.
Alla fine mise insieme una flotta di mille navi e partirono per Troia.
F: e fecero una grande battaglia...
I: Si, ne fecero più d'una, ci rimasero dieci anni li a darsele con i Troiani e alla fine vinsero i greci, ma solo con un colpo di furbizia.
F: Ma c'erano i militari?
I: Mmmm tutti quei greci e troiani erano guerrieri. C'era gente come Ulisse, Agamennone, Aiace, Ettore, Menelao, Achille, Patroclo e molti altri.
F: E morirono tutti?
I: Ah si questa e' una sicurezza, e' passato cosi' tanto tempo che adesso troiani, greci, belli e cattivi, buoni e brutti adesso sono morti tutti. Se ti interessa te lo faccio vedere quel film, magari domani.
F: Mmmm si, mi leggi i Barbapapà stasera?
I: Certo. Quale storia?
(Giuro che e' andata così...)
7 ott 2007
Il consenso e il mandato
C'e' qualcosa che non riesco a capire, ma se qualcuno era seduto al tavolo con il governo e ha firmato l'accordo per lo welfare, e se qualcuno rappresentava legalmente i sindacati, perchè adesso e' necessario fare un referendum per avvallare un impegno già preso?
Deve esserci dietro un problema di leadership o di rappresentanza.
Sono l'unico che trova delirante questa situazione?
Deve esserci dietro un problema di leadership o di rappresentanza.
Sono l'unico che trova delirante questa situazione?
29 set 2007
Volare oh oh!
Ovverosia degli aerei e dei treni per Roma
Dovevo essere a Roma per le 10:00 per un meeting. Per essere li per tempo, ho scelto di prendere un aereo che decollava da Linate ad un orario antelucano.
Il piano prevedeva: decollo alle 7:00, atterraggio alle 8:00 a Roma, con un'ora di taxy sarei arrivato a destinazione per le 9:00. E rimaneva un'ora per assorbire eventuali ritardi.
La tabella di marcia sembrava stare in piedi.
Quindi:
sveglia alle 5:00
uscita di casa alle 5:30,
arrivo a Linate alle 6:00
per scoprire subito che il volo era stato spostato alle 7:30.....
Sopra Roma c'era vento, tutti gli aerei dovevano eseguire una procedura di atterraggio più lenta.
Su Fiumicino si era formata un "coda" di aerei in atterraggio e a Milano non concedevano gli slot per il decollo.
A quel punto e' iniziata l'odissea al banco del check in.
7:30, 8, 8:30 non si capisce quando inizieranno ad imbarcare.
Poi alle 9:00 arriva il via. L'aereo riuscirà a decollare solo per le 9:45, atterrando a Roma per le 10:45.
Naturalmente al ritorno ho dovuto scontare il ritardo di tutti i voli di Fiumicino accumulati durante la mattinata.
Alla fine sono arrivato a casa per le 21:00
Non e' la prima volta che mi capita qualcosa di simile.
In genere a Linate i voli sono stracarichi e se ti va bene decolli solo con mezz'ora di ritardo.
A questo punto, forte di queste belle esperienzem, ho giurato a me stesso che la prossima volta avrei fatto di tutto per usare il treno.
Visto che ormai le FS sbandierano l'attivazione delle nuove tratte ad Alta Velocità, si potrà speravo, beneficiare di questa infrastruttura, - almeno delle tratte gia' pronte- , pensavo.
Mi sono fatto un giro sul sito di trenitalia, ma non mi sembra che ci siano grandi alternative.
Il tempo migliore che le FS riescono ad assicurare e' di 4 ore e spiccioli, e non c'e' alcun convoglio che parta da Milano e arrivi a Roma prima delle 10.00.
Il primo treno parte da Mi Centrale alle 5:30 e arriva alle 10:30. Quello successivo e' più veloce, parte alle 6:30 e arriva alle 10:40. Non capisco il razionale, si vuole offrire un servizio migliore, che parta dopo, ma più veloce, per permettere ai viaggiatori di alzarsi più tardi?
Buffo se avessero preso il treno delle 6:35 e lo avessero fatto partire alle 5:30, al posto del primo, sarebbe arrivato esattamente alle 9:40, e sarebbe stato un'alternativa possibile.
Temo che sarò condannato ad altre odissee aeree, a meno di non entrare nell'ottica di pernottare a Roma la sera prima.
Quindi temo che per ora non ci sia alcuna alternativa all'aereo.
Poi non venitemi a parlare di competitività e di costo del lavoro, eh!
Dovevo essere a Roma per le 10:00 per un meeting. Per essere li per tempo, ho scelto di prendere un aereo che decollava da Linate ad un orario antelucano.Il piano prevedeva: decollo alle 7:00, atterraggio alle 8:00 a Roma, con un'ora di taxy sarei arrivato a destinazione per le 9:00. E rimaneva un'ora per assorbire eventuali ritardi.
La tabella di marcia sembrava stare in piedi.
Quindi:
sveglia alle 5:00
uscita di casa alle 5:30,
arrivo a Linate alle 6:00
per scoprire subito che il volo era stato spostato alle 7:30.....
Sopra Roma c'era vento, tutti gli aerei dovevano eseguire una procedura di atterraggio più lenta.
Su Fiumicino si era formata un "coda" di aerei in atterraggio e a Milano non concedevano gli slot per il decollo.
A quel punto e' iniziata l'odissea al banco del check in.
7:30, 8, 8:30 non si capisce quando inizieranno ad imbarcare.
Poi alle 9:00 arriva il via. L'aereo riuscirà a decollare solo per le 9:45, atterrando a Roma per le 10:45.
Naturalmente al ritorno ho dovuto scontare il ritardo di tutti i voli di Fiumicino accumulati durante la mattinata.
Alla fine sono arrivato a casa per le 21:00
Non e' la prima volta che mi capita qualcosa di simile.
In genere a Linate i voli sono stracarichi e se ti va bene decolli solo con mezz'ora di ritardo.
A questo punto, forte di queste belle esperienzem, ho giurato a me stesso che la prossima volta avrei fatto di tutto per usare il treno.
Visto che ormai le FS sbandierano l'attivazione delle nuove tratte ad Alta Velocità, si potrà speravo, beneficiare di questa infrastruttura, - almeno delle tratte gia' pronte- , pensavo.
Mi sono fatto un giro sul sito di trenitalia, ma non mi sembra che ci siano grandi alternative.
Il tempo migliore che le FS riescono ad assicurare e' di 4 ore e spiccioli, e non c'e' alcun convoglio che parta da Milano e arrivi a Roma prima delle 10.00.
Il primo treno parte da Mi Centrale alle 5:30 e arriva alle 10:30. Quello successivo e' più veloce, parte alle 6:30 e arriva alle 10:40. Non capisco il razionale, si vuole offrire un servizio migliore, che parta dopo, ma più veloce, per permettere ai viaggiatori di alzarsi più tardi?
| Partenza | Arrivo | Durata | N° Treno | Categoria Treno | Info | Acquista |
|---|---|---|---|---|---|---|
| 05:30 MI C.LE | 10:30 ROMA TE | 05:00 | 9425 | Dettagli | ||
| 06:35 MI C.LE | 10:40 ROMA TE | 04:05 | 9301 | Dettagli | ||
| 07:00 MI C.LE | 11:30 ROMA TE | 04:30 | 9427 | Dettagli | ||
| 07:10 MI C.LE | 13:03 ROMA TE | 05:53 | 585 Brera | Dettagli | ||
| 08:00 MI C.LE | 12:30 ROMA TE | 04:30 | 9429 | Dettagli |
Buffo se avessero preso il treno delle 6:35 e lo avessero fatto partire alle 5:30, al posto del primo, sarebbe arrivato esattamente alle 9:40, e sarebbe stato un'alternativa possibile.
Temo che sarò condannato ad altre odissee aeree, a meno di non entrare nell'ottica di pernottare a Roma la sera prima.
Quindi temo che per ora non ci sia alcuna alternativa all'aereo.
Poi non venitemi a parlare di competitività e di costo del lavoro, eh!
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